Interventi a gamba tesa

Strani acquisti


Giornata pesantuccia. Divisa tra ufficio, viaggi in auto attaccato al telefono per rincorrere il direttore o parlare con un genitore tranquillo, uno agitato, un calciatore ansioso, tra belle notizie e brutte sensazioni. Il tutto sempre con la stramaledetta aria condizionata accesa che poi scendi e ci sono trenta gradi, e se non svieni subito, stai sicuro che domani sarai senza voce.

È tardi, e nonostante tutto hai ancora un po’ di spazio da dedicare al calcio, il mercato è iniziato da pochi giorni e la sera ti diverti a sentire le notizie – per lo più fantasie – che in tv danno in pasto ai tifosi sempre pronti a sognare.

Sei mezzo addormentato, è il “tin” del telefono a svegliarti. Il tuo amico, cui non sfugge mai nulla sui movimenti dei calciatori e sulle loro carriere, ti manda un sms con alcuni nomi.

Li conosci?

No. È un quiz?

Più o meno…

Dove giocano?

Chiedimi prima dove giocavano!

Eh, dimmelo tu.

Lega Pro ma pochissime presenze. Prima, alcuni, quasi mai in campo nei dilettanti.

Ok. Quindi?

Oggi hanno firmato tutti per una squadra in Serie A.

Se non fosse che ormai non ti stupisci più di nulla, l’annuncio meriterebbe una caduta dal divano, invece sai che nel calcio miracoli come questo possono sempre avvenire.

La buona notizia?

Un calciatore tra i 21 e 23 anni che negli ultimi quattro ha messo a curriculum meno di cinque presenze tra i professionisti e pochissime nel campionato dilettanti, non deve disperare. Per lui c’è ancora una speranza e la possibilità di trovare chi crede nelle sue qualità – peraltro mai messe in mostra – è ancora concreta. Firmare un contratto con una squadra di Serie A – dove non giocherà mai, ma questo è un dettaglio trascurabile – non è infatti un miraggio.

La brutta notizia?

Non si tratta di una bella storia di calcio da raccontare. Perché qui non si parla di un traguardo raggiunto grazie a tante presenze, buone prestazioni e gol segnati nelle serie minori, ma di un triplo salto in avanti per un calciatore con esperienza quasi nulla nel calcio che conta.

E non è normale.

Visto che sei buono, troppo buono – te lo dicono sempre! – provi ad analizzare la faccenda cercando una spiegazione “romantica”. In passato è successo e può ancora capitare che un talento sfuggito all’attenzione dei più, per miracolo, venga notato e arrivi in serie A. Però quattro miracoli in un solo giorno e in un’unica squadra fanno vacillare pure il tuo lato sentimentale.

Una società di serie A che deposita quattro contratti di giocatori svincolati che hanno giocato poco o niente e, magari, provengono pure da squadre retrocesse o fallite è argomento su cui riflettere.

È grande capacità nell’attività di scouting?

Fortuna?

Business?

O è solo una porcata?

Al telefono, con il tuo amico, fai fatica a trovare una spiegazione logica senza tirar in ballo la solita parola, quella che come un passepartout apre porticine, porte e portoni.

Sponsor, sponsor, sponsor! Sempre e ancora sponsor!

Ad avvalorare la tesi, arriva una ulteriore notizia che il tuo amico trova in rete e ti legge in diretta: i contratti depositati non sono quattro ma cinque. E il quinto nome è di un ragazzo che conosci bene, non personalmente ma di fama. Giocatore giovane, non un fenomeno ma nemmeno un brocco, che nell’ultimo anno – in II divisione – ha di sicuro giocato una partita, due intere non credi e tre no di certo. Mentre il precedente – nei dilettanti – ha messo il piede sul terreno di gioco con più frequenza, a differenza dell’anno prima ancora, nei professionisti, dove il campo non lo ha mai visto.

Poca esperienza compensata da genitori con il portafoglio pieno e pesante, pronto a essere aperto e alleggerito davanti alla proposta giusta. Proposta che, ovvio, ogni anno non tarda ad arrivare e loro accettano con ingiustificato orgoglio.

Ecco la caratteristica necessaria per ricevere il miracolo!

Sei pronto a scommettere che, nella società che li ha tesserati, i cinque ragazzi non metteranno piede nemmeno per firmare il contratto. Andranno a farsi le ossa, a crescere – questa sarà la motivazione del loro ulteriore trasferimento – in chissà quale altra squadra (compiacente) di una serie minore dove, con un po’ di buona sorte, uno dei cinque potrebbe anche riuscire a emergere.

Ma non in serie A, è garantito.

Il tuo amico segue gli sviluppi di questa operazione di mercato e tiene sotto controllo le notizie attraverso i comunicati della società e gli effettivi contratti depositati. Quarantotto ore dopo, infatti, i ragazzi finiscono ceduti in prestito tutti in società di Lega Pro.

Capita.

Ma non è calcio.


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Luca Vargiu nato a Genova nel 1971 con due mesi di anticipo e nel giorno di Pasqua, ha iniziato fin da subito a disturbare i piani delle persone che la domenica pensano di stare tranquilli. Agente di calciatori non per passione ma per sfida, non campa grazie al pallone. Cresciuto in Gradinata Nord ama il calcio così tanto da odiarlo spesso, ha scritto di calcio in alcuni libri (Procuratore? No, grazie! - Oltre la linea – Contrasti, storie di calcio sospeso, Vincolo 108 e dintorni, Ancora oltre la linea) e minaccia di continuare a farlo.