Interventi a gamba tesa

Alla conquista dell’Europa

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L’Under 21 azzurra che sta per prendere parte agli Europei di categoria è una delle più forti della storia italiana, almeno sulla carta. Tra teoria e pratica, però, passano 5 partite: quelle che conducono al trofeo finale, che al nostro Paese manca dal 2004.


Nella rosa che alzò al cielo di Bochum la coppa c’erano giocatori che avrebbero (ri)scritto anche la storia della Nazionale maggiore appena due anni dopo, sempre in terra tedesca. De Rossi, Gilardino (capocannoniere e migliore giocatore del campionato europeo di categoria), Zaccardo, Amelia e Barzagli. Al loro fianco Rosina, Bovo, Donadel, Bonera, Palombo, D’Agostino, Brighi e via dicendo.

Bochum, 2004. Gli Azzurrini di Claudio Gentile conquistano il Campionato Europeo di categoria. Beppe Sculli con la 11 è un sogno.

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Ora, alzi la mano chi pensa – dopo aver visto la lista dei convocati diramata da Gigi Di Biagio – che l’attuale formazione dell’under 21 sia più debole di quella del 2004. Nessuno, bene.
Ovvio che risulta semplicistico paragonare i singoli giocatori; 13 anni fa ce la giocammo contro la Serbia e Montenegro (ancora uniti, ebbene sì) di Krasic, Basa, Ivanovic, Bisevac e Jankovic. Quest’anno l’avversaria più temibile sembra essere la Spagna dei vari Bellerin, Deulofeu, Inaki Williams, Saul, Oliver Torres, Asensio e El Haddadi. Insomma, il livello pare alzarsi di edizione in edizione e, come detto, non basteranno i nomi o il curriculum eccellente.
Luigi Di Biagio, in carica sulla panchina degli Azzurrini dal luglio 2013, dopo l’esperienza con l’Under 20, riproporrà il 4-3-3 che lo ha portato a qualificarsi per il torneo continentale in Polonia. Modulo perfetto per i protagonisti chiamati ad interpretarlo al meglio.

Tra i pali ci sarà Gianluigi Donnarumma, portiere del Milan che ha rinunciato (posticipato) il diploma di maturità pur di essere presente in terra polacca. Classe 1999, classe cristallina e talento fuori dal comune: sarà importante però che si definisca la sua situazione contrattuale col Milan, per evitare distrazioni non necessarie. La batteria degli estremi difensori si completa con Cragno (1994), capace di trascinare in serie A con le sue parate il Benevento e Simone Scuffet (1996), ritrovatosi dopo qualche giro a vuoto, in seguito al famoso rifiuto all’Atletico Madrid.

La linea a 4 difensiva poggia su due centrali di sicuro affidamento. Daniele Rugani (1994), futuro della Juve e della Nazionale, potrà mettere in campo quanto appreso in 2 anni ad osservare la BBC bianconera. Al suo fianco, Mattia Caldara, anch’egli classe 1994 e futuro juventino. Il centrale atalantino è stata una delle note liete del cammino dei bergamaschi quest’anno: incredibile anche in fase offensiva, grazie ai 7 gol siglati in campionato. Sulla fascia sinistra ballottaggio tra il granata Barreca (1995) e il cagliaritano Murru (1994), entrambi reduci da stagioni ad alti livelli in serie A. Sulla destra agirà invece Andrea Conti (1994). Terzino a propulsione offensiva, altro gioiello della cantera atalantina e altro giocatore nel mirino dei grandi club, su tutti il Milan. Questo Europeo sarà un’occasione per confermarsi e per far crescere ulteriormente il prezzo del suo cartellino.

Daniele Rugani e Mattia Caldara, futura coppia juventina e attuale coppia titolare della difesa Under21.

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Le tre maglie del centrocampo sembrano avere già due padroni sicuri. Si tratta di Lorenzo Pellegrini (1996), che ha esordito con la nazionale maggiore di Ventura contro il Liechtenstein e di Roberto Gagliardini (1994), interista da gennaio dopo un semestre in A con la maglia dell’Atalanta (tanto per cambiare). Il primo farà probabilmente ritorno alla Roma dopo essere cresciuto moltissimo con la gestione Di Francesco a Sassuolo: ha doti più offensive e tecniche rispetto al collega di reparto. Proprio per questo motivo i due si integrano alla perfezione. La terza maglia sarà appannaggio di Marco Benassi (1994) probabilmente, il capitano della spedizione azzurra. Il giocatore del Torino conta più presenze con l’Under21 di chiunque altro all’interno del gruppo: 24 per l’esattezza, condite da 6 reti. Anche in questo caso, comunque, non mancano le “riserve” di lusso, fondamentali in una competizione che nell’arco di una settimana stabilisce chi andrà a giocarsi le semifinali. Rispondono al nome di Danilo Cataldi, classe 1994 in prestito dalla Lazio al Genoa nell’ultima stagione; Alberto Grassi (1995) dell’Atalanta, in prestito dal Napoli e Manuel Locatelli, regista del Milan classe 1998.

Il giocatore capace di rompere gli equilibri in mezzo al campo. In Pellegrini we trust.

Il tridente offensivo è una gioia per gli occhi. Per di più, offre diverse soluzioni tattiche. L’Azzurrino chiamato a farci più entusiasmare è Federico Bernardeschi, fresco di primo gol con la nazionale maggiore. Il numero 10 della Fiorentina non ha ancora sciolto i suoi dubbi sulla prossima stagione, ma un Europeo under21 vissuto da protagonista potrebbe convincere definitivamente Inter o Juventus che 50 milioni per un talento italiano del 1994 sono un ottimo investimento.
Con lui Domenico Berardi (1994), alla ricerca di continuità dopo un finale di stagione in crescendo rispetto ad una prima parte misteriosamente abulica tra infortuni e prestazioni sottotono. Attenzione anche al figlio d’arte Federico Chiesa (1997), “scoperta” di Paulo Sousa quest’anno e tra le poche note liete della Fiorentina. Gli arieti d’area, che avranno il compito di favorire le incursioni dei sopracitati Berardi e Bernardeschi, sono Andrea Petagna (1995), dell’Atalanta (…strano, vero?) e il suo “alter ego” Alberto Cerri (1996), una stagione tra Spal e Pescara, ma di proprietà della Juventus.

Il confronto tra i tre esterni del gruppo. Qualità, qualità e ancora qualità. (Dati WhoScored.com)

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L’obiettivo è dichiarato. Di Biagio ha ricordato che non basta il blasone, le partite vanno giocate. E vinte, nel nostro caso. Tutte.


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