Interventi a gamba tesa

Calcio e digitalizzazione. Intervista a Tommaso Guerra, fondatore di Golee


Nel mondo del calcio internazionale crescono centinaia di giovani talenti ogni giorno, ma non tutti godono di meriti prettamente sportivi. Altri, infatti, come il ragazzo che ci apprestiamo ad intervistare in questo articolo, hanno talenti che trascendono dal semplice “rettangolo verde” e spaziano sino al mondo dell’imprenditoria e del Business. Ora capirete meglio cosa intendiamo.


Tommaso Guerra, classe 1990, non è propriamente un calciatore, o meglio lo è ancora, ma non è questo il motivo per cui si è recentemente guadagnato l’attenzione di diverse testate giornalistiche nazionali. Tommy (come lo chiamano tutti) è un giovane imprenditore sanmarinese, appassionatissimo di calcio e laureato con lode alla Lynn University in Florida. Lui è l’ideatore di Golee”, il portale italiano del calcio giovanile che intende stravolgere il modo di gestire le società calcistiche e dare visibilità agli atleti.

Ma non vogliamo dirvi troppo, sarà proprio Tommaso a spiegarvi di che si tratta.

Ciao Tommaso, benvenuto. Allora, vuoi raccontarci che cos’è esattamente “Golee”?

Anzitutto ricambio il saluto e vi ringrazio dell’invito. Golee… Golee è uno strumento che facilita la gestione dei settori giovanili ed aiuta i giovani atleti a mettersi in mostra e ad inseguire il loro sogno. Nasce con questa idea e si sviluppa coinvolgendo tutti gli addetti del mondo sportivo (per ora dilettantistico), partendo dalle società, passando per giocatori, allenatori e preparatori, ed arrivando addirittura ad arbitri e tifosi. Vuole offrire servizi digitali a tutti gli utenti possibili, strutturandosi in modo da poter offrire funzionalità diverse in base all’utente che deciderà di utilizzare la piattaforma. Tramite Golee, che rappresenta una banca dati enorme di statistiche, i giovani calciatori potranno dunque interagire e scambiarsi feedback per crearsi una vetrina sul complesso e vastissimo mondo del calcio.

Un linkedin dei calciatori possiamo definirlo?

Si, una sorta di Linkedin per i calciatori. Noi ci presentiamo agli atleti come un autentico servizio professionale. Da un lato, infatti, è un social network, perché l’utente può interagire con la community; dall’altro, invece, si presenta come un gestionale per le società e gli allenatori per organizzare il lavoro e semplificarne le attività.

Molto, molto interessante. L’idea è soltanto tua o è frutto di più menti? raccontaci un po’ come nasce Golee.

L’idea originaria è principalmente mia. Nasce da una esperienza personale. Io sono attualmente un calciatore, sebbene sulla via del tramonto (ride n.dr.), e in gioventù ebbi la fortuna di fare tutta la trafila del Rimini Calcio, dai giovanissimi fino alla Primavera, avendo così l’opportunità di vivere il calcio giovanile ad alti livelli (il Rimini Calcio all’epoca era in Serie B n.d.r.) ed allo stesso tempo di notare quanto questo ambito fosse snobbato e male organizzato in Italia. Peraltro, concluso l’anno in Primavera, vinsi una borsa di studio come calciatore e frequentai la Lynn University negli Stati Uniti d’America. Qui scattò qualcosa. In questo contesto, infatti, mi accorsi subito di come, nonostante il calcio fosse qualitativamente indietro anni luce rispetto all’Italia, l’organizzazione americana fosse impeccabile ed il mondo sportivo già quasi completamente digitalizzato. Il modo di vivere lo sport in America mi fece quindi balenare in testa un’idea e quando tornai in Italia mi misi subito a lavorare sopra un progetto. La mancanza di un qualsiasi tipo di digitalizzazione in Italia, dove il livello ed il seguito del calcio sono decisamente elevati, mi spinse a voler creare qualcosa che potesse colmare questa lacuna e da questo processo mentale nacque Golee.

 Il team di Golee agli albori.

Quindi, quando nasce di preciso il progetto Golee?

Nel 2015. Tornato dagli States, appunto, mi misi a lavorare autonomamente su questa idea e per più di un anno lavorai da solo al progetto. Trovai qualche finanziamento, sondai il mercato e mi concentrai soprattutto sullo sviluppo tecnologico dell’applicazione e del software che avrei voluto offrire al mondo dello sport. Solo in seguito, circa ad aprile del 2017, ho fondato la società italiana di Golee e, da quel momento, il team ha iniziato ad allargarsi, inserendo nel roster qualche ragazzo per l’ufficio e nell’ambito commerciale.

Come sta procedendo ora? Quali sono gli obiettivi e come pensate di raggiungerli?

Come dicevo da aprile 2017 abbiamo creato un vero e proprio team che seguirà unicamente il progetto. Da settembre abbiamo ampliato ulteriormente l’organizzazione, con altri ragazzi nel commerciale e nello sviluppo tecnologico dell’applicazione, iniziando ufficialmente la vendita del prodotto “door to door”. La nostra attività, che inizialmente riguardava solo il territorio che va da Pesaro a Bologna, ha subito un‘ulteriore evoluzione ed ha ampliato il proprio raggio d’azione a tutta l’Emilia Romagna, Marche e Lombardia con a breve anche Piemonte, Toscana e Veneto.

Il team di Golee si aggiudica il concorso “SpeedMiUp” organizzato dall’Università Bocconi.

Quest’ultimo ingrandimento è stato grazie all’aggiudicazione di un posto all’interno del progetto Speed Mi Up dell’Università Bocconi di Milano, che si impegna di fornire uno spazio all’interno del proprio Campus, fornendo visibilità e sostegno alle Start Up più interessanti del panorama nazionale. Grazie a Speed Mi Up, infatti, abbiamo spostato la nostra sede operativa a Milano, acquisendo credibilità, visibilità e importanti risorse di Networking. Gli ultimi finanziamenti ricevuti li utilizzeremo per godere di sviluppatori e programmatori interni alla società, investiremo sul nostro Brand e sul marketing in generale ed implementeremo il nostro reparto commerciale per aumentare la community di Golee.

Pensi davvero di poter digitalizzare il mondo del calcio nazionale? Dove vuoi arrivare con Golee?

Ci credo fortemente. Anzi, ora sicuramente più di prima. Mi ritengo un ragazzo molto obiettivo e sono certo che se gli esperti del settore, sia del mondo digital che di quello sportivo in generale, mi avessero detto “Tommaso, stai perdendo tempo” avrei provato altro. Tuttavia, le cose  non sono andate così. Per fortuna. Ogni tipo di interlocutore con il quale Golee si è approcciato, infatti, ha sempre manifestato entusiasmo ed interessamento all’idea e, di conseguenza, ho iniziato a crederci sempre di più. Ora Golee è una realtà concreta e non più solamente un mio sogno.

Che dire Tommaso, hai convinto anche noi. Non possiamo che augurarti di crescere sempre di più. Ci prometti che quando Balotelli si iscriverà a Golee ci concederai un’altra intervista?

Certo. Non puntiamo a Mario però, ma direttamente a suo figlio… anche se non ricordo se sia femmina o maschio (ride n.d.r.).

Se non ricordo male figlio! Comunque ci contiamo  Tommy, in bocca al lupo ed a presto!

Crepi il lupo. A presto e grazie a voi!


 

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Nato a Rimini il 2 dicembre 1991. Laureato in giurisprudenza in un caldo ottobre milanese del 2015. Attualmente fa a “sportellate” per ritagliarsi un posto come professionista nel mondo dell’avvocatura. Il suo cuore appartiene alla Romagna, al sinistro di Beppe Signori ed al calcio in generale, sport che pratica tra una distorsione e l’altra. Ha scritto di calcio per “Discorsivo.it” e condotto la radiocronaca di numerose partite alla playstation. Sogna di segnare su punizione a San Siro (magari alla juve).