Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 34a giornata


TOP

1) Koulibaly: maestoso, non ci sono altre parole. Va bene che la Juventus domenica aveva meno mordente di un attore porno alla fine di un’orgia ma il merito è (anche) sicuramente delle chiusure senza repliche del Principe nero. Potente, preciso, pulito. Al 90’ decide che non deve finire così, umilia Benatia che fa la figura di una Belieber e stacca a metri 2.38 per inchiodare San Gigi e la Juventus a una verità che non volevano accettare: campionato riaperto #Braveheart, voto: Figlio di Napoli

E sull’internet si scatenano i meme…

2) De Zerbi-Benevento: un campionato senza senso ma bellissimo, fatto di: sconfitte in serie, il meglio della Premier di cinque anni fa, goal del portiere in pieno recupero, Diabatè, pareggi con le milanesi e vittoria a San Siro facendo passare il Milan per la provinciale che gioca in difesa. Ottovolante Benevento che tornerà in Serie B, ma credetemi, mancherà a tutti. #Bipolare, voto: A modo loro

3) Politano: rispetto al tanto sbandierato Verdi, sta di fatto tenendo in piedi il Sassuolo (e le possibilità di rimanere in Serie A) da solo. Corsa infinita, bei goal, goal di opportunismo, assist, arringa i compagni. State a vedere che in estate il salto verso lidi più prestigiosi lo farà lui #LanternaVerde, voto: la rivoluzione

FLOP

1) Allegri: un po’ tirata questa convocazione nei flop, almeno per chi scrive, ma giustificata dalla pessima conferenza stampa pre Napoli. Troppa spocchia e sicurezza e il solito giochino di buttare sugli altri tutta la pressione. Sta di fatto che la squadra ha ancora evidenti scorie da Madrid e la gamba pesantissima. Nonostante questo stava riuscendo nell’intento di anestetizzare la partita e di fatto portarsi a casa il campionato. Benatia, ancora lui, ha optato per un finale diverso e Napoleone cade coi suoi generali #Waterloo, voto: maremma…

E poi ci sono gli Autogol, raramente così spietati.


2) Gattuso: idem come sopra, la squadra ha perso la gamba di qualche settimana fa e lui si ritrova a dover optare tra opzioni che comunque gli danno poco. Nonostante questo ci mette cuore e faccia, dimostrando stoffa, per lo meno, da grande manager. Però Borini titolare e Kalinic fisso come primo cambio sono dogmi che non ci sentiamo di appoggiare #Ringhio che abbia non morde, voto: imprecazioni calabresi

3) Oddo: senza senso il destino di Massimone nostro, per sempre nei cuori Berlinesi. Il calcio che propone è frizzante e dinamico ma detto ciò non puoi perdere 11 partite di fila. Noi ci sentiamo di optare per una sua riconferma per poterlo vedere all’opera da inizio stagione, ma da vecchi volponi sappiamo come funziona in Italia #Tragico fato, voto: la luna nera

Fine delle trasmissioni. Per ora.


 

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Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.