Interventi a gamba tesa

Mondiale di ciclismo 2017: un arcobaleno nel cielo della Norvegia


Dal Regno di Froome a quello di Re Sagan il passaggio è breve, veloce come il girare senza sosta di una ruota di bicicletta.


Dopo la scorpacciata di corse a tappe dominate dal kenyano bianco, domenica 24 settembre con diretta integrale su Rai Sport ed Eurosport, tra le strade di Bergen, località situata sui fiordi norvegesi, andrà in scena il Mondiale di Ciclismo, gara di un giorno sempre molto attesa dagli appassionati e dai corridori che possono così ambire alla prestigiosa maglia iridata da poter sfoggiare tutto l’anno. Negli ultimi due anni la corsa ha avuto sempre lo stesso esito: la vittoria di Peter Sagan. 

Bergen la piovosa

A Bergen piove soltanto un paio di volte durante l’autunno, la prima da settembre a novembre, la seconda da novembre al primo di gennaio (Joe Nesbo – Il Pettirosso)

bergen

Quest’anno si corre in Norvegia, 24 anni dopo il trionfo a Oslo di un giovanissimo Lance Armstrong che vinse a sorpresa sotto un diluvio d’altri tempi. È stata scelta come sede una delle città più piovose al mondo, ovvero Bergen. Molte nazionali, compresa quella italiana, sono state create con un’identità adatta ad una giornata possibilmente resa durissima da freddo e condizioni meteo avverse. Paradossalmente però le notizie delle ultime ore vedono un tempo che per la giornata di domenica vira verso il ”bello”.

Percorso classico

bergen2017-circuito

Il percorso iridato ricalca quella che è la falsariga degli ultimi mondiali, un circuito veloce (e se non piove sarà anche poco selettivo) di 17,9km da percorrere 11 volte, dopo una parte in linea di 39 km. Il circuito è caratterizzato a metà percorso da una salitella breve e pedalabile (siamo in Norvegia e non poteva che chiamarsi Salmon Hill). La lunghezza totale sarà di 267 km, per un tracciato adatto ai velocisti resistenti.

Sagan favorito

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Un invito a nozze per Sagan che va all’inseguimento di quello che sarebbe un record assoluto, ovvero tre titoli mondiali consecutivi. Gli ultimi giorni però sono stati tribolati per il campione in carica, un’influenza lo ha messo ko ad inizio settimana e in molti sperano non sia solo pretattica.
Così mentre per le strade si prepara la festa per il terzo clamoroso sigillo del regnante slovacco di Zilina, un nutrito gruppo di rivali è pronto a rovinargli l’incoronazione.

Rivali accaniti

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Sulla carte i più accreditati a strappare a Peter Sagan il titolo di uomo in bicicletta più forte del mondo, sono l’australiano Matthews, gli uomini di casa Boasson Hagen e Kristoff, il polacco Kwiatkowski, il francese Alaphilippe, l’olandese Dumoulin (fresco vincitore dell’oro iridato nella cronometro) e i rappresentanti di due nazionali che saranno faro e ago della bilancia della corsa, Italia e soprattutto Belgio.

3 rivali, 3

boassonhagen

I 3 nomi più forti dopo Sagan sono senza ombra di dubbio: Matthews, mattatore di tappe miste al Tour dove ha ereditato proprio da Sagan la Maglia Verde della classifica a punti, Kwiatkwoski, vincitore quest’anno delle Strade Bianche e della Milano Sanremo, già Campione del Mondo nel 2014 e autentica bestia nera per Peter Sagan e soprattutto Boasson Hagen forse il più in forma di tutti, ex talento precoce ritrovatosi alla grande in quest’ultimo periodo, capace con le sue sparate nel finale di sconquassare tutto il gruppo,  uomo di casa e nemico giurato del connazionale Kristoff (campione europeo in carica, titolo conquistato in Danimarca poche settimane fa) con il quale dovrà dividere il ruolo del capitano.

Il Belgi… uhm

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Poi c’è una nazione intera che fa del ciclismo una religione, che trova nella birra e nelle due ruote coi pedali il paradigma da seguire. Una nazione che ha dovuto fare i conti con il ritiro pochi mesi fa di un certo Tom Boonen che da loro è famoso e ingombrante quanto Valentino Rossi da noi e che qui tra i fiordi di Bergen sarebbe stato di nuovo, tanto per cambiare, il capitano unico.
La nazionale belga invece avrà nella difficile quanto poco gestibile convivenza tra Gilbert (vallone, campione del mondo nel 2012) e Van Avermaet (fiammingo, campione olimpico in carica), una spiaggia di sassi da affrontare a piedi nudi.
Più tutta una serie di seconde punte e trequartisti (Wellens, Naesen, Benoot, Stuyven, Teuns, tutta gente forte e in forma), da sembrare una squadra di club voluta da Pep Guardiola.

Squadra dal potenziale enorme, visti i risultati in stagione nelle corse di un giorno, eppure sono tanti i dubbi tattici e punti di domanda che si portano dietro.

Italiani brava gente

nazionale-ciclismo-italiana

Poi ci siamo noi, con la Nazionale scelta dal C.T. Davide Cassani che è probabilmente la migliore formazione da molti anni a questa parte. Dopo tanto tempo presentiamo dei capitani che arrivano in grande forma e con vittorie pesanti alla vigilia del mondiale. Trentin (uomo buono ”per tutte le stagioni”) , Viviani (per uno sprint affollato), Moscon (può scattare sull’ultimo passaggio a Salmon Hill), Colbrelli (in caso di freddo e pioggia), questi i nostri 4 assi da calare e tutti con diverse caratteristiche da spendere sulla strada, senza dimenticare Ulissi e Bettiol, mezze punte che potrebbero inserirsi anche nella fuga buona per poi essere veloci allo sprint, De Marchi per le fughe da lontano, Bennati il ”regista” in gara, voce di Cassani in mezzo al gruppo e Puccio, unico vero e proprio ”gregario” della formazione.

Scenari plausibili

mondiali ciclismo

Detto di un percorso che senza pioggia rischia di essere meno selettivo del previsto, in caso di corsa asciutta è concreta la possibilità che a giocarsi la vittoria sia un gruppo di 50/60 corridori se non di più, anche se non mancano elementi capaci di guastare i piani a tutti e interessati a portare via un gruppetto di 7/8 corridori.
Anche qualcuno che da solo può provare ad andarsene nel finale lasciando la concorrenza a bocca aperta e con i polmoni svuotati. Gente come Boasson Hagen, Moscon, Jungels, Kwiatkowski, Dumoulin, Terpstra, Valgren, Stybar, Alaphilippe, Mohoric, Stuyven, nomi sicuramente di alto livello che potrebbero costringere le altre squadre all’inseguimento, ma se ci dovesse essere Sagan in gruppo, chi davvero avrà voglia di portare lo slovacco allo sprint?

In caso di sprint ristretto, a contendere la vittoria ai migliori ci sarà sicuramente il colombiano Gaviria che di questi tempi ha ritrovato la forma che aveva al Giro d’Italia e vorrebbe essere il primo colombiano a conquistare la maglia iridata nella prova in linea di ciclismo, dopo che Kwiatkowski è stato il primo polacco campione del mondo nel 2014 e Sagan il primo slovacco campione del mondo nel 2015 (successo poi bissato l’anno successivo). E attenzione anche al nostro Viviani. Più defilati invece Arndt, Mezgec, Swift, Jensen, Cort Nielsen, Impey.

Dovesse piovere, la corsa diverrebbe un terno al lotto, le condizioni atmosferiche dividerebbero i forti dai deboli in maniera marcata, anche stare in piedi diventerebbe un’impresa per i più scaltri e i nomi che potrebbero dire la loro, inserirsi tra i favoriti a 4 stelle aumentando le loro chance, potrebbero essere quelli dello svizzero Albasini, del belga Wellens e dell’italiano Colbrelli.

Mentre per le fughe a media gittata, dove verosimilmente i nostri uomini pronti ad inserirsi saranno De Marchi, Bettiol e Ulissi, occhio a gente come Calmejane, Gallopin, Benoot, Keukeleire, Durbridge, Geschke, Stannard, Paterski, Vakoc, Rojas.

Riepilogo dei favoriti

***** Sagan

**** Matthews, Boasson Hagen, Kwiatkowski

*** Kristoff, Trentin, Gilbert, Van Avermaet, Alaphilippe, Gaviria, Dumoulin, Albasini

** Viviani, Colbrelli, Andersen, Terpstra, Gallopin, Swift, Drucker, Boom, Mezgec, Wellens, Stuyven

* Stybar, Vakoc, Cort Nielsen, Valgren, Jensen, Calmejane, Arndt, T. Martin, Blythe, Lutsenko, D. Martin, Jungels, Poels, Moscon, Ulissi, Bettiol, Keukeleire, Benoot, Naesen, Van Poppel, Rui Costa, Mohoric, Herrada, Rojas, Dillier, Impey, Se. Henao, Uran, Richeze,  Durbridge, Postlberger

Il fascino intatto del Mondiale di Ciclismo, è dato dal vedere correre gli atleti con le proprie nazionali e non battagliare teleguidati dai direttori sportivi tramite radioline con le squadre di club, ma anche dal fatto che a volte questa corsa è decisa da un episodio che può premiare un atleta non pronosticato, un carneade.

Il sottoscritto declina ogni responsabilità se a vincere non dovesse essere un atleta del lungo elenco di cui sopra.


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Classe '82 come Contador, Kakà e Gilardino, ma non ho mai vinto né Tour de France, né Champions League, né Mondiale. Ho praticato diversi sport, ma gli unici che mi si addicono davvero bene sono quelli da vedere sul divano. Juve, fumetti, cinema horror, ciclismo e cibi unti, le mie più grandi passioni.