Interventi a gamba tesa

Il Re è nudo

james wade

La stagione è appena iniziata e nella nostra preview abbiamo clamorosamente cannato la presentazione del fondo della Eastern Conference. In compenso, Cleveland si è rivelata pure peggio di quello che ci si poteva aspettare.


Nelle prime dieci partite quelli dell’Ohio hanno totalizzato un record di 4 – 6, vincendo praticamente solo le partite in diretta nazionale perché James, in quelle, sa che non deve nascondersi. Nelle altre si è limitato a corricchiare e come risultato sono arrivate sconfitte contro Nets, Indiana, Knicks, Hawks, Magic e Pelicans: per quanto le cinque squadre ad Est possano giocare un basket molto ispirato in questo inizio di stagione, ci vuole molto impegno per far sembrare Schroder il Parker del 2007, e i Cavs ci sono riusciti. La serie di quattro sconfitte consecutive è stata interrotta venerdì notte con la vittoria contro i Wizards grazie ai 57 di James e, nonostante questa prova sovrumana, ci è voluto tutto l’acume di Brooks, che venderebbe un figlio piuttosto che rinunciare a far giocare tutta la sua abominevole panchina insieme dieci minuti a partita, per vincerla.

Una delle prove più impressionanti in carriera per il Re.

Sapevamo che Cleveland sarebbe stata una tragedia in difesa, ma neanche i peggiori detrattori dei vicecampioni avrebbero potuto augurarsi che fossero la terzultima del campionato, meglio solo di Nets e Suns: nonostante la qualità non eccelsa degli avversari, i Cavs navigano attorno ai 113 punti concessi a partita (Boston, al primo posto, ne concede 93, per capirci). E il punto è che, per quanto potrà aiutare quando tornerà, Thomas non potrà che far peggiorare la sua compagine questa tendenza. Molto dipende dalla voglia, ma i limiti di Love, Wade, Rose, Calderon, Korver e anche Crowder sono evidenti e non è auspicabile che migliorino improvvisamente con il passare della stagione. In più Thompson si è infortunato, anche perché era l’unico giocatore di sostanza e lo è stato giocando pressoché ogni partita da quando è entrato in NBA e, sul lungo corso, il minutaggio si doveva far sentire. Offensivamente il solo fatto di avere James in campo assicura molto, ma, a differenza degli altri anni, questa squadra non può recuperare uno svantaggio di venti punti in quattro o cinque minuti perché i tiratori o sono andati via o sono peggiorati, come JR Smith che potrebbe essere sfidato in una gara anche da Bocelli in questo momento. Contro Atlanta è stato Korver a riaprirla, grazie anche alla collaborazione dei suoi ex-compagni, ma non è pensabile affidarsi così tanto al trentaseienne sul lungo periodo. In tutto questo naturalmente Lue sembra sempre il solito pesce-gatto fuori dall’acqua, ma non credo sia una rivelazione per nessuno.

hqdefault
Le soluzioni per Cleveland comportano tutte degli scambi, si tratti della scelta dei Nets (che ora rischia addirittura di non essere nelle prime cinque), di Thompson o di Love, ma anche così è difficile pensare a qualcuno in grado di ribaltare una generale allergia alla fase difensiva, condita con l’oggettiva incapacità di marcare di tre quarti abbondanti del roster. Se si potesse murare il proprio canestro forse potrebbero riuscire a scendere sotto i cento punti concessi a partita, ma credo sia illecito farlo.

Pretendenti alla corona

Dopo questa disamina più o meno impietosa nei confronti di Cleveland uno potrebbe pensare che quelle dietro siano sul punto di spodestare James e impedirgli la sua ottava finale di fila. In realtà, le squadre che seguono hanno dato tutte motivo per dubitare delle proprie capacità.

Milwaukee ha sì Giannis (che ultimamente viene limitato grazie ai falli in attacco che commette), ma, come accennato due settimane fa, per il resto ha pochino. Middleton è il secondo giocatore più importante per i Bucks e troppo spesso sparisce o tira con il 10% nei momenti in cui bisognerebbe fermare un parziale. Non aiuta il fatto che l’attacco di Kidd riesca a far rimpiangere alcune strategie offensive della promozione calabrese; non sarebbe una sorpresa se non finisse la stagione.

Washington sembrerebbe la scelta più sicura per scavalcare James, ma, per qualche motivo, ancora non ci sono, come dimostrato venerdì. Molto dipende dal fatto che Wall, consacrato la scorsa post-season, ha cominciato a fare cose non da lui, peggiorando non solo le sue statistiche, ma anche quelle di squadra. In compenso Beal è stato straordinario e anche Oubre ha fatto un salto non indifferente. Nonostante questo i Wizards restano i primi indiziati per un eventuale detronazione perché le voci di una trade con New Orleans per Cousins si fanno sempre più incombenti. E Cousins, con il custode come playmaker e nessun tiratore sta facendo 29 punti, 14 rimbalzi, 6 assist e tirando con il 32% da tre. Uno scambio distruggerebbe ancora di più la panchina, ma magari smetteremmo di vedere l’inizio del quarto quarto con Frazier, Meeks, Scott, Mahinmi e Oubre.

MVP! MVP! MVP!

Toronto è una bestia strana e potrebbe cavalcare il fatto che nessuno la consideri più, ma finché Lowry fa 13 punti tirando col 40%…

E arriviamo a Boston, la squadra che dopo cinque minuti di stagione ha perso uno dei suoi due migliori giocatori. Superato il trauma grazie a Stevens, che è un allenatore vero, i verdi non solo si sono rimessi in careggiata, ma hanno anche preso il comando della corsa. Irving sta facendo una stagione coi controcazzi e pare esser in missione per non segnare più di 25 a partita, considerati i suoi tabellini. Le rivelazioni sono state Brown e Tatum però: difensivamente fondamentali,  in attacco il primo ha fatto un salto che pochi si sarebbero aspettati, mentre il secondo è già semplicemente pronto a fare dieci punti a partita solo stando in campo. A diciannove anni. Molto è dipeso anche dal fatto che i lunghi di riserva, ora, riescono a prendere rimbalzi in difesa, ma questa squadra fa sul serio (e anche Boston potrebbe decidere di fare una trade, grazie all’eccezione ottenuta per l’infortunio di Hayward).

Ovviamente è sempre troppo presto, ma di qualcosa bisogna pur scrivere. Questo sia un monito: non sarà una sorpresa se James dovesse mancare l’ottava finale di fila, i segnali ci sono tutti, vedremo se le sue avversarie saranno capaci a capitalizzare la situazione.


 

Se ti è piaciuto questo articolo, leggi anche:

Luca Zaghini, nato a Cattolica il 17 gennaio 1993. Laureando in Italianistica, appassionato di linguaggio e pallacanestro: le mie giornate (ed il mio cuore) sono come un pendolo che oscilla incessantemente fra i maggiori pensatori di tutti i tempi e i più grandi ignoranti pieni di sé che abbiano mai messo piede su un parquet. Fermo oppositore dei compromessi, mi concentro solo sugli estremi della gerarchia cestistica, NBA e campionato universitario bolognese. Già redattore della pagina Deportivo la Piadéina.