Interventi a gamba tesa

Roger Federer: la top ten di una carriera leggendaria


Quando un atleta di un qualsiasi sport si avvicina alla fine della sua carriera, inevitabilmente ci si pone una domanda: quali sono stati i momenti migliori del suo percorso sportivo? In questo pezzo proveremo a dare una risposta per quanto riguarda uno dei migliori giocatori (se non il migliore) di tennis di tutti i tempi: sua maestà Roger Federer.


Roger Federer entra nel circuito del Tennis Professionistico nell’ormai lontano 1998. È l’inizio di una straordinaria avventura, che, tra l’altro, non è ancora finita. Riuscire a isolare solo 10 momenti non è un compito facile: ognuno, per mille motivi, si sentirà più emotivamente vicino a una partita, a un torneo, o anche solo a un punto fantastico (personalmente amo alla follia quel tweener a New York 2009 contro Novak Djokovic). Quando si parla di un atleta del genere c’è anche un altro problema: l’enorme quantità di materiale. Stiamo parlando del tennista che ha vinto più Slam, è stato più tempo di chiunque altro nella prima posizione del ranking, ha vinto 8 Wimbledon.

Ma adesso basta con queste inutili premesse, ormai la missione è da portare a termine.

Ecco la nostra top ten (seguiremo l’ordine cronologico, giusto per evitare fraintendimenti):

Wimbledon 2001, Ottavi di Finale: Roger Federer b. Pete Sampras 7-6 (7), 5-7, 6-4, 6-7 (2), 7-5.

Negli ottavi di finale del secondo Championships del nuovo millenio si gioca il più classico degli scontri generazionali. Pete Sampras è il campione uscente, ha infatti vinto il suo settimo Torneo di Wimbledon l’anno precedente. L’allora diciannovenne Federer è uno dei talenti emergenti del circuito, già campione Juniores qui nel 1998, si presenta comunque senza troppe ambizioni. Si tratta di un Federer molto diverso da oggi, sia fisicamente (ha i capelli lunghi e il codino), sia tennisticamente. Tutto lo sport è molto diverso da adesso: ai tempi il Serve&Volley non è ancora un termine desueto che in pochi impavidi si ostinano a praticare. “Pistol” Pete ne sarà l’ultimo grande esponente, ma nel torneo ci sono altri grandi giocatori di volo, Pat Rafter, Tim Henman… La partita segue questo copione, entrambi scendono spesso a rete, gli scambi sono brevi e la partita è lottata. L’alternanza dei set è perfetta, Federer, Sampras, Federer, Sampras, Federer. Roger vince per tre set a due. Molti ne hanno visto il passaggio di consegne fra campioni. Nonostante ciò Federer impiegherà altri due anni per affermarsi sul grandissimo palcoscenico, e quando dominerà il tennis lo svizzero sarà un giocatore molto diverso da quello visto in questa partita. Infatti il tennis in cui crescerà Roger dimenticherà progressivamente (ahimè) il gioco a rete e si trasformerà sempre più in terra di conquista per i fondocampisti. Però è sempre importante ricordare “da dove siamo partiti”, anche per Federer.

Wimbledon 2003, Il Primo Trionfo: Roger Federer b. Mark Philippousis 7-6 (5), 6-2, 7-6 (3).

Il Torneo del 2002 è stato una delusione per Roger Federer, un’inopinata eliminazione contro Mario Ancic al primo turno è un brusco stop per il giocatore che aveva suscitato tanta emozione l’anno precedente. Ma la consacrazione è solo rimandata. L’anno prescelto è il 2003. Il percorso è nettissimo, lascia solo un set durante le due settimane, allo statunitense Mardy Fish al terzo turno. È il primo Slam, primo di venti, primo di otto Championships. Il giovane svizzero, ancora con il codino, vince una finale non troppo impegnativa contro un buon australiano, Mark Philippousis, per cui questo match sarà l’ultimo grande squillo. Federer non è stato il giocatore più precoce in assoluto, non ci è nemmeno vicino, infatti compirà ventidue anni poche settimane dopo questa partita (Nadal è esploso ad altissimi livelli a diciannove anni per fare un esempio). Ha compensato questo breve “ritardo” con una costanza di rendimento unita a una longevità che non ha quasi nessun paragone nella storia del tennis.

1 Febbraio 2004, Australian Open: Roger Federer b. Marat Safin 7-6 (3), 6-4, 6-2.

Il ranking ATP viene aggiornato il lunedì, di conseguenza la data da ricordare sarebbe “tecnicamente” il 2 Febbraio 2004. Infatti quel giorno, a seguito della vittoria dello svizzero all’Australian Open, Andy Roddick viene scavalcato al primo posto della classifica proprio da Federer. Lui stesso ha indicato spesso questo momento come il più importante della carriera (insieme a Wimbledon 2003, di cui abbiamo parlato sopra). Se masticate un pò di inglese, in questa intervista ne parlano…

8 Luglio 2007, Torneo di Wimbledon, Federer b. Nadal 7-6 (7), 4-6, 7-6 (3), 2-6, 6-2

Per il secondo anno di fila (ce ne sarà anche un terzo) la finale del Torneo Maschile di Wimbledon è fra Roger Federer e Rafael Nadal. L’anno precedente lo svizzero ha vinto in 4 set, il messaggio era chiaro: c’era ancora margine fra i due. Nel 2007 invece la posta in palio è doppia: il titolo, ovviamente, e la possibilità di eguagliare il record di Bjorn Borg, cinque Wimbledon consecutivi. La partita è molto più aperta dell’anno precedente, il maiorchino ha fatto passi avanti sulla superficie. Federer, in questo periodo, soffre particolarmente l’avversario, dal punto di vista psicologico prima ancora che tecnico (sarà un crescendo in negativo fino alla finale dell’Australian Open 2009). Per questa volta però è ancora lo svizzero a segnare l’allungo definitivo nel quinto set, segnando, ancora, un’altra pagina di storia.

Roland Garros 2009, Finale: Roger Federer b. Robin Soderling 6-1, 7-6 (1), 6-4

Il 2009 non inizia al meglio per Roger Federer, l’Australian Open, che lo vede favorito, si conclude con una drammatica sconfitta contro il rivale Rafael Nadal. Il maiorchino, dopo aver chiuso il gap con lo svizzero sull’erba, avendo trionfato dopo una durissima finale a Wimbledon l’anno precedente, ottiene una prestigiosissima vittoria anche sul cemento. Federer soffre mentalmente e tennisticamente le bordate arrotate che il suo avversario mancino gli tira da ogni angolo del campo. Il Roland Garros inizia senza troppe aspettative. Il copione sembra scontato, Federer vince tutte le partite fino alla finale dove viene massacrato da Nadal (che è campione uscente e l’anno prima non ha perso un set nel corso di tutto il torneo). I primi turni sono secondo copione, Nadal disintegra Gabashvili e Hewitt, Federer pure avanza agevolmente, lasciando però due set per strada. Sono gli ottavi di finale a sorprendere: Federer rimonta due set di svantaggio e vince al quinto contro Tommy Haas, Nadal invece, colto da dolorosissime vesciche, alza bandiera bianca contro Soderling. Da lì in poi Roger rischia solo in semifinale, dove si ritrova sotto per due set a uno contro Del Potro, ma rimonta e approda all’atto conclusivo dove incontra proprio Robin Soderling, giustiziere del suo grande rivale. La finale è a senso unico. In tre rapidi set lo svizzero vince il suo primo Roland Garros e completa il career Grand Slam.

Una Coppa a lungo attesa…

Torneo di Wimbledon 2012, il settimo trionfo. Roger Federer b. Andy Murray 4-6, 7-5, 6-3, 6-4.

Forte di sedici Slam in bacheca è un Federer che ha avuto una stagione abbastanza positiva quello che arriva a Wimbledon nel giugno 2012. Nei precedenti due Slam dell’anno si è fermato in semifinale, all’Aus. Open contro Nadal e al Roland Garros contro Djokovic. La parabola di Rafa sull’erba si chiude rapidamente, sconfitto sorprendentemente dal ceco Rosol al secondo turno. Federer rischia grosso contro Julien Benneteau al terzo turno, dove rimonta dal punteggio di due set a zero per il suo avversario. E, prima della semifinale, in cui affronta Nole, lascia altri due set. Il serbo invece si presenta con un solo set perso, da Stepanek al terzo turno. Djokovic è la testa di serie numero uno del torneo, ma contro lo svizzero sull’erba è quasi impossibile essere nettamente favoriti. Roger vince per tre set a uno. In finale l’avversario è l’idolo di casa Andy Murray, che ha avuto un buon cammino fino alla finale, ma che deve ancora misurarsi con un altro Fab Four. Murray comincia bene, vince il primo set per sei giochi a quattro. Lo scozzese però cede progressivamente dopo un lottato secondo set, che Federer si aggiudica per 7-5. I successivi due set sono gestiti chirurgicamente dallo svizzero, che li vince per 6-3 e 6-4. Si tratta del settimo trionfo, uguagliato Pete Sampras, il più vincente di sempre sull’erba londinese. Per qualche anno si è pensato che questo sforzo fosse il canto del cigno per Federer nei tornei al meglio dei cinque set… Ma invece…

Indescrivibile. Australian Open 2017, Roger Federer b. Rafael Nadal 6-4, 3-6, 6-1, 3-6, 6-3.

Sono passati quasi cinque anni dall’ultimo trionfo di Federer in uno Slam, ha subito alcune pesanti sconfitte da Novak Djokovic (più che nel punteggio, psicologicamente) in finale. La stagione 2016 è stata la peggiore della carriera, 0 titoli vinti, fuori dalla top 10 ATP. Tutto ciò anche e soprattutto a causa di un infortunio che non gli ha permesso di giocare nessuna partita dopo Wimbledon (torneo in cui è uscito in semifinale per mano del non irresistibile Milos Raonic). Anche il rivale di sempre, Nadal, è arrivato in Australia con un enorme punto di domanda sulla testa. I numerosi infortuni e i lunghi stop lo hanno reso più che altro un outsider. Capirete la sorpresa quando, due settimane dopo l’inizio delle ostilità, saranno loro due a ritrovarsi in finale. L’ennesimo capitolo di quella rivalità che è stata soprannominata “Fedal” si consuma nella Rod Laver Arena di Melbourne. Il match è altamente spettacolare. Federer punta sul gioco aggressivo, fatto di vincenti, piazzato vicino alla linea di fondocampo. Nadal sfodera alcuni dei suoi miracolosi recuperi e dei suoi vincenti col “gancio” di diritto. L’andamento è lineare, un set per parte, Federer, Nadal, Federer, Nadal. Si arriva la quinto. Roger va sotto di un break. Ma ha palle del controbreak nei primi due game di servizio di Nadal. Le spreca. Sembra che le cose debbano andare male. Siamo 3-1 Nadal. Ma da qui cambia la musica. Federer diventa inscalfibile a servizio per due giochi, brekka due volte, capovolge le cose. Si trova a servire per il match sul 5-3. Ancora una volta i suoi tifosi hanno un tuffo al cuore, Nadal ha due palle break sul 15-40. Lo svizzero le annulla con autorità. Servono due vantaggi per chiudere il match. L’ultimo punto è deciso dal falco, chiamato da Nadal su un dritto da dentro il campo di Federer. Ma la palla ha pizzicato abbondantemente la linea. È trionfo. Cinque anni dopo l’ultima volta, sono 18 Slam.

Wimbledon 2017, L’ottava meraviglia. Roger Federer b. Marin Cilic 6-3, 6-1, 6-4.

La prima metà del 2017 segue più o meno fedelmente il copione già visto all’Australian Open. Federer domina sul cemento. Nadal regna sulla terra. Lo svizzero ha saltato l’intera stagione sulla terra per riposare il fisico in vista dell’obiettivo principale della stagione, il Torneo di Wimbledon. Dopo un passo falso inatteso nel primo torneo di preparazione, viene eliminato da Tommy Haas al primo turno di Stoccarda, Federer vince senza troppi problemi ad Halle. Arriva a Londra da favorito. L’avversario più in forma è Nadal, ma gli occhi sono puntati anche su Murray e Djokovic, a cui si chiede di tornare sui livelli degli scorsi anni. Federer è un rullo compressore, vince nei primi turni senza lasciare un set agli avversari. Arriva agli ottavi contro Grigor Dimitrov, per cui il 2017 è la stagione migliore della carriera. Sulla carta dovrebbe essere un ostacolo. Finisce 3 set a zero. Nel turno successivo si prende la rivincita dell’anno precedente sul Milos Raonic, 3 set a zero. Arriva in semifinale dove incontra Tomas Berdych. Nel mentre Nadal si è fatto eliminare dal gigante Lussemburghese Muller agli ottavi. Ai quarti hanno lasciato il torneo sia Murray che Djokovic. Dalle semifinali emergono vincitori Federer, ancora per 3 set a zero, e Marin Cilic. Il croato oppone resistenza per un set in finale, prima di essere pesantemente frenato da problemi fisici, stringe i denti ma non può fare a meno di cedere anche lui in tre set. Una finale dominata in un torneo dominato. Per lo svizzero è record assoluto, nessuno aveva mai vinto otto volte il torneo inglese. È lo slam numero diciannove.

E’ cambiato qualcosa in questi anni?

Australian Open 2018, Numero 20. Roger Federer b. Marin Cilic 6-2, 6-7 (5), 6-3, 3-6, 6-1.

Il 2018 del circuito ATP inizia in piena continuità con l’anno precedente. Roger Federer vince il suo ventesimo Slam in Australia, difendendo il titolo vinto l’anno precedente. Il torneo è molto meno entusiasmante del precedente. I favoriti viaggiano a vele spiegate fino ai quarti, dove, complici problemi fisici, Rafa Nadal, prima testa di serie e uno dei due attesissimi protagonisti, viene eliminato da Marin Cilic. La differenza con l’anno precedente è tutta nelle Semifinali. Nel 2017 erano state due battaglie lunghe cinque set, in cui Federer aveva eliminato il connazionale Wawrinka e Nadal aveva piegato Dimitrov dopo un match infinito. Quest’anno Federer batte la sorpresa coreana Chung per ritiro e Cilic liquida Kyle Edmund in scioltezza. La finale riscatta parzialmente l’andamento del torneo, dopo un set e mezzo di dominio Federer, Cilic si risveglia, vince al tiebreak il secondo e dà battaglia nel terzo, perso, e nel quarto, vinto. Nel quinto però Federer risale in cattedra e chiude rapidamente sei giochi a uno contro un Cilic in debito di ossigeno. Non è stato lo Slam più esaltante di Federer, che comunque è arrivato in finale senza lasciare per strada nessun set, tuttavia è il numero venti. È un numero che fa paura, ancora di più se pensiamo che arriva a quindici anni di distanza dal primo… Ennesimo sigillo di un livello assoluto, impareggiabile per longevità e picchi di rendimento.

19 Febbraio 2018, Ancora una volta al Numero Uno.

Federer è diventato numero 1 del Ranking ATP per la prima volta nel 2004 (vedi punto 3). Rimarrà per in quella posizione fino ad Agosto 2008. Una striscia (da record, tanto per cambiare) di 237 settimane consecutive, più di quattro anni. Riguadagnerà per altre due volte la vetta, arrivando a mettere insieme un altro record, più di 300 settimane in vetta al Ranking. Al termine della stagione 2017, in cui Roger è risalito dalla diciassettesima posizione fino alla seconda, questo obiettivo è oramai tornato sulla bocca di tutti. Nadal non è molto distante. A causa di problemi fisici mai completamente risolti lo spagnolo ha faticato dopo la vittoria dello US Open, preoccupandosi di giocare il minimo necessario per rimanere al primo posto a fine anno. Dopo gli AusOpen 2018 la prima posizione è vicinissima, bastano pochi, chirurgici, punti per superare Nadal, che non ha più giocato dopo l’Australia. Federer ha spiegato per tutto il 2017 che la prima posizione non è troppo importante per lui. E anche che non giocherà nessun torneo prima del Master 1000 di Indian Wells. Anche i migliori però dicono una piccola bugia ogni tanto. Si presenta il 12 Febbraio alla partenza del torneo di Rotterdam, grazie a una Wild Card che gli organizzatori, più che felici che abbia scelto di partecipare, gli concedono. Il 16 Febbraio gioca i quarti di finale contro Robin Haase, gli basta superare quel turno per garantirsi i punti necessari a superare Nadal nel Ranking. In molti temono la fine del sogno quando perde il primo set per sei giochi a quattro. Si riprende in fretta, doppio 6-1 nei successivi due. Federer è in semifinale. E torna numero 1 al mondo. Quattordici anni dopo ritorna al vertice. Pronto a ritoccare anche questo record. Per la cronaca vince il torneo nella finale di Domenica 18 Febbraio, dominando Grigor Dimitrov, gran talento bulgaro, che però quando ha giocato contro Federer non ci ha mai capito molto. Lunedì 19 Febbraio la classifica viene aggiornata. Posizione 1: Roger Federer, Svizzera. Dimenticavo, è il più anziano di sempre a raggiungere quella posizione.

E si, probabilmente ho scordato qualche record quà e là, ma spero mi perdonerete: con Roger è difficile tenerli a mente tutti.


 

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Nato a Monza il 22/01/1992. Segue lo sport fin da bambino, soprattutto il calcio. Si innamora del tennis negli anni delle scuole medie, anche e soprattutto grazie all'immenso Re Roger Federer, di cui è fan sfegatato. Tifoso del Milan fin da piccolo. Laureato in Matematica. Segue anche lo sci durante la stagione invernale.