Interventi a gamba tesa

“Oh, ‘spetta! Prendete ‘sta mondezza per favore!”


Giovedì sera si è ufficialmente chiusa la stagione per gli scambi in NBA, vediamo quello che è successo prima di entrare un po’ nel dettaglio.


– ai Lakers arrivano Thomas e Frye (entrambi possibili papabili per il rilascio) più la prima scelta del Draft 2018 di Cleveland mentre ai Cavaliers arrivano Clarkson e Nance;
– ai Kings arrivano Joe Johnson (che verrà probabilmente rilasciato), Shumpert e una seconda scelta molto protetta di Miami nel Draft 2020, ai Jazz arrivano Crowder, Rose (probabile rilascio) e il diritto di scambiare scelte con Cleveland nel 2024 e ai Cavaliers arrivano George Hill e Hood;
– a Miami torna Wade per la seconda scelta nel Draft 2024 che è finita a Sacramento;
– ai Knicks arriva Mudiay, a Dallas McDermott e la seconda scelta più bassa nel Draft 2018 tra quelle di Sacramento o Portland e a Denver arriva Davin Harris e la seconda scelta più bassa nel Draft 2018 tra quelle di Clippers o Knicks;
– a Phoenix arriva Payton e ad Orlando arriva una seconda scelta al Draft 2018, la peggiore tra quelle di Miami, Memphis e Charlotte;
– a Detroit arriva James Ennis e a Memphis arriva Brice Johnson e la peggiore scelta al Draft 2022 tra quelle di Pistons e Bulls;
– Miami e Atlanta scambiano rispettivamente Okaro White (rilasciato) e Babbitt;
– a Chicago arriva Vonleh per i diritti su Rakovic ceduti a Portland;
– Nets e Pelicans scambiano Vaughn e Cunningham;
– Atlanta prende e rilascia Sheldon Mac e soldi per una seconda scelta molto protetta che arriva a Washington;
– Detroit e Chicago scambiano Willie Reed e Nelson e le seconde scelte nel Draft 2018;
– Sacramento e Toronto scambiano Bruno Caboclo e Malachi Richardson.

Dopo la trade per Griffin e prima di questi, per ricapitolare proprio tutti, erano avvenuti anche questi scambi:

– a New Orleans è arrivato Mirotic e la loro seconda nel Draft 2018 scelta che era stata scambiata mentre a Chicago sono andati Asik, Tony Allen, Nelson, la prima scelta dei Pelicans nel Draft 2018 e il diritto di scambiare le seconde scelte nel Draft 2021;
– a Milwaukee è arrivato Tyler Zeller e a Brooklyn è arrivato Vaughn e la seconda scelta dei Bulls nel Draft 2018;
– a Charlotte è arrivato Willy Hernangomez e a New York è arrivato O’ Bryant (che verrà tagliato) e le seconde scelte degli Hornets del 2020 e 2021.

Impatto sulle squadre:

Cleveland Cavaliers

Qualche mese fa, ad inizio stagione, ricordo chiaramente che diversi amici mi dissero che questi Cavaliers sarebbero stati una squadra con una panchina lunghissima e con molto talento: a loro discolpa, erano ubriachi e spero abbiano detto ciò solo per i fumi dell’alcol, pensando che fosse il 2011. I Cavaliers erano un disastro, chiaro e tondo. Dopo sei mesi la trade che ha portato Irving a Boston si è dimostrata l’equivalente NBA di un pacco napoletano ai danni dei Cavs, ma almeno adesso la squadra di Lebron potrà correre, tirare e difendere un minimo. Tutti i giocatori arrivati possono avere impatto sulla partita senza aver la palla in mano e Hood, Clarkson e Hill sono tiratori almeno decenti. Certo, sono sempre in mano a Lue, che l’altro ieri ha concesso minuti importanti ad Osman finalmente (questa estate quando gli chiesero se avesse visto filmati dello stesso che giocava aveva risposto con convinzione di no. Popovich 2), ed è molto difficile integrare una squadra e rodarla a due mesi e mezzo dai Playoff, ma questa potrebbe essere l’ultima impresa di Lebron in Ohio. Se così fosse, la dirigenza di Cleveland si troverebbe in uno stato decente, mantenendo ancora la scelta dei Nets di quest’anno, Love e un paio di giocatori su cui poter puntare, come Hood. Non è detto che così siano comunque meglio di Raptors e Celtics, ma sono sicuramente meglio di quello che erano con il roster che avevano. Per quanto riguarda Thomas e la sua grottesca parabola, nei prossimi giorni pubblicheremo un focus apposta.

Miami Heat

Miami si riprende un tiratore in Babbitt e soprattutto Wade, andatosene perché voleva venti milioni a stagione e Riley, che non è un deficiente, sapeva che non se li sarebbe meritati. Due anni dopo, mentre i Bulls continuano a pagargli lo stipendio, il figliol prodigo torna a casa sua per aiutare una squadra che aveva molto bisogno di un playmaker, specie dopo la distruzione di Waiters.

Los Angeles Lakers

Mentre Magic continua ad essere multato e a sbattersene, i Lakers si pongono in ballo per la free agency di questa estate. Sbolognando il contrattone di Clarkson possono ora liberare abbastanza spazio salariale per due giga-contratti: magari James e George? Frye probabilmente sarà rilasciato e forse pure Thomas, il cui agente ha dichiarato che non vuole partire dalla panchina, ma che è pronto a fare da mentore a Lonzo. Thomas e Lavar come mentori, Lakers, siete in botte di ferro!

Memphis Grizzlies

Memphis non ha scambiato Evans. Misteri della fede?

Los Angeles Clippers

I Clippers hanno rinnovato Williams e si sono tenuti sia Jordan che Bradley. A questo punto è molto probabile che arrivino ai Playoffs, probabilmente ai danni dei Pelicans.

New Orleans Pelicans

I Pelicans si stanno facendo i quattro per convincere Davis che fanno sul serio e, con Cousins fuori per la stagione, hanno deciso di puntare su Mitoric. Buona mossa, ma è difficile pensare che quei due ed Holiday possano sbancare la conference, e sul lungo corso…

Denver Nuggets

Denver, con Harris, ha rimediato un playmaker solido ed un veterano, liberandosi di un bidone. Bene, l’agognato approdo ai Playoffs con rituale uscita al primo turno è più vicino.

New York Knicks

Con Porzingis fuori era fondamentale scambiare uno dei lunghi rimasti e prendere un altro playmaker da far giocare minuti al posto di Franky, eh? Quanto durerà ancora il purgatorio dei Knicks?

Per quanto riguarda le altre squadre si tratta principalmente di mosse per liberare spazio salariale o per scommettere su qualcuno a basso prezzo, tipo Payton; nulla di importante. Ricordiamoci che ancora non è detto tutto, giocatori saranno rilasciati e poi firmati, come è successo a Monroe con Boston e come pare succederà a Rose, le spoglie del quale sembrano interessare Minnesota, non si sa bene per quale feticismo di Tibs. Nel complesso una trade deadline tranquilla, salvo che per Cleveland, come previsto.

Basterà? È difficile pensarlo, ma se c’è uno che può trasformar la cacca in cioccolato, questo è il 23 di Cleveland. Detto questo, anche i suoi poteri hanno dei limiti: quella manica di bidoni dell’umido firmati questa estate o arrivata da Boston, per citare Maccio, era peggio della merda.


 

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Luca Zaghini, nato a Cattolica il 17 gennaio 1993. Laureando in Italianistica, appassionato di linguaggio e pallacanestro: le mie giornate (ed il mio cuore) sono come un pendolo che oscilla incessantemente fra i maggiori pensatori di tutti i tempi e i più grandi ignoranti pieni di sé che abbiano mai messo piede su un parquet. Fermo oppositore dei compromessi, mi concentro solo sugli estremi della gerarchia cestistica, NBA e campionato universitario bolognese. Già redattore della pagina Deportivo la Piadéina.