Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 20a giornata


Top

1) Ciro Immobile: capiamoci subito: in questo momento storico giocare con alle spalle Luis Alberto (che per altro ha segnato un cioccolatino che a me personalmente per lo smarcamento ha ricordato la gemma superiore incastonata anni fa da un certo Zidane Zinedine contro la Reggina) e Milinkovic Savic sarebbe facile anche per l’ubriacone del paese. Tuttavia il calcio è un gioco fatto di dettagli e quello più importante è esserci. Ciruzzo si fa trovare 4 volte e 4 volte segna, credo che neanche le mine nepalesi abbiano una media così alta #tritolo voto: Guerra Lampo.

2) Massimo Coda: quando hai la sfortuna di portare un nome e un cognome straniero anche ai tuoi genitori ma un po’ come le fiat degli anni ’70 fai finta di non saperlo, te ne fotti e porti alla vittoria, la seconda di fila, il Benevento. Dopo Pirro questo è un buon avvenimento per ricordare il perché la città abbia cambiato l’antico nome Maleventum #Piero Angela voto: Giovani scugnizzi.

coda

3) Cornelius: il gol con cui gela la Roma e Fabio Fazio in particolare è una gemma. Un po’ come quando il leone ti guarda facendoti sperare che stia solo decidendo se mangiarti o meno mentre in realtà ti ha già cagato via, 20 venti minuti fa #Giungla voto: Il re leone. 


 Flop

1) Joao Mario: come anticipato nelle considerazioni qui non si parla di discutere la forza o la broccaggine di un giocatore, qui si discute se quello in campo è un giocatore o un cazzo di veggente che porta il numero 10 sulle spalle per indicare ai compagni in quanti giocheranno per 90 minuti. Noi propendiamo per la seconda opzione. Lui e Brozovic sono pronti per andare a fare i pacchi nel quiz game #scavicchi ma non apra mai voto: 7 piaghe d’Appiano.

3

2) Roberto Donadoni: prenderne uno per dare l’esempio a 99. L’esempio è quello di chi se ne resta 90 minuti sbigottito in panchina come se a giocare (o a provare a farlo) non fossero i suoi uomini ma la squadra dei cardiopatici riuniti. Il comandante affonda sempre con la nave, questo ci ha insegnato il capitano del Titanic, non pensa al ferro 5 che userà il giorno dopo #imborghesito voto: Salotti buoni.

3) Radja Nainggolan/Roma: questa ventata di moralismo ha francamente rotto i coglioni e ci vuole togliere anche le ultime storie divertenti da uno sport che deve il grosso del suo fascino proprio alle storie divertenti che porta sul campo. Se Nainggolan decide di togliersi anni di carriera sono affari suoi, anche perché quando scende in campo è il migliore di tutti.

Quindi tirata d’orecchie alla Roma che vuole fare come la Juventus, ma sceglie l’avversario sbagliato e tirata d’orecchie a Raja, che vuol fare l’anticonformista e poi accetta una punizione esemplare per cosa? Per essere come è ed aver tenuto dei comportamenti moralmente discutibili? Ma questo è calcio non un corso di mambo #Moralismi  voto: 10 ave maria e 10 padre nostro.

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Fine delle trasmissioni. Per ora.
Jacopo Landi


 

 

 

 

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Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.