Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 38a giornata

crotone top

Top:

1) Crotone: “mercenari pagati e viziati”. Fino a due mesi fa aveva meno punti di quelli che ho io sulla tessera che non possiedo dell’Esselunga. Poi sarà il taglio di capelli di Falcinelli, sarà la minaccia di suicidio di Nicola, non ne hanno più sbagliata una e complice l’approccio all’ultima partita dell’Empoli che sembrava la nazionale cardiopatici al derby del cuore di metà agosto, agguanta il sogno e la Serie A per un altro anno. Perché gioia e dolore hanno lo stesso sapore con te. Ps: una teoria non confermata vorrebbe che quelli del Crotone abbiano fatto toccare un pallone a quelli dell’Inter rubando loro il talento. Il confronto dei punti non lascia dubbi. Chissà…

Per i ragazzi di Nicola, solo una sconfitta dal mese di Aprile ad oggi: allo Stadium contro la Juventus.

crotone last top

2) Insigne: quello che fa non è un goal. Non è arte. Non è poesia. Non è un orgasmo anche se di pippe ne avrà lanciate per aria. Quello che fa è fantascienza. Ignorante come un rutto in Chiesa al momento dell’eucarestia ma bello e pazzo come un cavallo matto. Insigne state of mind. Anzi Insigne steit of maind.

3) Taider: un giocatore così, con un goal così, contro un avversario così, può accompagnare solo. La prova che anche gli operai ogni tanto salgono in paradiso. Vai Saphir, vai a insegnare agli spacciatori di Marocco buono che si possono regalare anche altre emozioni.

 

Flop:

1) Empoli: presentarsi all’ultima partita dell’anno, contro una squadra già retrocessa con la stessa voglia di Bobo Vieri di farsi un frigo a pedali e la stessa gioia di Raikkonen alla fine del gran premio di ieri paga sempre… gli altri. Eppure mi ricorda qualcosa…uhm…ultima giornata, avversario già battuto, partita buttata via, beffa finale… uhm… tutte le strade portano al 5 maggio.

2) Donnarumma: Gigio io lo so che ti stanno tirando tutti per la giacchetta e tu sei l’unico che non ha ancora parlato. So anche che parlano di attaccamento e cuore solo perché sei buono al calcio, perché con Honda e Bacca col cazzo che azzardano certi discorsi. Però non farti tirare per la giacchetta sulle punizze che poi fai il mimo a mezza notte e torni a guadagnare trentordici euro al mese come i comuni mortali.

3) Reina: solite polemiche contro ignoti. Gioca con la Samp che è già in piscina a casa Ferrero, prende due goal con la stessa reattività di Jessica Fletcher sulla sedia a rotelle. Pepe vai farti un bocadillos che è meglio.

Capitolo Totti: siete pronti a fare polemica, insultarmi e bestemmiare il mio nome? Allora iniziamo… cos’è la gratitudine nel calcio? Un bel cazzo di niente. Non per i calciatori almeno e i più amati, di calciatori, sono infatti quelli che lo ammettono “sono rimasto tanti anni perché la squadra era… lo stipendio era… la famiglia era… io ero”. Cioè come in una coppia, come nella vita, quando più situazioni si incastrano ci si ferma. La gratitudine non esiste. Nel caso di Totti Francesco chi dovrebbe essere grato a chi? Una squadra che ha reso un Francesco qualunque capitan Totti o un Totti che ha potuto:

a) vivere impunemente per 20 anni ( ci siamo già dimenticati certe parole e atteggiamenti SEMPRE nei momenti meno opportuni?)

b) ha sempre messo se stesso davanti alla Roma e mai il contrario (la storia dei rigori ma banalmente anche il fatto di non aver mai fatto una dichiarazione in favore di Spalletti che ha avuto l’incancellabile colpa di difendere la squadra e comportarsi da allenatore di 24 persone e non da badante di una).

c) ha allungato la sua carriera di almeno due stagioni di troppo finendo, per il campione che è stato, francamente in maniera patetica… ma un campione può finire per essere una discussione sul fatto se debba giocare tre o cinque minuti ?).

d) Ha vinto poco per rimanere a Roma… no !!! Ha vinto poco perché ha preferito fare il re dello stagno, guadagnare cifre folli e diventare una leggenda vita natural durante, ergo il Signor Totti i suoi conti se li è fatti bene, bene.

e) Ha distrutto Spalletti e non si è comportato da Capitano mai (quante volte ha perso i nervi in momenti in cui serviva una scossa, quante volte non ha incitato i compagni, quante volte non è stato uomo squadra/spogliatoio).

totti top

Per questi e altri motivi, io saluto il fuori classe ma non il capitano mediocre. Io saluto Francesco ma non Totti. Io saluto e mi beo dell’estro ma bacchetto severamente l’incostanza che è poi il pregio e il peggior difetto della Roma stessa; che ha dei tifosi tanto obnubilati da non aver mai capito che il buono della vicenda era Spalletti e che c’è un tempo per tutti anche per chiudere come una leggenda senza costringere gli altri a farti chiudere per evidenti motivi. Ciao Francesco, saresti potuto essere più Totti come nel Mondiale del 2006, la tua massima espressione (che ti ho sempre riconosciuto). Sacrificio, coi cerotti… mai sopra le righe, sempre al servizio della squadra. Quanti assist, quanti passaggi, quanto sei stato presente nei momenti decisivi. E nessuno a celebrare il tuo nome. Ma la gente di rispetto e gratitudine non capisce un cazzo, vuole solo la propria dose di emozioni sintetiche. Per questo 70 mila imbecilli hanno pianto una fine che andava invece colta con un sorriso e un minimo di stile ed eleganza, gli stessi 70 mila che neanche ti hanno mai portato una rosa per averci fatto vincere il Mondiale (dalla metà campo in su).

Capitolo Palacio e Migliaccio: uno ha fatto il portiere e ha sacrificato i suoi anni migliori per Mazzarri e Nagatomo. L’altro è semplicemente Migliaccio. Addio con dignità a voi, veri eroi della classe operaia.

Fine delle trasmissioni. Al prossimo anno. Forse…scherzo, dove cazzo vado

#IamJackMoody


 

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Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.