Interventi a gamba tesa

Gp Canada 2017

EPA/VALDRIN XHEMAJ

EPA/VALDRIN XHEMAJ


Di questa tappa in Canada ricorderemo sicuramente l’ennesima conferma del fatto che Lewis Hamilton meirti di far parte del club riservato alle leggende, la doppietta della Mercedes che quest’anno non era ancora arrivata e una Force India da lacrime agli occhi.


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Mercedes
Lewis Hamilton
ottiene la sua 65’ pole position, raggiungendo i numeri di Ayrton Senna.
Le soddisfazioni per Lewis non finiscono qui visto che si porta a casa anche il Gran Chelem (pole position, giro veloce e vittoria in gara), oltre ad un casco appartenuto a Senna che gli viene regalato dalla famiglia del brasiliano. Nonostante nelle prove libere la Mercedes non avesse dimostrato una superiorità schiacciante, sabato la freccia d’argento di Hamilton attiva il suo pulsante magico e fa volare Lewis verso un tempo record di 1.12.692. Quand’è che anche Ferrari e Red Bull creeranno il pulsante delle magie, che trasforma la vettura da Formula 1 ad astronave?
La gara di Lewis è stata noiosa, sia per noi che per lui. Scappa al via e saluta la compagnia, in 70 giri da solo potrebbe anche aver avuto tempo di programmare il prossimo viaggio o di decidere quali sfilate andare a vedere insieme all’amico Neymar.
Valtteri Bottas porta a casa un buonissimo 2’ posto, anche lui più o meno in solitaria. Lo scatto al via del finlandese è buonissimo e gli permette di superare Vettel, da questo momento Valtteri comincia l’inseguimento su Verstappen che è secondo, ma al finlandese non viene richiesto alcuno sforzo visto che Max all’11° giro si pianta in mezzo alla pista a causa di un problema di natura elettronica.

Ferrari
Sebastian Vettel fa una partenza da ragazzino alle prime armi e ciò gli costa la gara. Dopo aver fatto a cazzotti alla prima curva con Bottas e Verstappen, la sua ala anteriore rimane danneggiata. Gli uomini Ferrari però stavano pensando già al divertimento di Riccione che li avrebbe aspettati al ritorno in Italia, e così non si accorgono del danno subito. Perdono l’occasione di fare entrare Seb durante la safety car per sostituire l’ala e lo fanno rientrare in ritardo di qualche giro. Comincia così la rimonta di Seb dall’ultimo al 4° posto, una rimonta bella e spettacolare, che la regia internazionale ha però deciso di non inquadrare, se non in rari casi, preferendo osservare il niente assoluto che interessava Ricciardo, Perez e Oconn.
Kimi Raikkonen, gara no anche per lui. Kimi parte male in Canada. Anzi malissimo e già perde posizioni. Poi non contento va sull’erba e rischia di stamparsi contro il muro finendo lì la sua gara, invece con un controllo eccezionale rimane in pista. La gara poi è anonima e sul finale purtroppo viene ripreso anche dal compagno di squadra. I problemi ai freni negli ultimi giri non gli permettono di lottare per il podio, così Kimi passa sul traguardo in 5° posizione. Ci si aspettava una cazzima agonistica non indifferente dopo le vicende di Montecarlo, ma qui non c’è stata. Ci si aspettava un Kimi con una sete di vendetta degna di Genny Savastano, ma niente. Vendetta rimandata al prossimo GP.

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Red Bull
Daniel Ricciardo conquista il 3° podio di fila, ed è un ottimo risultato tenuto conto dell’avvio di stagione della Red Bull. Daniel, mai in grado di avvicinare le Mercedes, riesce a difendersi a lungo dalle Force india e sul finale rischia di essere ripreso da Vettel. Ma resiste a tutto e porta a casa un ottimo 3° posto. Stoico.
Sul podio porta la sua classica ignoranza italo-australiana (un mix letale) e fa bere Patrick Stewart dal suo stivale. Grazie Daniel di regalarci queste emozioni.
Max Verstappen fa una partenza arrembante, fin troppo forse. Da toro impazzito quale è, fa a cazzotti con Vettel alla prima curva e ne esce vittorioso e senza danni. La seconda posizione è sua e vuole tenersela stretta. Qual è la peggior cosa che può succedere quando sei secondo e ti stai difendendo da Bottas? Problemi tecnici. Così Max, incolpevole, vede sfumare questa opportunità di podio.

Le Force India sono state la vera sorpresa della giornata.
Probabilmente grazie all’ultima evoluzione del motore Mercedes, da questa gara montato anche sulle vetture rosa e sulle Williams, si sono rivelate dei veri missili. Ocon ha disputato senza ombra di dubbio la gara migliore della sua giovanissima carriera (ma qualcuno ricorda che il campionato europeo di Formula 3 del 2014, quello che ha lanciato nell’Olimpo Max Verstappen, l’ha vinto lui, da debuttante nella categoria ?), gli è però mancata un po’ di cattiveria per tentare il sorpasso sul compagno di squadra, rispetto al quale oggi era “evidentemente” più veloce. I bravi ragazzi vanno in Paradiso, ma in questo sport spesso i risultati migliori li ottengono i figli di buona donna, vedi il giovane Senna, il giovane Schumacher, il giovane Vettel e anche l’olandesino… La stoffa però c’è ed è di ottima qualità.
Perez ha fatto una buona gara, ma oggi non ne aveva abbastanza, nemmeno con altri 500 giri a disposizione sarebbe riuscito a superare Ricciardo. E non vorrei che il suo rifiuto di lasciar passare Ocon come chiestogli dal muretto, scatenasse qualcosa più di una polemica.

Altra sorpresa in casa Williams con Lance Stroll che, oltre a non fare danni per la seconda gara consecutiva, riesce ad andare per la prima volta a punti proprio nel Gran Premio di casa, dopo aver lottato, fatto e subito sorpassi senza mai scomporsi, insomma, in una parola: bravo!

La gara di Massa, invece, è durata meno di un chilometro grazie alla trottola che aveva come passeggero Sainz, ma se il brasiliano fosse riuscito a partire decentemente, anziché compiere una partenza peggiore di quella delle Ferrari, facendosi sfilare da mezzo schieramento nello spazio di due curve, le cose magari sarebbero andate diversamente…
Gara decisamente sfortunata per le Toro Rosso. Sainz stringe Grosjean alla terza curva dando inizio a un valzer di testacoda in cui miracolosamente non viene centrato da nessuno, finendo poi contro l’incolpevole Massa e successivamente a muro.

Daniil Kvyat, dopo aver spento il motore all’inizio del giro di formazione, stava conducendo una buona gara in zona punti, ma è stato costretto al ritiro da problemi meccanici.

Una pista come questa, fatta di grandi accelerazioni e grandi frenate, non era sicuramente l’ideale per le McLaren e soprattutto per il motore Honda, e quindi non può stupire il 14° posto di Vandoorne, che ha fatto quel che poteva.
Invece Alonso, che si trovava comunque in zona retrocessione, ha marcato l’ennesimo ritiro al penultimo giro o giù di lì a causa di problemi al motore. Per consolarsi lo spagnolo è salito in tribuna, accolto da un bagno di folla.

Strepitoso Fernando.

Hulkenberg è riuscito a portare la sua Renault all’ottava posizione, rischiando addirittura di andare a prendere Raikkonen nel finale, dopo i problemi avuti dal finlandese. Palmer invece… c’era?

Grosjean, dopo l’incidente al via con Sainz (più per colpa dello spagnolo che sua) con conseguente sosta ai box per sistemare la vettura, inizia una rincorsa che lo porta a conquistare un punto con la decima posizione, mentre il suo compagno Magnussen combatte, fa a spallate, subisce anche una penalizzazione per un sorpasso in regime di Virtual Safety Car, ma alla fine non va oltre il dodicesimo posto.

Per quanto riguarda le Sauber, che dire? La gara l’ho vista in tv e non sono mai state inquadrate, neppure per sbaglio. Però, e non è la prima volta, quell’Ericsson che molti ritengono una pippa è arrivato davanti a Wehrlein, che molti ritengono un fenomeno. Forse avrebbero solo bisogno, entrambi, di un’auto più competitiva.


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Nata a Brescia nel 1996. Fin da piccola si allontana dai giochi, sostituendoli con Valentino Rossi e Michael Schumacher. Studia Lettere Moderne all’Università Cattolica e nella sua vita è riuscita a guadagnarsi un retweet da parte di Paolo Beltramo, con tanto di 15 esaltanti minuti di fama come profetizzò Andy Warhol nella celebre frase "In the future everyone will be world-famous for 15 minutes".