Interventi a gamba tesa

Anteprima NBA: Eastern Conference

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Il 17 ottobre inizierà la nuova stagione NBA. Per l’occasione, abbiamo ricapitolato i movimenti del mercato estivo di entrambe le conference. Questa è l’anteprima della Eastern, divisa in quattro gruppi distinti in base alle aspettative. Le sigle tra parentesi indicano i rookie (R) o le squadre di provenienza o destinazione.


Gruppo 1: baskets of deplorables.

È il gruppo più intrigante di tutta l’NBA per la stagione a venire: infatti, le sei squadre qui riunite fanno tutte più schifo delle lenzuola negli alberghi, ma è quasi impossibile scegliere quale sia la più schifosa di tutte grazie alla disfunzionalità di dirigenza, allenatori, stile di gioco, del roster o per la plateale volontà di tankare. Le abbiamo riunite per questo: vi sconsigliamo vivamente di guardare le partite con queste squadre, a meno che non soffriate di stitichezza da antologie o non siate troppo fatti anche per capire cosa stia succedendo.

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15a) Indiana Pacers

In: sdegno del mondo sportivo, Ike Anigbogu (R), Bojan Bogdanovic (WAS), Darren Collison (SAC), DeQuan Jones, Cory Joseph (TOR), T.J. Leaf (R), Ben Moore (R), Victor Oladipo (OKC), Alex Poythress (PHI), Domantas Sabonis (OKC), Edmond Sumner (R), Jarrod Uthoff (DAL), Damien Wilkins.
Out: Lavoy Allen, Aaron Brooks (MIN), Rakeem Christmas, Monta Ellis, Paul George (OKC), C.J. Miles (TOR), Georges Niang (GSW), Kevin Seraphin, Jeff Teague (MIN), dignità, pubblico interesse.

Cristo, questi tre estati fa erano quasi arrivati alle Finals, Lance sembrava il nuovo fenomeno della decade e Roy Hibbert sembrava la criptonite per LeBron. Dopo una sveltina al primo turno dei Playoffs ed l’aver regalato George ai Thunder, Indiana si prepara ad un lungo inverno di stenti. Ovviamente un inverno da Game of Thrones, uno che duri una decina di anni.

15b) Orlando Magic

In: insofferenza a carriole, Arron Afflalo (SAC), Khem Birch (R), Jonathan Isaac (R), Wesley Iwundu (R), Kalin Lucas, Shelvin Mack (UTA), Adreian Payne (MIN), Jonathon Simmons (SAS), Marreese Speights (LAC).
Out: il GM della lavagnetta, Patricio Garino, Marcus Georges-Hunt (MIN), Jeff Green (CLE), Jodie Meeks (WAS), C.J. Watson, Stephen Zimmerman (LAL).

Madonna, Madonna… sono passati cinque anni da quando Howard è andato ai Lakers, non mi viene in mente una cosa buona fatta dai Magic nel frattempo. Sono riusciti a cannare quattro draft di fila, ogni giocatore scelto sembrava molto più esaltante di quello che poi è stato. Risparmiando i rookie, la geniale dirigenza ha riempito il campo con lungagnoni incapaci di tirare. Il miglior giocatore è ancora Fournier. Che male di vivere, cerchiamo di ignorare Orlando fino al prossimo draft come facciamo dal 2012.

15c) Brooklyn Nets

In: un pelo di speranza?, Jarrett Allen (R), DeMarre Carroll (TOR), Allen Crabbe (POR), Milton Doyle (R), Timofey Mozgov (LAL), Yakuba Ouattara (R), D’Angelo Russell (LAL), Jeremy Senglin (R), Jacob Wiley (R), Tyler Zeller (BOS).
Out: Randy Foye, Archie Goodwin (POR), Justin Hamilton, Brook Lopez (LAL), K.J. McDaniels (TOR), Andrew Nicholson.

Questi, ci crediate o no, sono quelli messi meglio. Certo, non hanno la loro prima scelta neanche il prossimo anno, la stella della squadra è Lin (che sta stra-vincendo la sua personale battaglia contro una capigliatura decente) e sono ancora la discarica contrattuale dell’NBA, ma almeno sono riusciti a rimediare Russell, cui i Lakers hanno rinunciato per avere Ball. Ovviamente saranno atroci anche la prossima stagione, ma, non potendo tankare, non saranno motivati ad essere scarsi come le altre squadre. Non contate sul fatto che arrivino trentesimi anche questa stagione.

15d) New York Knicks

In: aria da respirare, quindici palloni a partita risparmiati dai tiri del cazzo di Melo, Michael Beasley (MIL), Damyean Dotson (R), Tim Hardaway Jr. (ATL), Nigel Hayes (R), Jarrett Jack, Enes Kanter (OKC), Luke Kornet (R), Doug McDermott (OKC), Frank Ntilikina (R), Ramon Sessions (CHA).
Out: i bordelli di Phil Jackson, le droghe di Phil Jackson, quel cazzo di triangolo di merda, Carmelo Anthony (OKC), Justin Holiday (CHI), Maurice Ndour, Marshall Plumlee (LAC), Chasson Randle, Derrick Rose (CLE), Sasha Vujacic.

Porca Eva, che desolazione. Immagino che i tifosi dei Knicks possano sperare che, ora, Porzingis possa esplodere, avendo la squadra nelle mani, ma hanno preso anche Beasley che ha dichiarato candidamente di essere ai livelli di talento di LeBron, quindi facciamo che li lasciamo stare e li consideriamo solo per le barzellette anche quest’anno.

Il più classico dei crossover, per il più classico dei vostri centri titolari.

15e) Chicago Bulls

In: umiliazione, voglia di morire Ryan Arcidiacono (R), Antonio Blakeney (R), Kris Dunn (MIN), Jarell Eddie, Justin Holiday (NYK), Zach LaVine (MIN), Lauri Markkanen (R), David Nwaba (LAL), Quincy Pondexter (NOP), Diamond Stone (LAC).
Out: speranza, gioia, Jimmy Butler (MIN), Isaiah Canaan (OKC), Michael Carter-Williams (CHA), Joffrey Lauvergne (SAS), Anthony Morrow (POR), Rajon Rondo (NOP), Dwyane Wade (CLE).

L’anno scorso si guardava al roster e si pensava “meh, cosa fanno questi?”, oggi ci si guarda e si rimpiange amaramente quel “meh”. I buy-out per Rondo e Wade erano quasi obbligati, ma scambiare Butler per quello che è già stato definito il “Bargnani finlandese” proprio non era così necessario. Uniche note positive sono gli ingaggi di una triade di giocatori con nomi fantastici, Ryan Arcidiacono, Quincy Pondexter e Diamond Stone: se dimostreranno un decimo del carisma che traspare dai loro nomi, i Bulls potranno giocarsela per il titolo, ma non ci scommetterei.

15f) Atlanta Hawks

In: la gioia per la partenza di Howard, Luke Babbitt (MIA), Marco Belinelli (CHA), Nicolás Brussino (DAL), John Collins (R), Quinn Cook (NOP), Dewayne Dedmon (SAS), Tyler Dorsey (R), Jeremy Evans, John Jenkins, DeAndre Liggins (DAL), Josh Magette (R), Miles Plumlee (CHA).
Out: ogni velleità di successo, José Manuel Calderón (CLE), Mike Dunleavy, Tim Hardaway Jr. (NYK), Dwight Howard (CHA), Kris Humphries (PHI), Ryan Kelly, Paul Millsap (DEN), Thabo Sefolosha (UTA).

Gli Hawks erano la squadra più insulsa dell’NBA quando erano in testa alla conference, adesso prenderanno il posto ideale dei cracker nella vostra dispensa, l’alimento così inutile da farvi preferire morire di fame piuttosto che usarli come spuntino. Collins sembra essere buono e coach Bud farà giocare i suoi in modo decente, ma per il resto sono messi come tutti gli altri.

Gruppo 2: non sono cani e non sono lupi, sanno soltanto quello che non sono. E che non sono buoni.

Il titolo è abbastanza esplicativo.

9) Charlotte Hornets

In: disfunzionalità in omaggio con Dwight, malessere in omaggio con Dwight, dieci minuti a partita di Dwight che tira mattoni alla lunetta, Dwayne Bacon (R), Michael Carter-Williams (CHI), Isaiah Hicks (R), Dwight Howard (ATL), Mangok Mathiang (R), Malik Monk (R), Marcus Paige (R), Julyan Stone, T.J. Williams (R).
Out: simpatia eventuale della lega, Marco Belinelli (ATL), Miles Plumlee (ATL), Brian Roberts, Ramon Sessions (NYK), Briante Weber (LAL), Christian Wood.

Entrambe le squadre in questa sessione possono benissimo arrivare ottave. Secondo me la differenza la farà Howard, in negativo, spaccando anche questo spogliatoio. Occhio a Monk però: è sceso agli Hornets in modo inaspettato grazie a Knicks, Kings e Wolfes che probabilmente lo rimpiageranno, sarà motivato ed è un giocatore che potrà essere molto esaltante.

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8) Detroit Pistons

In: Avery Bradley (BOS), Dwight Buycks, Langston Galloway (SAC), Luke Kennard (R), Luis Montero, Eric Moreland, Landry Nnoko (R), Anthony Tolliver, Derek Willis (R).
Out: Aron Baynes (BOS), Kentavious Caldwell-Pope (LAL), Michael Gbinije (GSW), Darrun Hilliard (SAS), Marcus Morris (BOS), Beno Udrih.

La squadra c’è, soprattutto con l’aggiunta di Bradley, ma con Reggie Jackson in regia è sempre come cercare di capire l’arte moderna. Kennard può contribuire già da subito, ma non stupitevi se questa squadra a gennaio sarà completamente diversa, neanche Drummond è più al sicuro.

Gruppo 3: eh dai, questo almeno è basket.

Queste squadre potranno regalare delle gioie inaspettate ai loro tifosi, ma non se la giocano con le prime tre della conference, figurarsi con quelle ad Ovest.

7) Philadelphia 76ers

In: speculazioni sul futuro prossimo della lega se le tre stelle riescono a giocare più di un terzo della stagione, speranza, gioia, Markelle Fultz (R), Kris Humphries (ATL), Amir Johnson (BOS), Furkan Korkmaz (R), James McAdoo (GSW), Emeka Okafor, J.J. Redick (LAC).
Out: disperazione, voglia di tankare, Gerald Henderson, Shawn Long (HOU), Alex Poythress (IND), Sergio Rodríguez, Tiago Splitter.

I Sixers sono arrivati. Fultz è il playmaker ideale per questa squadra, visto che è già un buon tiratore sugli scarichi e la palla la porterà spesso su Simmons, che dovrebbe finalmente esordire. Redick sarà fondamentale per il buon esito della stagione, ma gli infortuni saranno la variabile più importante. Se Embiid riuscirà a giocare sessanta partite senza smontarsi questa prenderà il posto dei Warriors come squadra da vedere. A Philadelphia, dopo sei anni di astinenza, nessuno vorrà giocare il primo turno.

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6) Miami Heat

In: Bam Adebayo (R), Larry Drew II, A.J. Hammons (DAL), Jordan Mickey (BOS), Kelly Olynyk (BOS), Derrick Walton (R), Matt Williams (R).
Out: Luke Babbitt (ATL), Chris Bosh, Josh McRoberts (DAL), Willie Reed (LAC).

L’anno scorso ci è andata male col progetto di tankare perché siamo troppo vincenti per pensare di perdere apposta, a meno che si tratti di chili, perché a far dimagrire i giocatori per renderli invincibili siamo i più forti. Miami sembra voler ricalcare le orme dei Thunder con Durant per creare una squadra di armadi incazzosi e criminali: fanculo la nuova NBA e il tiro da dietro l’arco, legnate e musi duri. Waiters ha preso il contrattone ed è pronto a conquistare il mondo e Dragic ha appena vinto l’europeo dominando con la Slovenia: se Winslow mostrerà progressi al tiro dopo l’infortunio farlocco del gennaio scorso, gli Heat potrebbero anche scalare le gerarchie. L’obiettivo non è ancora il titolo, prima deve arrivare l’eliminazione dei Cavs dai playoffs dopo una serie passata a legnare il prescelto. E forse questo è già l’anno buono.

5) Toronto Raptors

In: OG Anunoby (R), Lorenzo Brown, K.J. McDaniels (BKN), Alfonzo McKinnie (R), Kennedy Meeks (R), C.J. Miles (IND), Malcolm Miller (R), Kyle Wiltjer (HOU).
Out: DeMarre Carroll (BKN), Cory Joseph (IND), Patrick Patterson (OKC), P.J. Tucker (HOU).

Per trattenere Ibaka, la panchina si è praticamente annullata. La domanda è: ne varrà la pena? Molto, per i Raptors, dipenderà anche dai progressi di Powell e Wright, ma la finestra per i canadesi si è probabilmente chiusa nello scorso secondo turno. Vinceranno molte partite nella stagione regolare, come sempre, ma c’è qualcuno che crede ancora che possano arrivare in fondo?

4) Milwaukee Bucks

In: Joel Anthony (SAS), Sterling Brown (R), Gerald Green (BOS), Kendall Marshall, Brandon Rush (MIN), D.J. Wilson (R), James Young (BOS).
Out: Michael Beasley (NYK), Spencer Hawes.

I Bucks non hanno perso nulla, ma non hanno neanche guadagnato granché. I pezzi per uno scambio ci sono, ma i cervi stanno puntando tutto sul progresso del loro nucleo: Giannis potrebbe benissimo vincere l’MVP già quest’anno, se gli altri si dimostreranno all’altezza, ma i dubbi sono altri, principalmente chi sarà in grado di tirare con regolarità da fuori. Ricordatevi che i Bucks sono una squadra di mutanti iper-atletici e iper-lunghi, darebbero fastidio a chiunque a prescindere. L’anno scorso hanno quasi buttato fuori i Raptors giocando del basket abominevole, ma se Parker riuscirà a stare in campo e l’infortunio non sarà troppo micidiale, i progressi saranno già notevoli. Occhio sempre a Maker: il potenziale c’è, se riescono a pomparlo e a farlo stare di più in campo potrebbe rivelarsi l’arma segreta per questa squadra che, già così, può far paura anche alle prime tre.

Intanto, giusto per farvi salire un pò più di scaglia…

Gruppo 4: contendenti alla corona.

3) Washington Wizards

In: Carrick Felix, Tim Frazier (NOP), Jodie Meeks (ORL), Devin Robinson (R), Mike Scott, Donald Sloan, Mike Young (R).
Out: Bojan Bogdanovic (IND), Trey Burke, Brandon Jennings.

I Wizards non hanno fatto un cazzo, che è un miglioramento rispetto al firmare Mahinmi per 60 milioni come l’anno scorso. Tutto quello di cui hanno bisogno ce l’hanno già da qualche stagione e la chimica di squadra ha un peso non indifferente: bisogna vedere quanto possa durare. Gortat è in scadenza e probabilmente verrà ceduto, ma è fondamentale che Beal rimanga in salute. Per il resto basta dare la palla a Wall e farlo giocare: ormai è chiaro che sia lui il secondo miglior giocatore ad Est, per quel che vale. Non sarebbe incredibile vedere un upset di Washington contro Cleveland o Boston, ma sarà difficile crederci se continueranno ad avere in squadra sei giocatori decenti (ad esser generosi).

2) Boston Celtics

In: Kadeem Allen (R), Aron Baynes (DET), Jabari Bird (R), Gordon Hayward (UTA), Jonathan Holmes (R), Kyrie Irving (CLE), Shane Larkin, Marcus Morris (DET), Abdel Nader (R), Semi Ojeleye (R), Jayson Tatum (R), Daniel Theis (R), Andrew White (R), Guerschon Yabusele (R).
Out: Avery Bradley (DET), Jae Crowder (CLE), Gerald Green (MIL), Demetrius Jackson (HOU), Jonas Jerebko (UTA), Amir Johnson (PHI), Jordan Mickey (MIA), Kelly Olynyk (MIA), Isaiah Thomas (CLE), James Young (MIL), Tyler Zeller (BKN)

Irving sarà decisivo per il successo dei verdi, ma non stupitevi se sarà Hayward a prendere le redini della squadra su base regolare. I dubbi per Boston però riguardano tutti gli altri: quanto tempo impiegheranno per acquisire la chimica che avevano fino a maggio? Il talento, ora, c’è, non abbastanza per superare i Warriors, ma a sufficienza per giocarsela con Cleveland. Stevens negli anni è riuscito a trasformare anche Jordan Crawford in un giocatore decente, quello che può fare con Irving è oltre ogni immaginazione, ma, specie all’inizio, non sarà facile.

Boston Celtics Introduce Kyrie Irving and Gordon Hayward

1) Cleveland Cavaliers

In: José Manuel Calderón (ATL), Jae Crowder (BOS), Jeff Green (ORL), John Holland, Cedi Osman (R), Kendrick Perkins, Derrick Rose (NYK), Isaiah Thomas (BOS), Dwyane Wade (CHI), Ante Zizic (R).
Out: Kyrie Irving (BOS), Dahntay Jones, James Jones, Deron Williams, Derrick Williams.

I Cavs saranno senza Thomas fino a gennaio, ma non temete: Rose e Calderon prenderanno il suo posto e faranno cagare in difesa almeno quanto lui nel frattempo. Il problema di Cleveland era la difesa e la mancanza di giovinezza, perciò hanno deciso di voler giocare con Love centro titolare e di raccattare o rinnovare giocatori ormai sulle ultime gambe delle loro carriere. Crowder darà una mano, ma a tiratori sono messi sempre peggio: hanno la scelta dei Nets da usare in un’eventuale scambio, ma questa sembra un’ultima disperata accozzaglia, la presenza di Jeff Green lo prova. Se la giocheranno facendo 140 punti a partita e prendendone 130 e questo, in generale, non è mai stato un buon segno, ma Cleveland ha ancora LeBron e questo è l’unico motivo per cui sono primi in questa classifica. Ha ancora LeBron, almeno per ora…


 

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Luca Zaghini, nato a Cattolica il 17 gennaio 1993. Laureando in Italianistica, appassionato di linguaggio e pallacanestro: le mie giornate (ed il mio cuore) sono come un pendolo che oscilla incessantemente fra i maggiori pensatori di tutti i tempi e i più grandi ignoranti pieni di sé che abbiano mai messo piede su un parquet. Fermo oppositore dei compromessi, mi concentro solo sugli estremi della gerarchia cestistica, NBA e campionato universitario bolognese. Già redattore della pagina Deportivo la Piadéina.