Interventi a gamba tesa

Sportellate World Cup


Presentiamo le squadre partecipanti alla Sportellate World Cup e il tabellone aggiornato. Per partecipare al torneo potrete votare tramite reaction nella nostra pagina di Facebook



Le nazioni partecipanti:

  • Colombia ‘94

La nazionale dei Los Cafeteros arriva negli Stati Uniti con grandi aspettative soprattutto dopo aver battuto l’Argentina per 5-0 a Buenos Aires durante le qualificazioni. Il capitano della nazionale di calcio è Andres Escobar, giocatore rappresentativo e in procinto di sbarcare in Europa (si parla di Milan) in una nazionale che può contare sul talento di Valderrama, Asprilla e Valencia. L’avvio è un disastro, 3 a 1 con la Romania e la seconda partita con i padroni di casa è decisiva. Ma il capitano firma l’autogol che condanna i colombiani all’ eliminazione. La nazionale torna a casa, poco tempo dopo, Andres Escobar viene ucciso in un bar di Medellin, per un alterco causato probabilmente dal ricordo di quell’autogol.

 

  • Camerun ‘90

Il Camerun di Italia ‘90 esplode come una supernova trascinata dal genio ed estro di Roger Milla, uno dei più grandi calciatori africani mai esistiti. Battuta l’Argentina di Maradona campione del mondo in carica nel match d’apertura del mondiale. Battuta la Colombia dell’istrionico estremo difensore Higuita agli ottavi dove resta celebre il gol di Roger Milla che segna rubando palla proprio al portiere che si era avventurato in un insensato dribbling. Sfiora l’impresa ai quarti di finale contro l’Inghilterra di Gary Lineker e David Platt battuti solo dopo i tempi supplementari e da due calci di rigore. I Leoni indomabili entrano nella storia.

 

  • Senegal ‘02

Come 12 anni prima nelle notti magiche italiane, una squadra africana batte di misura la squadra campione uscente. Quella volta fu il Camerun di Milla contro l’Argentina di Maradona, questa volta è il turno del Senegal di Diouf e Diop, sconfiggere per 1 a 0 la Francia (che uscirà clamorosamente ai gironi). La nazionale africana allenata dal francese Bruno Metsu, gioca un calcio divertente e resterà nella storia grazie ad un torneo dove sfiorò addirittura l’accesso alle semifinali, eliminati solamente al golden gol dalla Turchia.

 

  • Italia ‘70

Una nazionale quella di Italia ‘70 che non ha bisogno di presentazione: la sfida semifinale Italia-Germania 4-3 è entrata nell’immaginario collettivo, è storia, è letteratura, è cinema. Quella generazione di campioni (Rivera, Mazzola, Boninsegna, Riva, Prati, Burgnich, Facchetti) non raccolse il titolo con la Nazionale, ma in quegli anni seminava quello che poi 12 anni dopo l’Italia finalmente riuscì a raccogliere con il mondiale spagnolo. Oggi però, vista anche l’assenza dell’Italia dal mondiale di Russia, vogliono vincere la Sportellate World Cup.

 

  • Olanda ‘74

Esiste un modo di intendere il calcio prima dell’Olanda di Michels e Cruijff, ed esiste l’Arancia Meccanica che cambiò il calcio. L’Olanda negli anni ‘70 fu protagonista di una vera rivoluzione con il suo totaalvoetbal guidato da uno dei più grandi giocatori di sempre, quel Cruijff che mai riuscirà a conquistare il titolo mondiale con la sua nazionale. In quell’estate del  1974 però, il 14 in maglia arancione, coadiuvato dai vari Krool, Rup, Neeskens, entrerà nell’immaginario collettivo lo stesso, sfiorando la vittoria e perdendo da favoriti una finale che sembrava loro.

 

  • Austria ‘34

L’Austria del 1934 arrivò al mondiale italiano tra le grandi favorite, con il suo Wunderteam, trascinata dal mitico Mathias Sindelar, detto cartavelina per il suo fisico esile, e sul quale si sono spesi negli anni racconti di ogni genere. La sfortuna del Wunderteam fu quella di imbattersi in semifinale contro la nazionale italiana, che si avvantaggiò di un arbitraggio che giudicare di parte pare un eufemismo,perdendo così la possibilità di andare a giocarsi la finale.

 

  • Messico ‘98

Il Messico del mondiale francese è quello delle rimonte incredibili nel girone di qualificazione, dei numeri di Cuauhtémoc Blanco e della sua cuauthemina, numero assurdo e senza senso e sempre ai limiti del regolamento. Blanco più che un calciatore professionista, sembra un personaggio uscito dal videogioco Nintendo World Cup; quel messico fu trascinato anche da ‘’La bella Hernandez’’’ come lo chiamava  la Gialappa dei bei tempi, un biondo centravanti che in quel mondiale segnò due gol decisivi alla Corea, in rimonta, uno decisivo all’Olanda e uno alla Germania agli ottavi, dove la nazionale verde uscì tra gli applausi.

 

  • Portogallo ‘66

Prima dell’avvento di Cristiano Ronaldo, il Portogallo è stato soprattutto Eusebio, pantera nera trascinatrice di una squadra talentuosa ed incompiuta. Nel mondiale del 1966, la nazionale lusitana con un perentorio 3-1 elimina il Brasile di Pelè. Ai quarti è sfida mai più rivista contro quella Corea del Nord che tutti in Italia ricordano. Gli asiatici sono in vantaggio per 3-0 sono ad un passo da una clamorosa semifinale, quando ecco che si risveglia dal torpore il più grande talento che il calcio portoghese conosce fino ai giorni nostri. Eusebio firma 4 reti in mezz’ora, la rimonta è compiuta. Due giorni dopo però, una doppietta di Bobby Charlton elimina i lusitani in semifinale.

 

  • Nord Corea ‘10

Al mondiale sudafricano del 2010, partecipa anche la selezione della Nord Corea. Il loro è un girone di ferro, con Brasile, Portogallo e Costa d’Avorio. I coreani già prima del via si fanno notare inserendo tra i tre portieri convocati, un attaccante. La prima partita ha dell’incredibile; il Brasile infatti vince solo  per 2-1, subendo anche un gol nel finale. Le altre due partite saranno invece senza storia, e i giocatori al loro ritorno in patria, verranno pubblicamente umiliati e accusati di tradimento. Per alcuni media locali poteva andargli anche peggio. Sportellate oggi, vuole dare la possibilità di rivincita alla selezione nordcoreana e soprattutto al suo allenatore Jung Hun.

 

  • Jugoslavia ‘90

Il 30 giugno del 1990 a Firenze si fa la storia. Si gioca quella che è l’ultima partita per la nazionale Jugoslava che sfida l’Argentina di Maradona. La vincente incontra l’Italia padrone di casa. Quella Jugolavia oltre ad essere un incredibile miscuglio di popoli differenti è anche piena zeppa di talento: il plavo Katanec, Jarni, Jozic, Prosinecki, il genio Savicevic, Boksic, Suker, Susic, Pancev e il loro leader Stojkovic. Un rigore sbagliato dal difensore Faruk Hadžibegic, durante la lotteria finale, li elimina dal mondiale, da li a pochi mesi una terribile guerra, a pochi passi da casa nostra, li divide per sempre.

 

  • Brasile ‘50

Il più grande dramma sportivo della storia del calcio è senza dubbio quello vissuto dal Brasile nel 1950, nel mondiale di casa in quella sfida finale contro l’Uruguay, passata alla storia come “Maracanazo”. Il Brasile di Jair, Ademir e Zizinho strafavorito per quella che doveva essere una festa annunciata, un carnevale anticipato, viene invece battuto dall’Uruguay di Ghiggia, Schiaffino autori dei gol rimonta e Varela, passato suo malgrado alla storia per essere stato il capitano della nazionale che alzò la coppa Rimet in faccia ad un popolo che mai ha più dimenticato quella sconfitta, ancora oggi ritenuta tragedia nazionale.

 

  • Polonia ‘82

Mentre in patria un elettricista del cantiere navale di Danzica e fondatore del sindacato che prendeva il nome di  Solidarnosc, Lech Wałęsa, viene incarcerato, in Spagna la nazionale di calcio polacca si gioca un mondiale in semifinale contro l’Italia. Una Italia tutt’altro che brillante nei gironi, ma che finì per eliminare Argentina e poi Brasile. La Polonia ci arriva dopo aver disputato quello che per i media di casa loro è ‘’la partita del secolo’’ contro l’URSS e tutto quello che significa, Lech Wałęsa compreso. Contro l’Italia quella Polonia schierava l’ormai vecchio Lato, Smolarek, Zmuda mentre sarà assente per squalifica  il futuro ‘’bello di notte’ Boniek, fulgido talento di quella spedizione. La semifinale è a senso unico, ma la Polonia che poi finirà terza segna un passo importante nella storia non solo calcistica, facendosi promotrice dei grandi cambiamenti di quegli anni.

 

  • Ungheria ‘54

Nel 1954 al mondiale di Svizzera si presenta una squadra che per molti ha rappresentato ‘’la squadra più forte di sempre’’. L’Ungheria di Puskás, Czibor, Kocsis, Hidegkuti e Boczik e schierata col celebre modulo a doppia W. L’”Aranycsapat” ai quarti di finale è protagonista di quella passata nella storia come ‘’la battaglia di Berna’’, quando sconfissero i maestri brasiliani per 4-2 con un finale finito in rissa. Battuto l’Uruguay in semifinale ecco che la nazionale dell’est sfida la Germania, vittima designata. 2-0 dopo pochi minuti per i magiari, ma poi avviene il “miracolo di Berna”; la Germania Ovest rimonta e vince il suo primo titolo mondiale. Dando il via a una tradizione che dura ancora oggi. L’Ungheria invece un po’ alla volta sparirà dalla scena calcistica del calcio che conta.

 

  • Romania ‘94

George Hagi, il ‘’Maradona dei Carpazi’’ trascina la sua nazionale verso un mondiale irripetibile. Dopo aver battuto nella fase iniziali la Colombia, con un gol da 35 metri entrato nella storia, la Romania comandata dal grandissimo talento del suo numero 10, da Popescu, Raducioiu, Belodedici, Dumitrescu vola fino ai quarti di finale. L’impresa arriva agli ottavi, dove viene battuta l’Argentina che in attacco schiera pezzi da novanta come Batistuta e Balbo, senza dimenticare fra gli altri Chamot, Ortega, Redondo, Sensini e Simeone. La Romania vince 3-2 una partita memorabile. Purtroppo la loro avventura finisce ai quarti dove vengono battuti dalla Svezia. Hagi, grazie a quel mondiale quell’estate passò dal Brescia al Barcelona.

 

  • Ghana 2010

Dopo i quarti di finale raggiunti da Camerun e Senegal ci prova il Ghana a ottenere un traguardo mai realizzato da una squadra del continente nero, e quale posto migliore se non il mondiale africano? IL Ghana di Gyan, Asamoah, Muntari, KP Boateng che sfida suo fratello Jerome nel girone eliminatorio. Arrivano fino ai quarti contro il forte Uruguay. La partita si trascina sull 1-1 ai supplementari, l’arbitro nel finale assegna un calcio di rigore agli africani, un intero continente è sulle spalle di Asamoah Gyan che viene schiacciato dalla pressione e colpisce la traversa. La partita si concluderà con la vittoria ai rigori per la nazionale celeste di Tabarez.

 

  • Costarica ‘90

Al suo esordio nel mondiale il Costa Rica, nelle notti magiche italiane, otterrà una clamorosa è il caso di dirlo, qualificazione agli ottavi. Trascinati dal gol di Cayasso nella prima partita contro la Scozia e salvata dalle celebri parate del mitico Conejo (un Keylor Navas ante litteram), in divisa  bianconera nella sconfitta di misura contro il Brasile che non ne preclude il passaggio al turno successivo. La nazionale allenata da Bora Milutinovic battendo in rimonta la Svezia e sempre indossando le maglie bianconere avute in prestito dalla Juventus arrivano fino agli ottavi dove verranno fermati dalla Cecoslovacchia di Skuhravy autore di una tripletta.


Si ringrazia per l’ispirazione la pagina facebook https://www.facebook.com/IrreverentItalianMemes/ e per le fonti il blog http://storiedicalcio.altervista.org/blog/

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Classe '82 come Contador, Kakà e Gilardino, ma non ho mai vinto né Tour de France, né Champions League, né Mondiale. Ho praticato diversi sport, ma gli unici che mi si addicono davvero bene sono quelli da vedere sul divano. Juve, fumetti, cinema horror, ciclismo e cibi unti, le mie più grandi passioni.