Interventi a gamba tesa

Prevedibile, ma non così

nadal

6-2 6-3 6-1 in finale a Stanislas Wawrinka, soli 35 games persi in tutto il torneo: era pronosticabile la vittoria di Rafael Nadal al Roland Garros, ma certamente non con questo ruolino di marcia.


Il maiorchino, infatti, ha dominato il torneo in lungo e in largo, ad un livello non raggiunto neanche nei suoi tempi migliori, quando con lo strapotere fisico annichiliva gli avversari prima ancora, quasi, di scendere in campo. E dire che lo svizzero sconfitto in finale non è affatto l’ultimo arrivato, avendo già all’attivo tre titoli del Grande Slam (fra cui lo stesso Roland Garros del 2015) nonché essendosi procurato in semifinale lo scalpo di Andy Murray, numero 1 del mondo, dopo una battaglia in cui lo scozzese era stato ad un solo tie-break dalla vittoria.

“One is difficult. Two is impressive. Ten is Rafa”

Nadal che vince sulla terra non è certo una novità, ma i grossi sconvolgimenti provocati da questa affermazione parigina sono più che altro di classifica. Il duopolio Murray – Djokovic in vetta sembrava, infatti, dover reggere ancora per diversi anni, ma il calo del rendimento di entrambi i contendenti durante quest’anno ha portato i due finalisti del Philippe Chatrier ad infilarsi al secondo ed al terzo posto, con una classifica che ora recita: Murray, Nadal, Wawrinka, Djokovic. Contando che anche i margini si sono ristretti, e che appena dietro c’è un certo Roger Federer, il quale è ancora imbattuto nei (pochi) Slam e Masters 1000 che ha disputato, si può dire che gli sviluppi futuri di classifica siano quasi imprevebili. Sembra quasi certo che Andy Murray sia destinato a perdere lo scettro, ma ad oggi non si può dire né a vantaggio di chi né quando.

La classifica ATP aggiornata.

classifica atp aggiornata

I dubbi, poi, aumentano in virtù del fatto che dopo Parigi inizia la stagione sull’erba, cioè quella più breve dell’anno, su una superficie che per le sue peculiarità uniche offre spesso risultati a sorpresa. Tornerà certamente il pluricampione di Basilea, il numero uno scozzese respirerà spesso aria di casa… non ci resta quindi che aspettare!

Capitolo italiani. Son stati sostanzialmente mantenuti i pronostici della vigilia, anche se con qualche piacevole sorpresa. Si parla in particolare della vittoria al primo turno di Stefano Napolitano, giovanissimo tennista piemontese, contro Misha Zverev, famoso non solo per essere il fratello “anziano” dell’astro nascente Alexander ma anche per aver raggiunto in prima persona risultati importanti, fra cui la finale al torneo di Ginevra ottenuta solo la settimana prima (partendo, peraltro dalle qualificazioni). Ha deluso Fognini? Bisogna dire no, ma forse ha lasciato un po’ di rammarico per l’andamento di quel primo set contro Stan Wawrinka, dove avrebbe avuto la possibilità di portarsi avanti sfruttando un break di vantaggio, e dando quindi tutto un altro corso all’incontro. Perso il primo parziale si è spenta la luce, lo svizzero ha dominato ed è, poi, anche arrivato come già detto all’ultimo atto della competizione. Segno che, comunque, era in ottima forma. Per tutti gli altri tennisti azzurri vittoria al primo turno e sconfitta al secondo turno, da favoriti nel primo caso e da sfavoriti nel secondo. Ordinaria amministrazione, quindi, ma di qualità, contando che molto raramente l’intera nostra compagine supera il primo scoglio di uno Slam.


 

Se ti è piaciuto questo articolo, leggi anche:

Ex tennista dilettante dalle doti tecniche risibili, poi riciclatosi più efficientemente come giudice di linea, oggi serve lo Stato dietro una scrivania. Da sempre fan degli underdog, tifa Andy Murray da quando era il vaso di coccio dei Fab Four, nonché i maestri della variazione di ritmo come Fabrice Santoro e Florian Mayer e tutti i tennisti italiani.