Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 31a giornata


Top

1) Dybala: quando la testa girerà al ritmo dei piedi il piccolo argentino si consacrerà definitivamente. Detto ciò a una prestazione negativa risponde con tre goal contro un Benevento tutt’altro che rinunciatario. Elegante, goal a giro, rigore. Segna in qualunque modo dispensando giocate d’autore e un tocco di palla che è il ballo del calcio e merce rara nel nostro campionato. L’anno scorso fece vincere la Juve contro il Barça quest’anno toppa col Real ma regala ai bianconeri una fetta di scudetto #GioiaEDolore voto: A modo suo

La prestazione di Paulo contro il Benevento.

2) Simeone:  il goal che mette alla Roma oltre a essere di una bellezza purissima è un chiaro rimando al carattere di papà Diego. Risponde sportellata su sportellata e trafigge Allison senza pietà. Una garra pazzesca, continua e imperitura per uno dei prospetti più interessanti della Serie A. Bravo Gio, per te, per papà, per la Fiore e per Davide capitano #TuttiUniti, voto: Caparbietà

3) Simone Inzaghi: la tara è che nei momenti decisivi non ha ancora saputo dare alla Lazio quella cattiveria psicologica che la porti al cambio di passo definitivo. Il pregio è che sta facendo rendere pazzescamente bene la rosa a disposizione e quegli elementi che tolti dal contesto biancoceleste stentano non poco #Allla ProssimaPuntata voto: Passi importanti

Flop

1) Borja Valero: Spalletti gli affida un posto da titolare ma il direttore d’orchestra spagnolo sembra ancora in debito d’ossigeno. Gli perdoni la copertura evanescente, molto meno la mancanza di lucidità in fase offensiva. Urge richiamo atletico o psicologico al ruolo di leader che gli compete #Appannato, voto:  Nascondino

2) Oddo: quando non vinci dai primi anni ’70 e riesci comunque a prendertela con l’arbitro, dovresti quanto meno avere la lucidità di capire che stai sbagliando due volte, tre se conti anche il tremendo alibi ai tuoi giocatori. Il calcio che propone è dinamico, propositivo e divertente. Sulla mentalità ha ancora molto da lavorare #Rimandato, voto: Responsabilità

“…evidentemente reagiscono così perchè sono in malafede”. Nelle leghe americane, per insinuazioni del genere, ci si piglia delle belle squalifiche.

3) Donnarumma: ci risiamo: sui tiri da fuori si sdraia con la velocità di un bradipo ubriaco. Ha smesso di dare sicurezza alla propria difesa ormai da tempo ma quando senti gli altri parlare di lui sembra di essere davanti a un semi Dio. Gigio, meno parlare e più lavoro, sul campo, con sudore. Il talento ha bisogno di benzina e umiltà, sempre. #Spocchia, voto: Draco MalfoY

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.


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Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.