Interventi a gamba tesa

Finalmente Pedrosa. Dai piccolino!

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L’arrivo del motomondiale in Europa ribalta tutte le aspettative della vigilia, consegnandoci una gara difficile da pronosticare fino a pochi giorni fa. Ma sono davvero cambiati gli equilibri in campo, oppure è solo un fuoco di paglia? Forse è ancora presto per dirlo, però…


… per Dani Pedrosa, “piccolino” per gli amici e per quei maestri d’ignoranza che gestiscono le comunicazioni del suo muretto, sarà sicuramente un weekend da ricordare: inizia ad essere in palla quando mette le ruote in pista per la prima volta e non smette fin dopo la bandiera a scacchi, inscrivendo il suo nome nell’albo d’oro del motomondiale nella gara n. 3000.

Ma il momento è positivo in generale per le moto di casa Honda, che continuano a mostrare una grande competitività che qui diventa dominio anche con Marc Marquez, autore di un secondo posto che vale più di un primo, visto il distacco ricucito in classifica dalle due Yamaha.

Il “miracolo” vero però, sportivamente parlando, avviene dietro: con una Ducati che fin qui qualcuno aveva scambiato per l’armata Brancaleone e che si riscopre invece capace di una gara di assoluto spessore su una pista tradizionalmente ostica per le rosse bolognesi, guidata da un Jorge Lorenzo a cui invece a Jerez hanno persino dedicato una curva, giusto perché si capisca che lui qui fa gli onori di casa quando gli altri arrivano e chiude a doppia mandata quando se ne sono andati via tutti.

Chi avrebbe mai sperato nel podio di Jorge Lorenzo qui a Jerez, visto l’avvio di stagione?

lorenzo pedrosa jerez

Può dirsi superato il momento critico che sembrava stessero attraversando le moto italiane?

Probabilmente è presto per dirlo e le difficoltà dell’altra grande casa giapponese in gara hanno sicuramente influito su questo successo; ciò che più conta adesso in quel di Borgo Panigale è continuare su questa strada di miglioramenti in attesa delle modifiche telaistiche di cui si vocifera, prestando attenzione affinché questa non si trasformi in una vittoria di Pirro (non Michele però, quell’altro che giocava con gli elefanti).

A separare il maiorchino da un comunque convincente Andrea Dovizioso c’è il vero candidato al titolo di Rookie of the Year, uno che il detto “furia francese e ritirata spagnola” pare avercelo marchiato a fuoco sotto la tuta: parte infatti fortissimo Johann Zarco ed arriva presto ad insidiare le posizioni di punta, salvo doversi poi arrendere alla triade spagnola.

Giornata nera invece per le moto di casa Yamaha, che nelle versioni 2017 scontano apparenti problemi di grip: Maverick Viñales strapazza la sua moto come un quattordicenne col Booster che cerca di pavoneggiarsi all’uscita da scuola ma, nonostante qualche sbavatura di troppo, raccoglie un sesto posto dignitoso in ottica mondiale.

Da dimenticare invece la gara di Valentino Rossi: un weekend piatto quello del pesarese che guida il mondiale ma, in una pista a lui congeniale come questa in pochi si sarebbero aspettati, dopo una prima metà gara senza infamia e senza lode, un finale da desaparecido, scalzato persino dalla (pur in netta evoluzione) Aprilia di Aleix Espargaro.

Pensare che non si possa fare peggio però sarebbe un errore: ci pensa infatti Andrea Iannone a continuare, con una sfortunata caduta in una gara comunque opaca, la striscia terribile di risultati per una prima guida forse ancora immatura, forse in balia di chissà quale inspiegabile problema tecnico.

Continua, seppur a piccoli passi, l’evoluzione delle carote di Mattighofen che qui hanno presentato un nuovo motore in configurazione Big bang oltre ad un’evoluzione più rigida del telaio a traliccio ricordando che uno dei pregi (apparentemente pochi) di questa soluzione è proprio la modulabilità e la facilità d’intervento per modificarne le caratteristiche strutturali.

I risultati, quelli veri, sono però ancora ben lungi dall’essere raggiunti per KTM (che mostra invece una crescita di assoluto rilievo in Moto2).

Era da molti anni che agli appassionati francesi mancava un talento cristallino come quello di Johann Zarco: certamente a Le Mans gli faranno sentire il loro supporto.

zarco motogp

La prossima tappa porta il circus della MotoGP sullo storico tracciato di Le Mans, con caratteristiche tecniche e climatiche molto diverse dalla pista spagnola, per un mondiale più aperto che mai: apparentemente infatti non sembra esserci alcun modo di prevedere cosa succederà in Francia (di certo gli occhi di tutti saranno puntati su Zarco, visti i tantissimi anni d’assenza di top rider transalpini dalla massima serie) se non aspettare le due settimane che ci separano dal Gran Premio.


 

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Andrea Antonio Carlomagno, nato a Rimini il 31 agosto 1993. Studia Giurisprudenza all'Università di Bologna, ma la sua vera passione sono i motori: dopo un'adolescenza fatta di miscela, per un certo periodo pensa di comprarsi una Harley-Davidson, poi per fortuna ritorna in sé. Oggi per lui ogni scusa è buona per lasciare i panni dell’aspirante giurista e indossare la tuta, che sia per piacere o per lavoro. Petrolhead, provocatore e avvocato del diavolo: se non lo aveste capito, meglio stargli alla larga.