Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 35a giornata


TOP

1) Simeone: Ecco… limitiamoci a dire che quando si parla di scudetti la famiglia Simeone tende a non farsi mai gli affari suoi. Tre goal, un’espulsione e una cattiveria che è un marchio di fabbrica. Ci limitiamo a fare tanti applausi al giovane argentino e a sconsigliargli di passare le prossime vacanze estive in Campania. #Killer, voto: Core ingrato

2) Dzeko: Quanto c’è di suo in questa stagione della Roma solo la lupa lo sa. Trascinatore, leader emotivo e tecnico. Si temeva il contraccolpo psicologico post Liverpool, lui ci piazza una doppietta salva Champions e tranquillizza tutti, il tutto (perdonate il gioco di parole) dopo una stagione (quella scorsa) da barzelletta. #fenice, voto: Le leggende non muoiono mai

Grande finale di stagione per il bosniaco.

3) Lasagna: Doppietta nel giro di due minuti, maglia bianconera e con un ex juventino in panchina, secondo voi è un caso? Poi prendi tre goal dal Benevento e capisci molto di questa stagione dell’Udinese. Resta il fatto che se Lasagna continua così ben presto calcherà palcoscenici più prestigiosi. #enfantterrible, voto: Lasagne alle tre

FLOP

1) Napoli: Recita un antico proverbio cinese “Ma dai, porco zioooooo”. Questo dice praticamente tutto dello psicodramma andato in scena a Firenze. Il miglior difensore del campionato tradito da un rimbalzo e dalla foga. Sarri impietrito e incistato di nicotina. Mertens e compagni che affondano senza un lamento. La mente guida il cuore e i piedi. Ieri il Napoli si è dato una grande mano a perdere uno scudetto che pensava di aver vinto troppo presto #tracollo, voto: Caporetto

2) Santon/Spalletti/Vecino: Lasciamo da parte tutto il resto e parliamo di un centrocampista evidentemente non in condizione di giocare che fa un’entrata senza senso con la palla a metri quattro di distanza. Un terzino che psicologicamente non svolta mai e costa alla propria squadra tra i 9 e i 12 punti in stagione e di un allenatore che con gli esterni stremati, toglie la propria punta per inserire B.Valero e Santon invece di Karamoh ed Eder. Insomma diciamo che il buon umore vola via #sogno o son desto, voto: e allora prendo Pelè e lo metto a guidare il pullman

Via Bein Sports

3) Orsato: va bene tutto, in primis la discrezionalità di giudizio che poi bisognerebbe calibrare sull’uniformità di giudizio. Pjanic come spesso gli accade nei match di cartello, gioca a fare il wrestling coi suoi avversari. A fine partita riceverà una lode di quelli fluorescenti. Barzagli fa un’entrata killer, giallo senza discussioni. Più altre cose di cui si potrebbe parlare. Insomma Orsato… meno, era una bella partita, non c’era bisogno del tuo unidirezionale apporto. #grazie di tutto, voto: Orsacchio

Fine delle trasmissioni. Per ora.


 

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Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.