Interventi a gamba tesa

Conversazione semiseria sulla nostalmagia e il bomberismo calcisistico

Mazzarri Nostalgia Pubalgia

«La nostalgia è quel tragico momento in cui riguardi uno sketch comico che tanto ti faceva ridere da piccolo e che ora che sei cresciuto ti fa provare quel senso di risata forzata mista ad imbarazzo», mi racconta l’admin di Serie A – Operazione Pubalgia. Ho iniziato chiedendogli il nome («Vorrei poterti rispondere Gabriel Barbosa, ma metti pure Marco»), per poi farci una chiaccherata provando a capire insieme motivi di questa dilagante e spaventosa operazione nostalgia (rigorosamente in minuscolo) in campo calcistico ma non solo.


Ti sei fatto un’idea sul perché ci siano così tante persone disposte a rimpiangere tempi che spesso non hanno neppure vissuto?
Partiamo dal presupposto che la nostalgia è uno stato d’animo che colpisce chiunque, quindi è facile ottenere consensi giocando su di essa. Capita a chiunque di trovarsi coi propri amici e di ricordare insieme il passato, che accomuna le emozioni di una collettività. Per fare un esempio: i Pokémon! Tutti ce li ricordiamo, da bamBINI li abbiamo amati e, almeno una volta nella vita, abbiamo parlato di loro con nostalgia una volta diventati grandi. Ma il discorso moriva lì. Oggi coi social (pubalgici), per ogni ricordo condiviso trovi centinaia di migliaia di utenti che hanno provato la stessa emozione, fattore che crea una ridondanza continua di ricordi spesso stravolti e influenzati, per l’appunto, dalla nostalgia. Rapporti il presente col passato e provi questa costante nostalgia perché sei cresciuto e certe emozioni non le riesci più a provare. L’errore grave però è volerle sminuire o addirittura toglierle agli altri, a quelli che invece le stanno provando in quest’epoca.

Nel calcio ovviamente i soldi e l’evoluzione del gioco hanno inciso, ma non è un fenomeno di adesso, sia ben chiaro. Le cifre che ruotano attorno al calcio sono in continua evoluzione e già negli anni ‘90 c’erano i nostalgici che rimpiangevano “il vero calcio anni ‘80” e così via. Pensate ai Vieri, i Nesta, i Beckham e rapportateli ad un Bergomi; io ricordo bene le prese per il culo a Nesta perché si ingellava sempre i capelli prima delle partite! Ovviamente le cifre aumentano, si inseriscono i social network, le mode cambiano, ma sfido chiunque a dire che Vieri e compagnia bella messi nei giorni nostri non avrebbero fatto almeno 40 Instagram Stories al giorno. Si può fare lo stesso discorso per la musica: vedi nuovi gruppi e tendi subito a sminuirli rapportandoli a quelli che tanto ti piacevano nel corso della tua infanzia. Poi magari un giorno ti svegli dal coma della nostalmagia e scopri che Justin Bieber alla fine non fa musica così di merda rispetto agli Eiffel 65 e che Pikachu ti sta pure sul cazzo.

Ok, ci siamo. E quindi come è nata l’idea della pagina? Oltre al legittimo odio misto tenerezza per il minus habens AB, c’è dell’altro?
L’idea mi è nata in spogliatoio dopo un allenamento. Parlavo coi miei compagni di squadra e la parte più anziana tirava fuori strafalcioni alla AB sottolineando la superiorità del loro calcio, menzionando giocatori dell’epoca di Bruno Conti. Puoi parlare nel 2017 ancora di Bruno Conti? Forte eh, per carità, però sono passati 120 anni. Questo ancoraggio al passato e il costante confronto col presente (puntualmente sminuito) cominciava a farmi venire l’orticaria.

Così ho detto: «Basta, è colpa di Bini! Devo fermarlo.» Il giorno dopo, ispirato da “JS” e “Storie Romantiche sul calcio”, ho creato l’Operazione Pubalgia, nome preso da quel problema fisico che, durante la cura, prevede l’inserimento di un ditino per via anale, pratica che a molti dà fastidio… Che però a qualcuno può piacere!

E invece a un pubalgico deve piacere l’eliminazione dell’Italia? Dacci la linea, che narrazione dobbiamo portare avanti? Come si combatte quella piagnona e retorica di ON, che ci sfinisce con il fallimento del movimento calcistico italiano che non dà spazio ai nostrigiovani©?
Innanzitutto a differenza dei nostalmagici noi non celebriamo solo le vittorie. Troppo facile così! Il Crotone sta per retrocedere? Fa schifo. Il Crotone si salva rimontando? Eroi. Non va bene per niente. A noi delle vittorie non importa, sono secondarie. Certo, vedere Insigne platinato dabbare con la Coppa del Mondo avrebbe avuto il suo perché, ma potrebbe vincerla anche Paul Pogba, per esempio.
La Pubalgia non ha confini e non ha divisa, e se ce l’ha è sicuramente fluo. Ora pensate bene al concetto di Mondiale: il gol di Tardelli, le Notti Magiche di Bennato, la Peroni ghiacciata davanti alla tv, gli amici con la maglia azzurra pronti ad esultare assieme, il gol di Grosso, quel dannato “Po-po-po-po-po-po-poo”… quanta nostalgia emanano? Non qualificandoci ai mondiali ci siamo tolti di dosso la possibilità di provare in futuro una nuova nostalgia, quindi è una vittoria. Proverete mai Nostalgia per la Nazionale di Ventura? No? Allora ci piace.

E allora che squadra dovremmo tifare il prossimo anno in Russia? C’è una squadra più pubalgica dei bimbibelgio?
Beh i bimbibelgio© (dicitura che per noi ha accezione positiva, sia chiaro) sono sicuramente tra i favoriti. Sembrano una squadra creata con Fifa Ultimate Team: tutti buggati, tutti di etnie diverse, tutti costosissimi. Simpatizzo un po’ anche per la Germania per via delle originalissime battute dei bomberoni e per i fastidiosissimi sfottò legati al 2006, come se loro nel frattempo non avessero vinto pure la Madonna. Sicuramente non tiferemo “Nazionali favole”, non sia mai che poi in futuro ci triturino i coglioni con un «machenesanno del Panama Campione del Mondo». Ah. ovviamente, cuoricini anche per le Nazionali di Pogba, Maurito e Neymar.

A proposito di Maurito, come un Pubalgico dovrà festeggiare nel caso l’Argentina dovesse vincere il Mondiale (magari con doppietta in finale dello stesso Icardi e due assist di Paulo) e finalmente quel cocainomane di Maradona venisse completamente sovrastato da Leo Messi?
Ha già detto tutto Melissa Satta (la Satta eh, non sto parlando di un sofista). Basta con ‘sto Maradona, non si può vivere rapportando tutto a ciò che faceva lui duemila anni fa in un calcio totalmente diverso. Senza scomodare Messi, Mertens al Napoli sta facendo gol assurdi e prestazioni pazzesche, ma ogni volta c’è qualche energumeno che rutta un «eh ma Maradona l’avrebbe fatto meglio». Anche basta. Tornando all’Argentina, dovesse vincere in finale con gol di Maurito andrei davanti ad AB e Carlo Nesti a dabbare finché non mi sanguina la fronte.

Lasciando il capitolo Mondiale, ti chiedo, in uno schema pubalgico di approccio alla vita, come ci si pone di fronte al fatto che l’Innominabile, sfruttando la pletora di follower lobotomizzati si sia creato il lavoro per eccellenza nell’epoca del progresso, ovvero quello che i nostalgici non considerano tale, il social media manager? Lo dobbiamo stimare, in fondo?
Lo dico da sempre, AB è il primo pubalgico. Cosa c’è di più lontano dalla nostalgia del far soldi grazie ad essa tramite un social network? Sentite come suona bene il termine “Social Media Manager”, accompagnato poi da un bel “#machenesanno i nonni-operai” è la morte sua. La stima la riservo per altre persone, ciò che ha creato è nocivo, non a caso le pagine che si muovono contro il movimento nostalgico diventano sempre più numerose. Non vorrei entrare in un discorso politico ma lo vedo un po’ come il Di Battista del calcio.

Però, pochi giorni fa, con l’annuncio di cessione della pagina da parte dell’Innominabile, abbiamo vinto un’altra battaglia contro la nostalmagia. Ma la guerra, invece, la vinceremo mai? I nostalmagici sono relativamente pochi, ma i wannabe bomberoni sono ovunque. Saranno loro i nostri prossimi nemici giurati? Diamoci delle priorità, insomma.
Noi vinciamo ogni giorno a prescindere solamente perché il Mondo gira, il tempo passa e la società si evolve. Domani sarà già una vittoria rispetto ad oggi perché domani è il futuro. Per perdere dovrebbe esserci un reset totale del calcio, un anno zero in cui tutti i soldi spariscono, i social network cessano d’esistere e i palloni ritornano di cuoio marrone. Ma la vedo dura. Riguardo alla cessione della pagina, ammetto che ha potrebbe rendere meno avvincente la guerra. Non c’è gusto a combattere coi nuovi admin, non hanno il suo modo di diffondere la nostalmagia. I bomberoni invece sono una piaga addirittura peggiore, dovrebbero essere i nemici di ognuno di noi solo per le oscenità che scrivono alla Leotta sperando di fare il commento memorabile. Prendersela con loro è sempre legittimo e dovrebbe essere un dovere morale.

Ok, ora lasciamoci con una diseguaglianza creata ad hoc dedicata a Sportellate.it, fammi questo regalo. Fammi volare.
Beh, vedendo che uno della vostra redazione si chiama Galeazzi mi esce facilissimo un bel: Galeazzi > Galeazzi. Quel bisteccone maledetto.

BONUS QUESTIONS
Qual è il campionato più bello del mondo per un pubalgico? Perché proprio la Super League cinese?
Hai già detto tutto. Sogno un futuro in cui su Facebook spunteranno fuori pagine chiamate “Dio è del Tianjin Quanjian” in cui si parlerà del romanticismo del tifo cinese.

Jorginho può essere definito pubalgico?
Ogni cosa nella Pubalgia va misurata con attenzione. All’interno della rosa del Napoli no, troppo anonimo esteticamente e poco presente a livello social. In Nazionale assolutamente sì, soprattutto per via di discorsi dell’Er Faina della Serie B, Pochesci (di cui ho scritto qui, pochi giorni fa, nda). Fosse per me, visto l’ignoranza collettiva sul rapporto stranieri-crisi del calcio italiano, istituirei lo ius soli immediato ai calciatori non appena mettono piede sul suolo Italiano. Pensate quanto starebbe bene la maglia azzurra addosso a Gabigol.

Per finire, davvero, questa volta, un parere a caldo su questo video che circola tra i nostalmagici.

Ma chi è sto frullato di Guido Meda, Venditti e cromosomi? Imbarazzante in tutto.

Amen.


 

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Filippo Galeazzi ha vissuto e studiato a Lisbona (sponda Benfica) e a San Paolo del Brasile (sponda caipirinhas), è innamorato delle Americhe. Attualmente Roma, ma anche Bologna, Texas e, ovviamente, la sua Pesaro. Tifoso della Vuelle e della Juve. Collaboratore Sportellate.it