Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 36a giornata


TOP

1) Douglas Costa: pazzesco, poco da aggiungere. Accelerazioni fulminanti, palla incollata al piede e pensiero lucido, sempre. La sua firma sul settimo scudetto della Juve è incisa a fuoco imperituro. Nel Bayern sembrava un po’ perso, a Torino si è ritrovato e ha aiutato tutta la compagnia cantante a ritrovarsi #devastante, voto: ant man

2) Rafinha: misure e stazza simili a quelle di D.Costa, modo di giocare totalmente diverso. Fosforo attivo, rose anche quando gli vengono passati macigni e oggi anche concretezza. Se a due giornate dalla fine l’Inter è tornata padrona del proprio destino in ottica Champions molto del merito è suo #genio della lampada, voto: velluto

“La mia testa è all’Inter. Non dipende da me, l’ho detto: io voglio rimanere qui, sono molto felice di giocare all’Inter. I tifosi mi amano? Anche io amo l’Inter” cit. Rafinha.

3) Hamsik: un goal di rara bellezza. Palla in movimento che viene calciata con una potenza, un giro e una precisione davvero eccezionali. Anima e cuore della squadra partenopea. Marechiaro continua a essere il vero, unico e autentico oro di Napoli #gemma dell’anima, voto: tesoro

FLOP

1) Pecchia: neanche l’orgoglio in coda a una stagione orripilante che viene archiviata con un 4-1 che certifica il ritorno in Serie B. Giocatori che se ne sono andati per non dire scappati. Giocatori in naftalina e tirati fuori a caso. Nessuna idea tattica e neanche la voglia di provarci. Se le retrocessioni avessero una classifica del merito il Verona è ad anni luce dal Benevento #scansafatiche, voto: buon viaggio

2) Sarri/DeLaurentiis: il primo ha puntato tutto sul campionato per conservare benzina ma non essendo in grado di puntare su tutti gli effettivi l’ha terminata prima degli altri. Il secondo davanti a un miracolo sportivo, demolisce giocatori e allenatore per pararsi il deretano dinnanzi ai media, poter incassare il malloppo al VIA e poter rincominciare da capo. Se qualcuno è mancato quest’anno a Napoli non sono stati di certo i giocatori e i tifosi #il gatto e la volpe, voto: premiata ditta

Già si parla di Chelsea…

3) Burdisso: al momento del tappeto rosso steso dinnanzi a Mertens, torna in scena il vecchio Nicolas nerazzurro che tante imprecazioni aveva strappato al San Siro nerazzurro. Sbagliare capita a tutti, ma la narcolessia quando si guida una difesa è sconsigliabile per principio #sogno o son desto, voto: chiamatemelo

Fine delle trasmissioni. Per ora.


 

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Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.