Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 26a giornata


Top

1) Immobile: a questo mondo hanno riso anche di Giulio (Jules) Verne ma Ciruzzo se li è rimangiati tutti. Nonostante i sedicenti campioni, gli eroi dei social e quelli che se la tirano tanto, tantissimo, roba che neanche gli archi olimpionici, Ciro nostro continua a fare caterve di goal con un sorriso genuino dipinto sul volto e con la sana ignoranza di chi ancora quando pensa al calcio mette in cima il divertimento. Continua così Ciro, sei il calcio che ancora amiamo. Certo poi… potresti far giocare anche a noi un paio di partite con Sergej… #CiroNonCirio, voto: Sentenza

2) Zapata: assistere al goal che puccia contro l’Udinese e pensare che uno come lui lo abbia potuto fare sul serio è un qualcosa che richiede diversi minuti di accettazione. Ma resta il fatto: l’ha messa, proprio lui, il bisonte colombiano, l’armadio a sei ante, il carro armato taurino. Contro la ex, come le migliori favole. E poi la Samp ci regala il miglior tweet della domenica #Bisonte, voto: Banana Joe

3) Calabria: la classe operaia torna in paradiso. Sembra un Santon due la vendetta o per rimanere in casa milan, un De Sciglio ancora più abusato e invece il piccolo Davide Calabria ieri ci regala una discesa alla Maicon con conclusione alla Cafù dei tempi d’oro. In molti si bagnano quasi tutti di lacrime agli occhi #Pendolino, voto: Freccia e sorpasso

Flop

1) Di Francesco: quando ti senti un allenatore illuminato e decidi di giocarti una partita fondamentale tenendo in panchina il tuo bomber. DiFra… tutto bene? Nel senso… cioè, come dirtelo, con tatto… MA CHE CAZZ****? Allora prendiamo Alisson che è brasiliano e mettiamolo in attacco, prendiamo Under che è turco e lo mettiamo in cucina a fare il Kebab. Guarda che Abatantuono è un attore, mica faceva sul serio #EcceziunaleVeramente, voto: Tre anni senza condizionale

2) Berardi: passi il maltrattamento continuato nei confronti di quei fanti allenatori (poveri ingenui) che gli hanno dato fiducia. Passi che non segna o fa assist da quando si sono sciolti i Beatles. Passi che sia meno utile di un buco del culo sul gomito. Passi tutto. Ma almeno non giocare a street fighter con le gambe degli avversari quando sei sotto di tre goal. Per poi fare la reazione da monachello sorpreso. Berardi… ma che stamo a fa? #Spia, voto: Televoto salvezza

3) Vecino: tre secondi, tre fottuti secondi, questo il tempo che ci mette per passare la palla a Casper e far iniziare a cristare i tifosi interisti. Il resto sono trotterellamenti a due allora e quisquiglie con Gagliardini. Nel mentre il Benevento gioca come fosse il Real Madrid. Vecino, solitamente non consiglio questa opzione ma se non corri allenati e se non ti alleni dopati, così prima della squalifica ci godremo una partita giocata anche dai centrocampisti  #OdioSudare, voto: Tugurio

Fine delle trasmissioni. Per ora.


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Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.