Interventi a gamba tesa

L’Iran dice presente per la quarta volta delle ultime sei

 


La Nazionale Iraniana, soprannominata in patria Tim Mellì (in anglo-iraniano Squadra Nazionale) è stata inserita nel girone B con Spagna, Portogallo e Marocco. Un girone di ferro, forse il più difficile del Mondiale.


La squadra del ct portoghese Carlos Queiroz si è qualificata alle fasi finali quattro volte negli ultimi sei Mondiali (da Francia 1998 a Russia 2018) e in tutte le occasioni in cui vi ha preso parte non è mai riuscita a passare il girone.

(AP Photo/Ebrahim Noroozi)

Il cammino dell’Iran per questi Mondiali, è iniziato a Giugno del 2015 ed è terminato a settembre del 2017: è stata la terza nazionale a qualificarsi, dopo la Russia (padrona di casa) ed il Brasile. 

Ciò che sorprende è la compattezza della Tim Mellì, che nel secondo turno delle qualificazioni ha vinto il suo raggruppamento totalizzando 20 punti grazie a sei vittorie, due pareggi e zero sconfitte. Questo risultato le ha permesso di accedere al terzo turno, in cui ha collezionato sei vittorie e quattro pareggi che le hanno garantito il primo posto del gruppo, davanti a nazionali più blasonate come Corea del Sud e Cina. 

Nelle amichevoli pre-mondiale, sono arrivate una vittoria per 1-0 contro l’Uzbekistan ed una sconfitta per 2-1 ad opera della Turchia. Il parco giocatori di Queiroz non comprende elementi di caratura internazionale.

Il modulo adottato è il 4-3-3.  In porta giocherà Beiranvard, del Persepolis, dotato di un buon rilancio con i piedi. In difesa sulle fasce spazio a Rezaeian e Mohammadi, mentre al centro dovrebbero giocare Pouraliganji e Hosseini. Le chiavi del centrocampo saranno affidate a Hajsafi, giocatore dell’Olympiakos, vero e proprio cuore di questa nazionale, con più di 90 presenze. Al suo fianco ci saranno Amiri e Ezatolahi. 

In attacco agiranno Azmoun, Jahanbakhsh e Ansarifard. Azmoun, soprannominato il Messi Iraniano, con 22 reti in 28 partite è il bomber della squadra, occhio anche a Jahanbakhsh che quest’anno ha segnato 21 reti nel campionato olandese con l’AZ Alkamaar.  Presente in panchina anche Ghoochannejhad, autore dell’unico gol iraniano ai mondiali in Brasile. 

Punti di forza

Il punto di forza dell’Iran è senz’altro la difesa, che ha subito solo 5 gol nelle 18 partite di qualificazione a Russia 2018. Inoltre non va dimenticato che i Tim Mellì sono rimasti imbattuti nel percorso verso il Mondiale. Come scritto in cima all’articolo: l’Iran si è qualificato in 4 degli ultimi 6 Mondiali, quindi ormai non si tratta più di una comparsa, ma di una realtà per questa competizione. 

Punto debole

Senza dubbio il punto debole è l’assenza di giocatori di spessore, infatti tra i convocati nessuno milita in un top club.

Di fronte ai giganti della Spagna e a Cristiano Ronaldo la differenza potrebbe essere abissale.

Uomo chiave

Il c.t. Queiroz è il vero valore aggiunto di questa nazionale. Nella sua carriera, iniziata più di 30 anni fa, ha allenato il Benfica, fatto da secondo a Sir. Alex Ferguson allo United e nel 2003 si trovò addirittura ad allenare il Real Madrid dei Galacticos, venendo però esonerato a Gennaio. Nel 2010 ha portato il Portogallo ai Mondiali in Sudafrica, uscendo agli ottavi di finale contro la Spagna, che poi avrebbe alzato la Coppa.

L’allenatore sembra aver donato all’Iran compattezza ed equilibrio, vedremo se sarà in grado di mantenere quanto costruito finora anche in questa fase finale.

Curiosità

La nazionale Iraniana è stata formata nel 1920, ma ha disputato la prima partita ufficiale nel 1941, più di venti anni dopo, vincendo 1-0 contro l’Afghanistan. Nel suo palmares ci sono tre coppe d’Asia, vinte nel ‘68, ‘72, ‘76. 

In cinque partecipazioni ai Mondiali è sempre uscita ai gironi.

Pronostico

Tutti la danno per spacciata, ma in realtà andando a vedere le statistiche con cui gli uomini di Queiroz si sono qualificati viene da pensare che nessuno avrà vita facile contro l’Iran. Rimane comunque difficile pensare che questa nazionale possa superare il girone, Portogallo e Spagna sono almeno 3 gradini avanti; perciò servirà un’impresa agli Iraniani per ribaltare i pronostici. L’impressione è che Hajasfi e compagni si giocheranno tutto all’esordio contro il Marocco, consapevoli che una vittoria potrebbe dare loro alcune speranze.


 

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