Interventi a gamba tesa

Wild wild Jerry West


Stavamo navigando placidi verso una trade deadline di stenti quando, all’improvviso i Pistons e i Clippers hanno deciso di smuovere il mercato: Blake Griffin, Willie Reed, Brice Johnson e una seconda scelta andranno in Michigan in cambio di Tobias Harris, Avery Bradley, Boban Marjanovic, una prima ed una seconda scelta. Vediamo cosa significherà per entrambe le squadre.


Sponda Clippers

L’ombra lunga di Jerry West sta lentamente riempiendo ogni pertugio, scacciando così l’incompetenza di Rivers, che ora sembra essere finalmente soltanto il coach di una squadra, e, negli ultimi mesi, pure un buon coach, considerando quello che sta ottenendo dal suo roster. West, l’unico supereroe in grado di poter trasformare i Clippers, di cui avevamo predetto l’ascendente già la scorsa estate, sembra intenzionato a ricostruire sulle macerie di Lob City una squadra più giovane e dinamica, ma, prima di poterci riuscire, era necessario liberarsi di alcuni contratti pachidermici. Griffin, firmato questa estate, per i prossimi cinque anni sarebbe costato:

2017-2018: $29,512,900
2018-2019: $31,873,932
2019-2020: $34,234,964
2020-2021: $36,595,996
2021-2022: $38,957,028

Insomma, un fottio. Griffin, nonostante non sia più l’uomo volante dei primi anni, è ancora un ottimo giocatore: il problema è che, a quasi 29 anni, con diverse operazioni affrontate e una tendenza sinistra agli infortuni, non è possibile pensare che nel 2022 sarà un affare da pagarsi quasi 39 milioni. Oltre a questo, per quanto dominante e talentuoso, non ha dimostrato di poter essere con costanza un primo violino della stazza di Durant, James, Harden o chi per loro; con questo Griffin come prima punta, sarà difficile per qualsiasi compagine puntare al titolo.

I Clippers, che saranno ancora attivi sul mercato, specialmente cercando di sbolognare Jordan a qualcuno per evitare di prolungargli il contrattone, potrebbero diventare una destinazione ambita già questa estate: lo spazio salariale ci sarà. E’ difficile pensare che George voglia tornare a Los Angeles per finire ai Clippers, ma chissà… È probabile che Bradley venga rinnovato, così da dare ai Clippers un back-court difensivo insieme a Beverley di discreta cazzimma che renderebbe la vita difficile a tutti e Harris, che sta avendo una gran stagione come ala, avrà un altro anno di contratto relativamente basso. Per il resto è difficile prevedere qualcosa, ma non stupitevi se la svendita continuerà per accumulare scelte: Rivers, ormai più un meme che un giocatore, è un altro che potrebbe partire, coi suoi due anni di contratto rimanenti. Più difficile lo spostamento di Gallinari, che dovrebbe tornare a giocare in questi giorni: il suo triennale da quasi sessantacinque milioni si è rivelato a dir poco esagerato per il suo rendimento, ma pare che saranno costretti a tenerselo. Del resto senza Griffin l’italiano potrà tornare a fare quello che faceva a Denver come 4, se mai tornerà in campo.

Non è detto che lo scambio elimini i californiani dalla corsa playoff, specie dopo l’infortunio di Cousins: questa è ancora un’ottima squadra, capace di difendere, al contrario dei pellicani che ora sono stati costretti a riesumare persino Asik.

Sponda Pistons

Cristo.
Sorvoliamo un attimo sul contrattone di Griffin e anche sul fatto che Detroit avrà da pagare pure:

Drummond: $76,302,788 fino al 2020, dopo di ché il giocatore ha un’opzione per altri $28,751,775;
Jackson: $51,130,434 fino al 2020;
Leur: $30,008,043 fino al 2020;
Galloway: $21,000,000 fino al 2020

Parliamo di tattica. Sono anni che si dice che Griffin sarebbe meglio impiegato come cinque, alla Draymond Green, come playmaker: per riuscirci, quindi, servirebbe una squadra senza un centro. Ecco, non è il caso di Detroit, che avrà Drummond (e non gratis) per un bel pezzo, Drummond che, pur essendo ancora giovane e pur disputando la sua migliore stagione, è sempre meno scambiabile ogni giorno che passa. I Pistons oltretutto sono parsi come sempre molto meglio senza Jackson, poiché Smith è un playmaker che la passa al contrario del collega, quindi saremmo di fronte ad una squadra migliore senza i pezzi più importanti che con essi. O, meglio: con tutti i pezzi, i Pistons ricorderanno i Clippers dell’era Paul-Griffin-Jordan, ma come le band di tributo ricordano quelli a cui fanno il tributo.

È possibile che ci siano altri scambi in attesa, forse anche dello stesso Griffin, ma i dubbi esposti sopra valgono per tutte le altre franchigie. Lo scambio è stato fatto principalmente perché West è un volpone, mentre Van Gundy rischia molto di perdere il posto e ne abbiamo visti a valanga di scambi atroci fatti in queste condizioni, o la va o la spacca, e poi le squadre stanno gli anni ad aggiustare gli errori di uno solo; i Pistons sembrano essere destinati ad essere i prossimi in questa categoria, . Oltretutto saranno incapacitati a tankare per un pezzo, considerato che già solo con Griffin ottengono una spinta di talento che li ricatapulta in corsa per i playoff (fosse andata in porto qualche settimana fa, Griffin sarebbe stato SI-CU-RO un all star, con buona pace di Wall o Lowry o Love, invitati per mancanza di peggio). La riforma del draft, che scatterà nel 2019, potrebbe essere l’unica speranza in questo senzo.

Nel complesso, i Clippers hanno fatto un affarone e si preparano ad un resto di stagione frizzante, in attesa del prossimo fenomeno da firmare attirato anche solo dal sole della California. Per Detroit, invece, l’autunno sembra ancora molto lungo: hanno firmato un gran talento e lo hanno sotto contratto per quattro stagioni e mezzo, ma d’un tratto la situazione è diventata claustrofobica.


 

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Luca Zaghini, nato a Cattolica il 17 gennaio 1993. Laureando in Italianistica, appassionato di linguaggio e pallacanestro: le mie giornate (ed il mio cuore) sono come un pendolo che oscilla incessantemente fra i maggiori pensatori di tutti i tempi e i più grandi ignoranti pieni di sé che abbiano mai messo piede su un parquet. Fermo oppositore dei compromessi, mi concentro solo sugli estremi della gerarchia cestistica, NBA e campionato universitario bolognese. Già redattore della pagina Deportivo la Piadéina.