Interventi a gamba tesa

Il gigante dai piedi di velluto, Milan Skriniar

during the serie A match between FC Internazionale and Benevento Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on February 24, 2018 in Milan, Italy.


Se non ci fosse stato quello sfortunato autogol contro la Juventus, oggi sarebbe ancora più bello tessere le lodi di Milan Skriniar: il centrale di difesa megalitico che all’Inter mancava dai tempi del Triplete, quando quella zona di campo era coperta da un leggendario Walter Samuel – dai tifosi ribattezzato, appunto “The Wall”. Quella, però, era la squadra di Mourinho e Samuel era l’ingrediente giusto per realizzare un’alchimia che raramente si è vista nella storia del calcio.


Infatti, dopo quel trionfo, nulla in casa nerazzurra è stato più come prima. Soprattutto la difesa e gli interpreti che in quel ruolo si sono avvicendati. Solo per citarne alcuni: Ranocchia, Silvestre, Andreolli, Campagnaro, Juan Jesus, Vidić, Murillo, Sainsbury a cui verrebbe da aggiungere pure ‘sti cazzi!

Chi l’ha visto?

Ecco perché quando l’Inter ha cominciato la stagione 2017/2018 con la coppia titolare Skriniar-Miranda e senza valide alternative se non il rientrante Ranocchia, più di un tifoso ha storto il naso, mostrando preoccupazione per quella che sarebbe stata la tenuta difensiva dei nerazzurri. Del resto, dopo tante fregature si era diffuso un certo scetticismo e si temeva che l’acquisto dalla Sampdoria di un anonimo ventitreenne slovacco – anziché i vari Rudiger, Bonucci e Manolas – potesse rivelarsi l’ennesima patacca del mercato estivo rifilata a caro prezzo al club meneghino (è costato infatti 15 milioni di euro più il passaggio di Caprari in blucerchiato, per un totale di circa 30 milioni di euro).

E invece no: Skriniar è letteralmente esploso, lasciando tutti a bocca aperta. La giovane promessa si è subito inserita alla perfezione nel sistema difensivo disegnato da Luciano Spalletti, divenendone un vero e proprio pilastro, tanto che a due giornate dalla fine del campionato l’Inter risulta essere la seconda miglior difesa (solo 26 goal subiti), anche grazie al suo apporto.

Vale la pena allora osservare più da vicino le caratteristiche che fanno di questo calciatore un gigante dai piedi di velluto.

L’acquisto più azzeccato degli ultimi 5 anni di Inter?

Alto 187 cm e con un fisico longilineo e proporzionato, Skriniar è una sorta di buttafuori del reparto arretrato: utilizzato spesso come centrale sinistro in una linea di difesa a quattro, è in grado di far valere tutta la propria fisicità, tanto nei contrasti quanto nel gioco aereo. A ben vedere, non è solo la stazza a fare dello slovacco un predestinato top player. Si sta parlando infatti di un difensore attento, coordinato e reattivo: non sempre impeccabile, ma in continua crescita.

Particolarmente incisivo quando difende in avanti aggredendo l’avversario nella propria metà campo, Skriniar ricorre al tackle solo quando è strettamente necessario, limitando così il rischio di falli in area o comunque da ultimo uomo. Durante la fase di impostazione l’ex doriano dimostra sempre gran disinvoltura, inserendosi bene fra le linee di passaggio e trovando con il giusto tempismo la posizione adatta per appoggiare la palla o per ricevere lo scarico dai compagni – cosa peraltro particolarmente gradita a mister Spalletti.

Nel tracciare un profilo completo di questa promessa del calcio moderno è comunque doveroso evidenziare anche quei punti deboli su cui lo slovacco dovrebbe lavorare per diventare un grande professionista. Anzitutto, la corretta lettura di alcune dinamiche di gioco come, ad esempio, la copertura della profondità contro giocatori molto rapidi, in particolare quando ad affrontarlo sono avversari estremamente agili, lanciati in una corsa fianco a fianco. Altro aspetto da migliorare è poi la rapidità nel giro palla, dove oltre a velocizzare l’azione deve incappare in meno errori– concetti su cui l’allenatore dell’Inter insiste da inizio stagione e che interessano tutta la squadra e non solo l’ex blucerchiato.

Oggi, pur di acquisire i diritti del cartellino di Skriniar, molti grandi club europei – si parla già di Manchester City, Real Madrid e Barcellona – sarebbero disposti a mettere sul piatto cifre davvero importanti e l’Inter, dal canto suo, non è nelle condizioni di poterle rifiutare a prescindere. Infatti, con o senza qualificazione ai play-off di Champions League l’Inter dovrà rientrare nei parametri imposti dal Financial Fair Play e dalle sue assurde regole. Ma la domanda che qui si pone è: perché tra i vari bisogna cedere proprio Skriniar? Ora che ce l’abbiamo noi, teniamocelo stretto. Avete letto l’elenco di nomi che vi ho fatto prima? Vi prego non priviamoci di questo futuro fuoriclasse.

E per una volta, fanculo ai vincoli dell’Uefa. Impariamo ad aggirarli, proprio come fanno alcune big del calcio europeo…


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Giuliano Pagnotta, nato a Trani il 24-05-1990: nel giorno del suo compleanno qualcuno sente ancora il mormorio del Piave, ma era una vita fa. Laureato in Filologia moderna e specializzando master in HR Management si impegna nei più diversi ambiti, tra cui giornalismo, recitazione, musica, editing, gestione delle risorse umane e sport. Un tipo audace, eclettico e irrequieto, che dopo l’esperienza del ‘Workshop live’ di Sportitalia si è catapultato nel vivace mondo di Sportellate per riversare il proprio estro in commenti calcistici sagaci e irriverenti, che divertono o fanno incazzare. Adora la comunicazione e soprattutto giocare coi doppi sensi. Tifa Inter e il suo idolo è Josè Mourinho. Collaboratore Sportellate.it