Interventi a gamba tesa

Marc Marquez, El Chico Maravilla


Il Gran Premio d’Aragona si rivela una delle gare più emozionanti e ricche di spunti di tutto il mondiale: il vincitore è quello dei pronostici, ma ciò che accade alle sue spalle è una continua sorpresa.


Quando si spegne il semaforo è Jorge Lorenzo a prendersi la testa della corsa: il numero 99 sarà autore di una prestazione a livelli altissimi, difendendo la prima posizione per più di metà gara sinché non sarà costretto a cedere alle velocissime Honda ufficiali.

Il terzo gradino del podio ottenuto qui è, come afferma lui stesso, un risultato eccezionale: dopo un avvio di stagione in cui sembrava imbambolato, incapace di cavalcare quel toro meccanico che è la rossa di Borgo Panigale, ha avuto una crescita lenta ma costante e ora sembra iniziare ad esprimere al meglio il suo indiscutibile talento.

marquez

Raccoglie invece una vittoria pronosticabile Marc Marquez: nonostante una gara condotta sempre sul filo del rasoio (memorabile il suo tentativo di infilata su Valentino Rossi che lo porterà a fare la barba anche a Lorenzo, per concludere la performance con una gita fuoripista) e diversi errori il pilota di Cervera dimostra di averne abbastanza per ricucire il distacco e vincere con discreta tranquillità.

I punti raccolti qui, complici anche le prestazioni dei diretti inseguitori, rappresentano una ipoteca pesantissima sul mondiale.

E proprio in ottica campionato per MM93 fondamentale si rivela la prestazione del compagno di squadra Daniel Pedrosa: dopo averlo visto naufragare nel diluvio di Misano, disperso nelle ultime posizioni, si sarebbe potuto pensare che fosse ancora lì, a veleggiare in qualche risacca sul bagnasciuga delle spiagge di Misano Brasile.

Invece lo spagnolo è autore di una seconda metà di gara da applausi a scena aperta: quando tutti sembrano aver mollato la presa lui inizia a prendere a schiaffi il cronometro, emerge dalle retrovie e si ferma solo alle spalle del compagno di squadra.

Una doppietta, quella raccolta da Honda, che conferma la grandissima evoluzione tecnica del progetto, allo stato dell’arte sia motoristicamente che per quanto riguarda la gestione elettronica.

Il vero deluso della giornata è invece Andrea Dovizioso: il forlivese già sapeva di essere chiamato a limitare i danni in questa pista, tanto favorevole e gradita al suo avversario quanto ostica per lui… compito in cui però fallisce miseramente.

Il settimo posto raccolto dalla sua Ducati è un colpo importantissimo sulla classifica e sul morale: l’importante per il pilota italiano è non svegliarsi dal sogno mondiale, anche ora che l’obiettivo sembra essersi allontanato.

Un miracolo, ma soltanto a metà, lo fa invece Valentino Rossi: recupera dall’infortunio con la forza di volontà e la dedizione che soltanto chi ama alla follia questo mondo può avere.

Il pilota di Tavullia dice di sentirsi a posto fisicamente e la sua prestazione sembrerebbe confermarlo, infatti lotta per la parte alta della classifica e alla fine raccoglie un dignitosissimo quinto posto, dovendosi arrendere al compagno di squadra solo nelle ultime fasi della gara: un adolescente intrappolato nel corpo di un (quasi) quarantenne.

Un po’ insipida invece la prestazione di Maverick Vinales: le premesse della vigilia sembravano ottime ma in gara manca quel quid per permettergli di tenere il treno dei primi.

Nel confronto indiretto con Marquez il numero 25 è sembrato, nelle ultime gare, incapace di competere ad armi pari e, con un Andrea Dovizioso che cercherà sicuramente di rifarsi, il pilota di punta della Yamaha sarà chiamato a fare gli straordinari per tenere alti i colori della sua squadra.

Un risultato incoraggiante passato forse un po’ sotto tono è quello raccolto dall’Aprilia di Aleix Espargaro: un sesto posto a circa sette secondi dal vincitore potrebbe non sembrare un risultato così interessante, ma invece è il simbolo di una moto e una squadra che hanno affrontato in questi anni una evoluzione costante e che continuano ad inseguire risultati più adatti ad un reparto corse col lignaggio che i ragazzi di Noale possono vantare.

Ora il circus vola oltreoceano per la grande trasferta asiatica: si inizierà in Giappone, dove Honda e Yamaha si contenderanno una vittoria che pesa tantissimo in termini di prestigio mentre le Ducati, ed in particolar modo Andrea Dovizioso, cercheranno di fare il colpo gobbo, un’impresa che alle rosse non riesce da quando in sella c’era un certo Casey Stoner


 

Se ti è piaciuto questo articolo, leggi anche:

Andrea Antonio Carlomagno, nato a Rimini il 31 agosto 1993. Studia Giurisprudenza all'Università di Bologna, ma la sua vera passione sono i motori: dopo un'adolescenza fatta di miscela, per un certo periodo pensa di comprarsi una Harley-Davidson, poi per fortuna ritorna in sé. Oggi per lui ogni scusa è buona per lasciare i panni dell’aspirante giurista e indossare la tuta, che sia per piacere o per lavoro. Petrolhead, provocatore e avvocato del diavolo: se non lo aveste capito, meglio stargli alla larga.