Interventi a gamba tesa

Più qualità e 433 per evitare l’Apocalisse

insigne 433 ventura

Siamo a 90 minuti dall’Apocalisse. Domani sera, a San Siro, o si fa l’Italia (quella vera) o si muore… sportivamente parlando.


L’1-0 incassato alla Solna Arena ci costringe ad una gara coraggiosa. Ribaltare questa Svezia non sarebbe di per sé un’impresa titanica, ma lo diventa se gli Azzurri sono quella roba lì: una squadra senza uno straccio di gioco, con poca personalità e scarso movimento, con un c.t. prigioniero delle sue idee. Il 3-5-2 di contiana memoria non ha pagato, così come il 3-4-3 improvvisato dell’ultimo quarto d’ora. Con gli uomini a disposizione, fossimo in Ventura, faremmo la cosa più logica: disporre questa Nazionale con il 4-3-3. Il che significherebbe mettere nelle migliori condizioni i vari Candreva, Insigne, Immobile e compagnia.

Ecco, intanto non schierare Insigne come interno di centrocampo sarebbe un primo passo in avanti…

All’andata le situazioni più pericolose l’Italia le ha costruite sulle fasce, ecco perché allargare il campo potrebbe essere ancora una buona idea. Per riuscirci servono due terzini che abbiano gamba e polmoni d’acciaio per sovrapporsi agli esterni offensivi creando così superiorità numerica, senza dimenticare però la fase difensiva. Dato per assodato che Buffon è il nostro totem e che la coppia di centrali Bonucci-Chiellini appare la meglio assortita (sempre che il milanista recuperi in tempo dalla frattura al setto nasale), i due esterni bassi potrebbero essere Florenzi a destra e Darmian (uno dei più positivi alla Solna Arena) a sinistra. Probabile, per non dire scontato, cha la Svezia a San Siro si difenderà con 11 giocatori dietro la linea della palla. Per scardinare il muro scandinavo servirà più qualità di gioco possibile. Ecco che allora pensare di sostituire in mezzo al campo un imbolsito De Rossi con l’esordiente Jorginho diventa un’opzione concreta. E’ vero, l’italo- brasiliano sarebbe alla prima gara ufficiale in azzurro, ma a questa Italia serve una regia più propositiva e meno scontata. Ai lati del napoletano ancora fiducia a Parolo e spazio a Gagliardini al posto dello squalificato Verratti. Compiti per le due mezzali: garantire equilibrio in fase di non possesso e gettarsi a turno negli spazi liberati dal movimento dei due esterni offensivi, Candreva da una parte e Insigne dall’altra. Entrambi con il 4-3-3 ritroverebbero consolidate certezze. L’interista, infatti, potrebbe esprimersi al meglio in coppia con un terzino, mentre il napoletano, partendo dalla posizione a lui più congeniale, potrebbe entrare dentro al campo e inventare per il centravanti o l’esterno opposto, se non addirittura andare lui stesso alla conclusione. Al centro dell’attacco chi garantirà una miglior tenuta fisica tra Immobile e Belotti. Ciro e il Gallo sono due prime punte che faticano a muoversi insieme. Non a caso nei rispettivi club giocano accompagnati da due esterni alti o da un terzetto offensivo alle loro spalle, ma mai in coppia con un altro centravanti.

Da sempre grandi amici, uno dei due lunedì sera dovrà partire fuori. Per il bene degli azzurri.immobile 433

E poi potremmo aver bisogno di entrambi a gara in corso, specie in caso di arrembaggio finale. Dalla panchina, infine, Ventura può pescare la freschezza di El Shaarawy e l’estro mancino di Bernardeschi, altre due opzioni di qualità. E, saremo ripetitivi, ma è proprio la maggiore qualità è l’arma che dobbiamo utilizzare per compiere l’impresa. Una spinta importante poi arriverà anche dai 70mila di San Siro, perché se è vero che uno stadio pieno non ha mai fatto gol, è altrettanto vero che un tifo indiavolato può tirarti fuori quel qualcosa in più che in determinati frangenti può risultare decisivo.

Questo l’11 definitivo, con unico dubbio Immobile/Belotti ed Elsha e Bernardeschi pronti a subentrare.

Nervi saldi, qualità di gioco e spirito garibaldino. Qui si fa l’Italia o si muore.

Lamberto Abbati


 

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