Interventi a gamba tesa

Presentazione Contrasti


Contrasti. Un libro che, come qualcuno ha detto, “dovrebbe stare dentro ogni borsone da calcio”. Per dirla un po’ alla Federico Buffa “non succederà mai, ma questa è un’altra storia…”. E forse è proprio questo il problema…


Contrasti è il quarto libro di Luca Vargiu, arriva dopo Palle, Calci e Palloni (s)gonfiati, Procuratore? No grazie e Oltre la linea (“e non ho ancora trovato il mio ruolo all’interno di questo mondo del pallone”). Luca però non è uno scrittore, almeno a parole non si definisce tale, ma “semplicemente racconto storie”. Nel suo percorso letterario, definiamolo così almeno noi, è passato dalle vicende autobiografiche nella sua attività di procuratore di calciatori alle storie senza finale e senza nomi di Contrasti, con un riflesso però evidente della sua attuale attività di direttore sportivo del Cuneo Calcio Femminile. In un mondo a parte, per l’appunto, che è quello del calcio femminile.

La location per la presentazione, nel giorno dell’uscita cartacea del libro (il 27 aprile), è quella della Biblioteca “Dadone” di Carrù, a pochi km da casa. Per quanto riguarda i presentatori la scelta ricade su Nicola Schellino, amico di vecchia data, avvocato e assistente legale durante la “prima vita” di Luca come agente di calciatori e, un po’ a sorpresa, su di me. Tutti e tre su una panchina appena presa dal vicino campo di calcio a 7, con una borsa in pelle, un paio di scarpe da calcio, e l’immancabile pallone (sgonfiato) protagonisti proprio della copertina del primo libro. Gli arnesi del mestiere, insomma.

I proventi del libro saranno interamente devoluti in beneficenza alla onlus “Un cuore grande così”. “L’obiettivo è permettere a diverse persone con differenti disabilità di andare a divertirsi allo Stadio. Questo gruppo di tifosi del Genoa ha fondato la onlus per questo. In occasione di Genoa-Atalanta una persona è tornata allo stadio dopo 20 anni in cui non riusciva a stare in mezzo alla gente. Un grande risultato per gli operatori delle strutture che aderiscono all’iniziativa”.

La copertina del libro.

Contrasti copertina

 

Dalla prefazione di Pippo Russo (“Chi l’ha detto che il calcio non è uno sport individuale?”), si passa alle varie storie di calcio ed emarginazione. “Una mi ha colpito moltissimo. Volevo raccontare il tema dell’omosessualità legata al calcio, che sembra sia una cosa che non esista assolutamente. Tramite alcune amicizie sono entrato in contatto con un calciatore gay, che gioca anche ad alti livelli. La sua intenzione era quella di dichiararsi in diretta su Facebook, per togliersi questo peso che ormai si porta avanti da sempre. Non per diventare il paladino di qualcosa, semplicemente per smette una volta per tutte di fingere. Il termine per questo annuncio però continua a slittare, tutt’ora non so se e quando lo farà. Lui in ogni caso si è fidato di me, arrivando a parlarmi direttamente e non più tramite un intermediario. Mi hanno già chiesto di dire il nome, ovviamente non lo farò”.

“Ognuna di queste storie ha fermato l’attimo in cui c’è un contrasto, un ostacolo da superare. Era quell’attimo che a me interessava, in cui si è inevitabilmente soli”. I problemi sono esistenziali, è il calcio ad amplificarli. “L’ultima storia è quella che emotivamente mi ha coinvolto tantissimo. Si tratta di un ragazzo che gioca a calcio, senza avere una gamba. Lui gioca nella Nazionale amputati, con le stampelle. Mi ha raccontato tutta la fatica nel battere un rigore, i calli sulle mani. Non vede l’ora di giocare i prossimi Mondiali, vuole sfidare i più forti. E’ lo stesso messaggio di chiunque pratichi uno sport, ma passa attraverso tutti quei rifiuti che ha avuto da piccolo, chi vuol giocare a calcio con una persona senza una gamba?”.

“La storia più complicata? Quella del Numero 18, un ragazzo che si è trovato sperduto e da solo in mezzo a un mondo che non riusciva a capire che infortunio avesse. Perchè il suo comunque non era un infortunio. Lo sport in questo caso non è inclusione, tutt’altro”.

Uno sguardo poi naturalmente al calcio femminile. “Il nostro presidente federale Tavecchio sostiene che alla fine le donne che giocano a calcio non sono poi così handicappate rispetto agli uomini. Questo è lo stato attuale della situazione in Italia. Non vedo perché una ragazza che gioca in Serie A, che il sabato e la domenica va a fare la stessa cosa di un suo “collega” maschio, non debba essere considerata alla pari. Per lei è un hobby, per lui un lavoro. E di mezzo però ci sono tantissimi allenamenti, sacrifici, treni presi e trasferte lunghissime”.

Questo uno dei tanti contrasti da vincere. “Non è tutto bello. Quando si parla di giovani, si dovrebbe veramente dedicarsi a questo tenendo presente le responsabilità che si hanno nel far fare calcio (e sport in generale) a più di un milione di ragazzi. In mezzo a questa immensa formazione di ragazzi e ragazze che giocano a pallone, non tutti devono diventare dei campioni, non tutti devono vincere a tutti i costi. Tutti però devono poter fare sport e crescere anche attraverso i valori che questo deve trasmettere. Spesso non funziona però così”.

Ecco perché un libro così nel borsone da calcio forse non guasterebbe…

Contrasti lo trovi qui 

Emanuele Lubatti


 

Se ti è piaciuto questo articolo, leggi anche:

La redazione di Sportellate.it nasce in un attico riminese nell'estate del 2012. Oggi è la voce di una trentina di ragazzacci da tutta Italia. Non ama prendersi troppo sul serio.