Interventi a gamba tesa

La Top 11 del futuro. Undici talenti che non conosci.


Il panorama calcistico mondiale offre, ogni giorno di più, una vasta gamma di giovani talenti (o presunti tali) pronti per il grande salto… o per il dimenticatoio.


In questo settore regna sovrano il Sud America, dove spesso il calcio rappresenta l’unica via di fuga da terrificanti favelas o comunque dalla totale povertà. Il Brasileirão, la Primera División o la Primera División Profesional de Uruguay, per citarne alcuni, sono da sempre fucine di interessanti ed economici prospetti desiderosi di raggiungere la terra promessa del calcio: l’Europa.

Tuttavia, soprattutto nell’ultimo decennio, altri campionati si sono resi autentici palcoscenici per atleti che in pochi anni hanno deliziato il palato degli appassionati,  trasformandosi in veri e propri crack del calcio mondiale. Ci riferiamo soprattutto alla Eredivisie olandese ed alla Pro League belga.

Concluse le doverose premesse, dunque, quello che vi offriamo ora è un potenziale “undici” di calciatori ancora “sbarbati” e poco conosciuti che fra qualche anno gireranno probabilmente con una Lamborghini camouflage.

#1 – PORTIERE: Alban Lafont (Tolosa), 19 anni.

Non sempre bellissimo da vedere, ma difficilmente superabile.


Donnarumma? Troppo scontato. Peraltro la storia del giovanissimo portiere nato in Burkina Faso e naturalizzato francese non è tanto diversa da quella del baby portiere del Milan. Trasferitosi in Francia soltanto a 9 anni, Alban giocava a calcio come attaccante. Bizzarro no? La svolta tuttavia arriva quando cambia ruolo e comincia ad indossare i guanti.

Il classe ’99, infatti, viene notato dal Tolosa ed in pochissimi anni, complice anche la pessima stagione dei bianco-viola (proprio come accadde per Gigio) conquista una maglia da titolare.

Esordio a 16 anni e 10 mesi (record assoluto in Ligue 1) e prestazioni da campione. Alban è un portiere dall’istinto puro e felino e di grande senso della posizione, non particolarmente bello da vedere, ma senza dubbio efficace. La “saracinesca” di cui la nostra formazione ha assolutamente bisogno.

#2 – TERZINO DESTRO: Trent Alexander-Arnold (Liverpool), 19 anni.

Per l’esterno basso di destra abbiamo scelto un terzino di spinta e dai piedi buoni, recentemente messosi in luce con la maglia dei Reds di Liverpool: il giovane Alexander-Arnold.

L’inglesino ha tutte le caratteristiche per definirsi un predestinato: nasce il 7 ottobre 1998 a West Derby, un sobborgo di Liverpool dove, guarda caso, è situato Melwood, il centro di allenamenti del Liverpool. Conclude tutta la trafila delle giovanili dell’Academy (2004-2016) e nell’estate del 2016 stupisce tutti nella tournée estiva con la prima squadra, in particolare l’allenatore Jurgen Klopp. Quest’ultimo, infatti, decide di schierarlo titolare in occasione della vittoria esterna per 2-1 contro l’Hoffenheim, valevole per i play-off di Champions League, ed il talentuoso terzino lo ripaga segnando un magnifico gol su punizione.

Accelerazione da urlo, senso della posizione, personalità e piede educatissimo sono le caratteristiche che lo contraddistinguono e che lo rendono uno dei prospetti più interessanti nel suo ruolo, garantisce Steven Gerrard.

#3 – TERZINO SINISTRO: Ryan Sessegnon (Fulham), 17 anni.

Ryan Sessegnon, 17 anni e 19 gol da terzino sinistro con la maglia del Fulham. Wow.

Anche per il laterale sinistro, come da tradizione, scegliamo un giocatore particolarmente offensivo e che conosce bene il gol, nonostante ruolo e giovanissima età.

Parliamo del sorprendente Ryan Sessegnon, terzino inglese, di origini beninesi, che sta letteralmente facendo innamorare tutta Europa con la sua media gol. Forse non siamo ancora riusciti a far comprendere i numeri del ragazzo, ci proviamo così: 66 presenze, 19 gol e 9 assist con la maglia del Fulham in Championship. Ah, lui non ha ancora compiuto 18 anni.

Non per niente in Patria è già considerato un futuro crack mondiale, paragonandolo, con le dovute cautele, a Mr. Muscolo Gareth Bale. In effetti lo ricorda, quantomeno nella facilità con cui domina la fascia sinistra.

Ryan rappresenta un tassello fondamentale per il nostro 4-3-3.

#4 – DIFENSORE CENTRALE (Cap): Matthijs De Ligt (Ajax), 18 anni.

Il nostro Capitano non poteva che essere il carismatico olandese De Ligt, vero baluardo della Cantera della squadra di Amsterdam.

Matthijs è uno di quei difensori di altro livello, che già dal primo minuto in campo trasudano talento e classe. In estrema sintesi, uno di quei giocatori che impressionano per sicurezza e facilità di gioco.

Forse stiamo un po’ esagerando, ma il robusto centrale dell’Ajax ha davvero qualcosa in più: elegante, carismatico e sicuro, tutte doti incredibili se pensiamo alla delicatezza del suo ruolo ed alla giovanissima età; se poi ci aggiungiamo che si è guadagnato in una sola stagione i record di secondo più giovane marcatore del club e più giovane titolare del club in Europa possiamo meglio comprendere l’enorme potenzialità del ragazzo recentemente blindato dall’Ajax.

Sarà lui a guidare il nostro 11 del futuro.

#5 – DIFENSORE CENTRALE: Malang Sarr (Nizza), 19 anni.

Ad affiancare l’eleganza e la classe di De Ligt, non poteva che esserci un difensore di grande fisicità e velocità come Malang Sarr.

Il Franco-senegalese, peraltro, ormai è un diventato una certezza per i rossoneri di Francia ed alla tenera età di 19 anni, vanta già ben 41 presenze in Ligue 1, 6 in Europa League e 3 in Champions League.

Parliamo di un classe 1999, nativo di Nizza, ma di origini senegalesi appunto, che sin dalla scorsa stagione ha dimostrato un’ottima padronanza palla al piede e, soprattutto, una straripante forza fisica. Siamo certi che, se Malang riuscirà a trovare costanza di rendimento e concentrazione, potrà presto sbarcare in un Top Club e rimanerci. Per ora, dovrà accontentarsi di un posto nella nostra formazione ideale.

#6 – REGISTA: Carlos Alena (Barcellona B), 20 anni.

E come lo fermi questo?


Bizzarro decidere di concedere le chiavi del nostro centrocampo ad un giocatore per il quale non esiste nemmeno una pagina Wikipedia, vero? Eppure stilando questa formazione, non abbiamo avuto dubbi: il nostro regista deve essere Carlos Alena.

Si tratta di uno dei più interessanti prospetti della Masia di Barcellona, che ha già avuto modo di esordire (e segnare!) contro l’Hercules in Coppa del Re e di allenarsi con la prima squadra ai tempi di Luis Enrique. Ora è lasciato libero di crescere nella squadra B di Barcellona, senza pressioni e con la giusta pazienza.

Ricorda Maradona (esteticamente) e si ispira all’illusionista Don Andrès Iniesta. Da sempre innamorato di Rivaldo, Carlos nasce trequartista, ma, come spesso accade a coloro dotati di una visione di gioco superiore, viene ben presto arretrato nel ruolo di regista per dettare i tempi ed esprimersi al massimo.

Il suo elegante mancino dovrà fungere da metronomo per la nostra squadra, mantenendo le giuste distanze fra i reparti.

#8 – MEZZALA SINISTRA: Santiago Ascascibar (Stoccarda), 21 anni.

Ogni squadra ha bisogno del suo “polmone” ed ogni regista ha bisogno del suo gregario, un po’ come nel ciclismo accade per i Capitani. Per concedere, dunque, la giusta copertura al nostro regista, abbiamo scelto Santiago Ascascibar, detto El Ruso per il suo colore di capelli.

Il ragazzo nato a La Plata, classe 1997, ha il calcio nel sangue. Santiago rappresenta il classico esempio di “giovane antico” all’argentina, uno Javier Zanetti della mediana insomma, un ragazzo con la testa di un “vecchio”. Maturità, senso della posizione, diligenza e Garra argentina fanno di lui il centrocampista ideale per ogni formazione.

Il suo talento è stato recentemente notato in Europa e, dopo una lunga “battaglia” con lo Zenit, è stato lo Stoccarda ad assicurarsi le sue prestazioni per una cifra poco inferiore ai 10 milioni di Euro.

Anche se usualmente utilizzato nel ruolo di mediano, le sue caratteristiche gli permettono di interpretare con ottimi risultati anche il ruolo di mezzala.

El Ruso è decisamente ciò che ci serve in mezzo al campo.

#10 – MEZZALA DESTRA: Kai Havertz (Bayern Leverkusen), 18 anni.

Ecco a voi il futuro della Bundesliga.

Dopo visione di gioco, grinta e polmoni, il nostro centrocampo si arricchisce finalmente di un n. 10 tutto talento e tecnica: Kai Havertz.

Le aspirine negli ultimi anni sono stati fucina di incredibili talenti e Havertz rappresenta soltanto l’ultimo prodotto del loro fertile vivaio. In particolare, l’ascesa del giovane talento tedesco è stata rapida e costante. Il suo talento, infatti, è sempre stato ben noto a tutti, soprattutto all’interno dell’Academy di Leverkusen che lo ha cresciuto con cura ed attenzione.

Gli investimenti e la pazienza delle Aspirine, in questo caso, possono dirsi ampiamente ripagati. Ad appena 17 anni, Kai diventa il più giovane debuttante in Bundesliga nonché il più giovane titolare nella storia del club sia in campionato che in Champions League. Non male per un ragazzino che ama giocare al centro del gioco.

Si ispira al connazionale Mesut Özil, dal quale ha mutuato le sue principali caratteristiche tecniche: centrocampista centrale, con predilezione per l’attacco, tecnico ed elegante, non particolarmente robusto, ma comunque abile nel recuperare palla e verticalizzare rapidamente. Di lui parlano tutti bene ed il suo ex allenatore Roger Schmidt, meritevole di averlo lanciato in prima squadra, lo definì “un giocatore eccellente, con grande tecnica, rapidità, si sa comportare bene nell’uno contro uno e sa colpire bene anche di testa”

Il nostro “11” non può privarsi di un calciatore simile in mezzo al campo.

#7 ALA SINISTRA: Vinicius Junior (Flamengo), 17 anni.


Vinícius José Paixão de Oliveira Júnior. Se in attacco non hai un calciatore brasiliano con un nome del genere, non sei nessuno. Vinicius Junior, come viene comunemente chiamato, incarna perfettamente la promessa esotica sud-americana di cui si parlava in premessa, pronta per il grande salto… o per la mediocrità.

Le sue prestazioni fenomenali già da ragazzino hanno attirato l’attenzione di numerosi Top Club europei, a tal punto che per lui si scatenò una vera e propria asta al rialzo che si concluse con l’acquisto del suo cartellino a titolo definitivo da parte del Real Madrid. Vinicius rimarrà tuttavia in Brasile a crescere sino al primo luglio del 2019.

Ma chi è Vinicius Junior? 17 anni, attaccante mancino del Flamengo e della Nazionale Under-17 brasiliana. Tecnico, velocissimo e bravo a finalizzare in rete. Gioca principalmente nel versante sinistro dell’attacco, ma ama spaziare e tagliare verso il centro. In Brasile lo paragonano già a Neymar e Ronaldinho (niente male eh?), ma il giovane Vinicius saprà rispettare tutte le aspettative nei suoi confronti?

Secondo noi sì e lo schieriamo titolare nel nostro tridente del futuro.

#11 ALA DESTRA: Lautaro Martinèz (Racing Club), 18 anni.

Per l’esterno d’attacco di destra abbiamo scelto il promesso sposo dell’Inter Lautaro Martinez.

Del resto, non potevamo farci mancare un ragazzo che viene definito da AS “la miglior apparizione nel calcio argentino dal Kun Agüero, nel 2004, l’unico che gioca in Argentina ed è stato in grado di mettere in dubbio i giocatori che giocano all’estero”.

“El Toro”, come viene soprannominato in Argentina, rappresenta alla perfezione quello che oggi viene definito “attaccante moderno”: discreta forza fisica, rapidissimo, bravo con i piedi ed ottimo finalizzatore. In sostanza, un attaccante completo.

Le stigmate del predestinato si vedono sin da come esordisce nel calcio professionistico, ovverosia sostituendo il Principe Diego Milito nella vittoria per 3-0 del suo Racing contro il Crucero del Norte. Lo stesso Milito lo battezza come futuro fenomeno del calcio mondiale e lo raccomanda ai Nerazzurri, la squadra in cui vinse tutto.

Augurandoci di poterlo presto vedere con la maglia dei nerazzurri in Serie A, nel frattempo lo schieriamo volentieri nel nostro ambizioso 4-3-3.

#9 PUNTA CENTRALE: Alexander Isak (Borussia Dortmund), 18 anni.

Il nuovo Ibra?

Dulcis in fundo, il centravanti.

Nel ruolo di numero 9 della nostra talentuosa formazione, avevamo l’imbarazzo della scelta, non possiamo negarlo. La nostra scelta ricade, tuttavia, sul classe 1999 del Borussia Dortmund, in quanto, tra tutti i candidati, è senza dubbio quello con più esperienza internazionale e che, probabilmente, può offrire più garanzie.

Quando si parla di questo ragazzo, la prima cosa che si racconta di lui è che a 16 anni ha rifiutato il Real Madrid per accasarsi in Bundesliga dai giallo neri di Dortmund. Scelta scellerata? Forse non del tutto.

Infatti, se osserviamo la carriera degli ultimi presunti Enfant prodige acquistati in tenera età dalle Merengues, i dati non sono così confortanti come si pensa (vero Ødegaard?); per contro, invece, dal vivaio tedesco sono “esplosi” numerosi giovani talenti.

A prescindere da tutto questo, Isak è un attaccante formidabile. Classe 1999, svedese, ma di chiare origini eritree, rappresenta il futuro della propria nazionale, orfana di Sua Maestà Zlatan Ibrahimovic. Proprio a Ibra, peraltro, Alexander ha dichiarato di ispirarsi, avendo le caratteristiche fisiche (ma anche tecniche) per cercare di emularlo a dovere. Attaccante longilineo, ottimo finalizzatore (più giovane marcatore della storia dell’Aik Solna) e con una accelerazione impareggiabile.

In mezzo al nostro tridente avevamo bisogno di centimetri e di classe, Alexander Isak è la nostra punta di diamante perfetta.

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La nostra formazione è completa. Prima di ogni polemica (sempre ben accetta), siamo costretti a rilevarvi che chiaramente non potevamo inserire tutti i migliori prospetti del calcio internazionale in un 4-3-3 composto da soli 11 giocatori, quindi abbiate pietà se non troverete il vostro amato Cengiz Under o il fenomenale Gianluca Mancini. Abbiamo voluto osare un po’ ed inserire ragazzi meno noti agli appassionati di Serie A.

In ogni caso, quando rileggeremo questo articolo tra qualche anno e 10 su 11 avranno fatto la fine di Freddy Adu, sarete liberi di insultarci.

Nel frattempo, godendoci le prestazioni di questi gioielli, speriamo almeno di avervi offerto dei buoni spunti per vostre carriere a Fifa o Football Manager.


 

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Nato a Rimini il 2 dicembre 1991. Laureato in giurisprudenza in un caldo ottobre milanese del 2015. Attualmente fa a “sportellate” per ritagliarsi un posto come professionista nel mondo dell’avvocatura. Il suo cuore appartiene alla Romagna, al sinistro di Beppe Signori ed al calcio in generale, sport che pratica tra una distorsione e l’altra. Ha scritto di calcio per “Discorsivo.it” e condotto la radiocronaca di numerose partite alla playstation. Sogna di segnare su punizione a San Siro (magari alla juve).