Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 23a giornata


Top

1) Suso: la cosa che in assoluto manda ai pazzi è che rivedendo la preparazione al tiro anche sua madre pensa che stia per uscire una ciabattata volante alla Bruce Harper. E invece esce un diamante tempestato che si incastona sotto la traversa del sempre verde Bizzarri. Poi il nanetto ciondola svogliato per il campo, mano all’orecchio e una sola domanda “Va bene, è abbastanza?” #Classe al comando voto: Da casa sua

2) Juventus: rubano, sono gobbi e gli aiutano gli arbitri. Se, se, bravi voi. Basta vedere i primi tre minuti di partita per capire perché a Torino gioca una squadra di marziani. Sempre sicuri, sempre precisi come un team di chirurghi. Questo non è gioco, questa è scienza applicata #Ce ne andiamo a Stoccolma, Beppe voto: Globetrotter

3) Bologna-Fiorentina: partita abbastanza insulsa, di una domenica abbastanza insulsa, di un campionato piuttosto insulso. Ma quando nel giro di due minuti si segnano due goal da angolo e ti sale un Roberto Baggio straripante, nella tua fottuta rubrica non puoi non urlare, palle al vento, l’amore per questo gioco che ancora, qualche volta, anche in Italia, torna ad emozionarti #Faccio cose, vedo angoli voto: Mo je faccio er cucchiaio

Flop

1) Donnarumma: a me dispiace però l’unica partita notevole che abbia giocato dopo il rinnovo l’ha fatta suo fratello. Ieri prende un goal che neanche un’ostrica ubriaca e poi si lamenta contro il fato, il caso, i giardinieri di Udine. Però Gigione, a evitare i sei gin tonic nell’intervallo forse avresti usato le mani invece di dipingere un fulmine di Pegaso ad minchiam. Voglio dire, ci sarà un motivo se gli altri si bevono un cazzo di tè #Tavolo in disco  voto: Cavalieri dello zodiaco

2) Perisic e Brozovic: le cose sono due o ad Appiano hanno finito il rame, o qualcuno gli ha detto che in quanto croati godono dell’opzione “gioca una partita bene su quarantacinque”. Il primo è più scarico di Rocco Siffredi alla fine di un film che narri il pranzo della domenica di una famiglia atipica. Il secondo è semplicemente utile come un buco del culo sul gomito. Con lui si è sempre in superiorità numerico, se si indossa una maglietta che non abbia strisce nere e azzurre alternate #Cavalli di Troia voto: Talebani dai Balcani

Cheesseee…

3) Sassuolo/Iachini: voto: non è tanto per aver perso con la Juve. Non è tanto per aver deciso di giocare con la difesa a centrocampo contro una squadra stellare. Però, cazzarola, Iachini, quante subordinate pensi di poter inserire in una una frase ? Ma soprattutto, abbiamo capito che hai studiato, non c’è bisogno di inserire ogni sfumatura temporale nei verbi che usi. Se inizi col presente, continua col presente. Non puoi scivolare sul gerundio e chiuderla col participio presente, sembrava di essere tornati alle interviste doppie di Tomba e Trapattoni #Ma in che senso, voto: Se io sarei un uomo

Fine delle trasmissioni. Per ora.


 

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Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.