Interventi a gamba tesa

GP di Malesia: Verstappen torna alla vittoria e la Ferrari capitombola

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L’ultima corsa sul circuito malese riporta alla vittoria il neo ventenne Max Verstappen, che con freddezza tiene a bada Hamilton, secondo sul traguardo, mentre le Ferrari affrontano un secondo weekend di crisi. Vettel, partito ultimo, compie una grande rimonta e arriva 4°, riuscendo quasi a soffiare il podio a Ricciardo. Raikkonen invece non riesce nemmeno a partire.


Red Bull.
Max Verstappen festeggia il suo ventesimo compleanno nel modo migliore possibile: con la sua seconda vittoria in Formula 1. Il piu “piccolo” dei big riesce a superare Hamilton nelle prime fasi e poi pone tra se e Hamilton una manciata di secondi fondamentale per farlo guidare tranquillo tutta la gara. Bravo e col sangue freddo, l’ olandese è oggi riuscito in un’impresa che a Sebastian ancora manca quest’anno: sorpassare Lewis Hamilton.
Daniel Ricciardo ottiene l’ennesimo podio stagionale, festeggia sul podio insieme al giovane compagno di team, anche se questa volta non è stato all’altezza dell’olandese.

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Mercedes.
Secondo weekend di fila fortunatissimo per Lewis Hamilton. Senza nulla togliere al suo innato talento, in queste ultime 2 settimane Hamilton è riuscito a guadagnare una barca di punti su Vettel proprio sulle pista che erano a favore della Ferrari. Bravo e lucido, oggi si accontenta del secondo posto. Non ha fatto una gara mozzafiato, ma per capire quanto si è spremuto oggi Lewis basta guardare quando ha passato il traguardo Bottas: 44 secondi.
Speriamo che Lewis, come si è lasciato alle spalle Bottas, si lasci alle spalle anche le polemiche nate dalla pubblicazione del video del cagnolino e di Trump. Anche un grande campione ha il diritto di esprimere le proprie idee politiche, quindi è giusto che l’abbia fatto. Che poi Lewis non sia un maestro d’eleganza già si sapeva.
Valtteri Bottas infatti ha fatto una gara da incubo, tenuto conto di che vettura guida. Dopo un’avvincente lotta con Ricciardo, viene superato e si ritrova quarto. Verrebbe da pensare che uno che guida una Mercedes non possa più farsi riprendere da nessun’altro e che quindi abbia ipotecato il 4° posto. Invece il buon Valtteri si fa prendere, sorpassare e seminare da Vettel, partito 16 posizioni più indietro di lui.

Ferrari.
L’Edipo di Sofocle ha dovuto affrontare meno disgrazie nella propria vita di quanto non abbia dovuto fare la Ferrari in questi ultimi 2 weekend.
Singapore era andata male? Nessun problema, anche Sepang è un circuito favorevole alla Rossa.
Vero, tanto che nelle prove le Ferrari mostrano una supremazia schiacciante. Ma la nuvoletta di pioggia fantozziana comincia a farsi intravedere sulle teste dei due piloti Ferrari già da sabato.
Sebastian Vettel, infatti, accusa un problema al motore durante le FP3 ed è costretto a saltare le qualifiche. Il diretto avversario di Hamilton in campionato è costretto a partire ultimo e a guardare dai box l’inglese che ottiene la sua 70° pole. In gara seb compie un impresa e si aggiudica il 4° posto. Peccato per i problemi perché queste weekend il tedesco ha dimostrato di avere un passo da lacrime agli occhi.
finita la gara, finita la sfiga no? Cosa altro potrebbe succedere? Potrebbe succedere che durante il giro di saluti al pubblico la vettura di Vettel abbia un incidente con quella di Stroll e venga distrutta. Le conseguenze? Se il cambio dovesse risultare danneggiato, dovrebbe essere sostituito e questo comporterebbe una penalità di 5 posizioni in griglia nella prossima gara. Proprio vero che al peggio non c’è mai fine.
Kimi Raikkonen invece porta a casa un’ottima 2° posizione in griglia sabato ed è carico, ha una macchina vincente e si vede che vuole fare una bella gara su questa pista in cui la vittoria sembra essere alla sua portata. Ma qualcosa può andare nel verso giusto? Chiaramente no. E così Kimi non riesce nemmeno a partire. La macchina accusa problemi in griglia di partenza e lo lascia a piedi. Peccato perché questa domenica c’era veramente il rischio di assistere ad una vittoria di Iceman, che in fondo in fondo tutti vorremo vedere.
In conclusione, che commento dare a questo weekend della Ferrari? Bah.

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Force India.
Ottima gara di Sergio Perez che arriva 6°. Ma poteva mancare una bella sportellata al compagno di squadra? Certo che no. Oramai ci siamo affezionati a queste effusioni tra le due Force India.
Esteban Ocon non fa una gara entusiasmante questa volta. Porta a casa 1 punto.

McLaren Honda.
Vandoorne fa una buonissima gara e conquista la 7° posizione. Il giovane pilota sta crescendo e si vede! Ha fatto molto meglio di Alonso sia in qualifica che in gara. Alonso è assolutamente sottotono e protagonista solo di un “battibecco” con Vettel. Lo spagnolo ha infatti lasciato sfilare Ricciardo mentre sembra aver opposto un po’ più di resistenza a Seb, che già ha l’incubo dei doppiaggi, se poi si trova un Alonso sulla difensiva va proprio in crisi.

Williams.
Il giovanissimo Stroll tira fuori gli artigli e compie un bel sorpasso sul compagno di squadra. Arriva sul traguardo 8°, ma il meglio deve ancora venire. E’ infatti dopo la fine della gara che entra in contatto con Vettel e distrugge la vettura del tedesco. Di chi è la colpa? Difficile dirlo, ma prestare un po’ di attenzione in più non farebbe male al giovane canadese.
Massa porta a casa un weekend un po’ grigio, forse dovuto al fatto che ha bisogno della conferma per il prossimo anno da parte della squadra.

Haas.
Magnussen si becca qualche insulto da Alonso ma non se la prende nemmeno più di tanto.
Grosjean arriva dietro al compagno di squadra dopo un weekend privo di emozioni.

Toro Rosso.
C’è una novità nel box Toro Rosso questo weekend: dopo aver detto “ciao ciao” a Kvyat, il team ha accolto una giovane promessa, Pierre Gasly. Il giovane, all’esordio, compie una buona gara, con prestazioni non lontane da quelle di Sainz. Carlos purtroppo, però, è costretto al ritiro.

Renault.
Palmer si rende protagonista di un bel testacoda, ma poi non fa niente di speciale.
Anche Nico Hulkenberg questa volta porta a casa una brutta gara. Finisce 16°, dietro al compagno di squadra.

Sauber.
La macchina non è per niente competitiva e né Wehrlein né Ericsson possono limitare i danni.
E ora il circus della Formula 1 si sposta in Giappone. Ci rivediamo tra pochi giorni a Suzuka.


 

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Nata a Brescia nel 1996. Fin da piccola si allontana dai giochi, sostituendoli con Valentino Rossi e Michael Schumacher. Studia Lettere Moderne all’Università Cattolica e nella sua vita è riuscita a guadagnarsi un retweet da parte di Paolo Beltramo, con tanto di 15 esaltanti minuti di fama come profetizzò Andy Warhol nella celebre frase "In the future everyone will be world-famous for 15 minutes".