Interventi a gamba tesa

Intervista a Simone Sabbioni, campione made in Romagna


A qualche settimana dalla fine dei Campionati Europei di vasca corta a Copenhagen, dove i nuotatori italiani si sono distinti con ottime prestazioni, abbiamo scambiato due chiacchiere con Simone Sabbioni, oro nei 50m dorso, argento nei 100m dorso e nella staffetta 4x50m misti.


Simone Sabbioni, classe ’96, cresciuto nella piscina della Polisportiva di Riccione, e’ considerato uno dei giovani più’ promettenti del nuoto italiano. Simone e’ un dorsista talentuoso e potente, specializzato nei 50 e 100m. Si consacra a livello nazionale nel 2015, quando stabilisce il record nazionale nei 100m dorso (53″49) abbattendo un muro che reggeva dal 2009 (Mirco Di Tora, 53”77).

Inizia cosi’ ad affacciarsi alla ribalta europea ed internazionale senza celare le sue ambizioni. Agli europei di Londra, nel 2016, si aggiudica le prime medaglie pesanti (bronzo nel 100m dorso eargento nella staffetta 4x100m mista).  Sempre nel 2016, partecipa alle Olimpiadi di Rio, dove pero’ non riesce a brillare, soprattutto a causa di diversi problemi fisici che lo affliggono nel periodo di avvicinamento alla manifestazione. Ora, superati i momenti più bui, sembra tornato determinato e con le idee chiare su come toccare la piastra per primo.

Con lui, abbiamo fatto il punto della situazione sulle sue ultime prestazioni, sui suoi futuri obiettivi e sullo stato del nuoto italiano.

Buongiorno Simone. Per cominciare, dai un voto al tuo Europeo, anche considerando le tue aspettative iniziali. Cosa ti è piaciuto di più delle tue gare? Dove ritieni di dover ancora migliorare?

Direi che un 8 me lo merito tutto. Penso sia il voto giusto. Calcolando quello che ho passato tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, direi che è stato un Europeo che mi ha permesso di riconfermarmi e darmi tanta fiducia. Sapevo di aver lavorato bene per l’inizio di stagione e che potevo competere ad alti livelli e l’ho fatto. La gara che mi è piaciuta di più sono stati chiaramente i 50m: l’oro è l’oro ha un sapore speciale! Paradossalmente però, mi sono divertito di più nei 100. Non a caso, sono più soddisfatto del tempo dei 100 che dei 50, anche se chiaramente sono più contento del piazzamento finale dei 50. Riguardo alla seconda domanda, penso di dover ancora migliorare nella resistenza delle subacquee: nella nuotata ci sono abbastanza, ma vedrò comunque di aumentare la forza per migliorare anche quella.

Primo oro internazionale conquistato a livello individuale, con annesso nuovo record italiano: migliorato il suo precedente record di un centesimo. Ben fatto Simone.

Raccontaci l’episodio particolare della 4×50 mista. Quando hai capito che la gara era stata definitivamente compromessa? Credi che a termini di regolamento sarebbe stato possibile/opportuno ripetere la partenza? Può essere che l’episodio ti abbia dato maggiore carica da sprigionare in acqua negli altri eventi?

Nella 4×50 mista mista è successo un guaio. Purtroppo c’è stato un problema puramente tecnico del “device” di supporto per per la partenza a dorso e non mio. Il supporto si è staccato e si è srotolato in acqua. L’ho capito subito che sarebbe stata dura riprendere le posizioni ma quando sei in staffetta l’unica cosa a cui pensi è di dare il massimo per la propria squadra e, in questo caso, per la propria nazione. Abbiamo fatto ricorso, non è cambiato niente, hanno deciso di respingere tutto e la gara non è stata rifatta. Mi sarebbe bastato anche che facessero ripetere la prova a noi italiani da soli, penso che ne avessimo il diritto. Ma niente, purtroppo avevano già ufficializzato tutto e avevano anche già fatto la premiazione. Peccato. Questo episodio comunque non l’ho usato per avere più rabbia da sprigionare in gara, non mi serviva. Quando hai la forma fisica, la testa libera e positiva, basta quello. Nel giorno successivo all’episodio comunque hanno messo un rinforzo di plastica per evitare che si ripetesse quanto accaduto a me il giorno prima, ammettendo in parte l’errore. La cosa fastidiosa è che come spesso accade è dovuto prima arrivare il problema per poi risolverlo.

L’episodio incriminato.

Cosa ne pensi del tweet di Luca Dotto, che ha criticato la scarsa copertura mediatica data a questi europei, dove per altro gli atleti italiani sono stati protagonisti? Credi che il nuoto meriterebbe più spazio su TV e giornali?

Purtroppo quello che dice Luca è vero, ai media non gliene importa tanto di scrivere del nuoto. Non gliene farei una colpa ai giornalisti, loro fanno il loro lavoro e scrivono quello che alla popolazione italiana interessa: il calcio. Non faccio il polemico, ma credo che prima di parlare dei media, penso che la gente dovrebbe seguire piu’ assiduamente il nuoto. A mio parere il nuoto è uno sport estremamente pulito, umile e maestro di vita. Si fanno molti sacrifici, non ci sono vie secondarie più facili per arrivare all’obbiettivo: o lavori o non cavi un ragno dal buco. Quindi mi auguro che l’italiano capisca la bellezza di questo sport. Tutto dopo verrà di conseguenza. E’ molto semplice: se la gente iniziera’ a seguire di piu’ il nuoto, i media inizieranno a scrivere di piu’ di nuoto.

Cambiamo argomento. Come ti trovi nel gruppo allenato da Giunta? Cosa apprezzi dei suoi allenamenti?

Nel gruppo di Matteo Giunta mi trovo molto bene: è molto professionale sia in palestra che in acqua. Trasmette tranquillità e non crea aspettative. E’ esigente giustamente, vuole un gruppo di élite. Il bello è che tutti i componenti viaggiano con degli obbiettivi molto alti, quindi ci stimoliamo tutti a vicenda.

Allenarti al fianco di una campionessa ampiamente consacrata come Federica Pellegrini che stimoli ti dà?

Allenarsi con Federica è un davvero tanto stimolante. In acqua è una leonessa, non molla niente. A lei non importa nulla che abbia di fianco un maschio o una femmina o un animale: lei vuole arrivare davanti. Alla fine è semplice, allenandosi con lei si capisce perché è arrivata dove è arrivata.

Tra l’altro, vedi i capelli, promessa mantenuta.

Ultima domanda: quali sono i tuoi prossimi obiettivi stagionali e come ti vedi da qui al 2020?

I prossimi obbiettivi saranno riconfermarsi ad aprile agli italiani e prendere la convocazione per Glasgow (Europei in vasca lunga). L’obbiettivo principale degli Europei in vasca lunga sarà quello di riconfermare i risultati di Dicembre; sono però cosciente che sarà più difficile. Da qui al 2020 mi vedo bene a lavorare nel gruppo di Verona, per adesso. E step by step penseremo anche alle Olimpiadi. Adesso e’ ancora presto. Per ora, sono contento di aver trovato il mio equilibrio. In futuro, non si può mai sapere cosa succederà. La cosa bella è che non vedo l’ora pure io di vedere il mio avvicinamento al 2020. Sono curioso…

Grazie mille Simone, veramente disponibile. In bocca al lupo per tutto!

Crepi ragazzi, grazie a voi.


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Riccardo Guareschi, nato a Bologna nell’88, ma cresciuto e vissuto a Rimini fino al 2007. Mi sono laureato in chimica a Ferrara nel 2012 e ho proseguito la carriera accademica tra Paesi Bassi (2012-2016) e Germania (dal 2017). La prima cosa da fare in una nuova città? Trovare la palestra e la piscina più vicina. Attorno allo sport, quello da praticare, prima che da guardare, ruota infatti la mia giornata. Appassionato della palla a spicchi, che iniziai a fare rimbalzare nei playgrounds in riva al mare, mi sono innamorato presto del nuoto. In mezzo all’acqua mi sento libero e se non posso averla sempre attorno a me, mi piace almeno raccontare le sue storie.