Interventi a gamba tesa

GP del Brasile: Vettel trionfa ma Hamilton mostra i muscoli

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Vettel conquista la 5° vittoria stagionale sulla pista di Interlagos, accompagnato sul podio da Bottas e da un Kimi Raikkonen che a fine stagione dà segno di essersi un po’ ritrovato, riuscendo a difendersi negli ultimi giri da Lewis Hamilton.


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Ferrari.
Sebastian Vettel riesce a tornare alla vittoria, che mancava alla Ferrari dal Gran Premio di Ungheria. Parte dalla seconda posizione, alle spalle di Bottas, ma già alla prima curva riesce a prendere il comando della corsa, infilandosi tra la Mercedes del finlandese e il muro (va sottolineato come sia stato bravo Valtteri a evitare il contatto). Da questo momento cerca di scappare ma senza grande successo, infatti il finlandese rimane per tutta la gara ad un paio di secondi di distanza. Peccato solo per la pole sfiorata sabato, pole che il tedesco si è fatto soffiare per pochi millesimi da Bottas. Ma forse è meglio così considerato che recentemente quando Seb parte in pole incappa sempre in qualche rissa.
Kimi Raikkonen ha fatto una buona gara finalmente, riuscendo a non farsi mai seminare dalla coppia di testa. Nella prima fase è tallonato da Max Verstappen, che però non riesce mai a superarlo e deve dunque arrendersi a mantenere la posizione dietro il finlandese. Negli ultimi giri invece Kimi ha visto comparire negli specchietti la freccia argento di Hamilton (c’è un incubo peggiore per un pilota di Formula 1?), reduce da una cavalcata trionfale e pronto a combattere per salire sul podio. Ma Kimi, col suo sangue freddo, non gli ha mai permesso di avvicinarsi a sufficienza per tentare il sorpasso.
Abbiamo, quindi, visto un’ottima performance del finlandese che porta anche la 2° Ferrari sul podio.

Mercedes.
Ma quale è la vera potenzialità di questa macchina?
Da una parte abbiamo Valtteri Bottas che, partendo in pole, si fa soffiare il primo posto da Vettel, non riuscendo mai ad insidiarlo davvero. Il finlandese rimane lì, in una sorta di limbo, mai abbastanza veloce per attaccarlo, mai tanto lento da essere seminato. Nessun guizzo creativo e di talento per Valtteri, che porta a casa un 2° posto pieno di delusione, visto che ieri, per forza di cose, la Mercedes aveva puntato su di lui per conquistare il gradino più alto del podio.
Dall’altra parte c’è Lewis Hamilton, un marziano che sembra guidare un’astronave. Parte dalla Pit-lane a causa del botto contro il muro di sabato e delle sostituzioni sulla sua vettura, e dà il via ad una rimonta velocissima ed emozionante. Il motorone Mercedes gli permette di superare con facilità la maggior parte delle vetture sul suo cammino, che sul rettilineo sembrano guidare degli Apecar in confronto al suo missile. Ma non dimentichiamoci che oltre alla macchina, anche Lewis ha sfoggiato le proprie qualità da campione del mondo. In questa gara è entrato in modalità Hammer Time, dimostrando che se fosse riuscito a partire dalle posizioni che gli spettano solitamente in griglia di partenza, avrebbe vinto in scioltezza.

Red Bull.
Alti e bassi per il team austriaco che questa volta non riesce proprio a competere con Ferrari e Mercedes.
Verstappen parte bene e rimane incollato al posteriore di Kimi, ma non trova mai lo spunto per il sorpasso. Poi viene piano piano lasciato indietro e conduce una gara in solitaria, fino a che non arriva Lewis di gran carriera e lo supera con la stessa facilità con cui un soffio fa crollare un castello di carte.
Va peggio al suo compagno di squadra, Daniel Ricciardo, che oltre a partire ultimo, causa penalizzazioni, si ritrova anche immischiato in un contatto con Vandoorne e Magnussen ad inizio gara, che lo fa roteare come una trottola. La macchina non ha danni quindi Ric può cominciare la sua rimonta, più lenta rispetto a quella di Hamilton, ma con sorpassi più emozionanti, quasi tutti frutto di staccate al limite. Chiude 6°.

Felipe Massa chiude 7° dopo un’ottima gara, in cui è riuscito a difendersi da un Alonso arrembante, a sua volta tallonato da Sergio Perez.
Il brasiliano ripropone poi la festa di addio alla Formula 1, già vista lo scorso anno qui. Viene fatto salire sul palco, dove chiacchera con Barrichello e ringrazia tutti i sostenitori di questo sport per le emozioni che gli hanno dato. Ma il momento più bello e commovente della gara è stato, sicuramente, quando, una volta passato il traguardo, Felipinho, suo figlio, tramite un team radio gli dice con voce commossa: “Daddy I’m so proud of you, wherever you go I will support you”.

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Fernando Alonso arriva 8°, dimostrando per l’ennesima volta che il talento c’è ancora. Sta alle calcagna di Massa per tutti e 71 i giri, recuperando terreno nel guidato, ma perdendo il contatto sul rettilineo. Se solo si riuscisse a dare a Nando un motore competitivo (speriamo che il motore Renault del prossimo anno lo sia) ci farebbe divertire da matti.

Force India.
Per la prima volta in carriera Oconn è costretto al ritiro a causa di un contatto con Grosjean. Oconn, infatti, tenta un sorpasso all’esterno che finisce in tragedia, per lui che è costretto a ritirarsi. Di questo scontro viene incolpato però Grosjean, che riceve 10 secondi di penalità. Perez chiude 9°.

Tra due settimane ci aspetta l’ultimo appuntamento della stagione, il Gran Premio di Abu Dhabi, e poi si darà il via ai test per la stagione 2018, per la quale Ferrari e Vettel hanno già chiarito quale sarà l’obiettivo: conquistare il titolo mondiale.


 

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Nata a Brescia nel 1996. Fin da piccola si allontana dai giochi, sostituendoli con Valentino Rossi e Michael Schumacher. Studia Lettere Moderne all’Università Cattolica e nella sua vita è riuscita a guadagnarsi un retweet da parte di Paolo Beltramo, con tanto di 15 esaltanti minuti di fama come profetizzò Andy Warhol nella celebre frase "In the future everyone will be world-famous for 15 minutes".