Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 34a giornata


Top

1) Keità: vi ricordate quando distrusse una Lamborghini a noleggio e decise che non valesse la pena di ripagarla? Beh oggi la Lamborghini è lui. Svernicia tutto ciò che di rosso vestito possa esserci. Quando si leva la maglia provoca un squirt collettivo in curva nord che lo tsunami spostalo proprio. Incontenibile. Negli spogliatoi il proverbiale rapporto per eccesso di velocità ma molti più numeri di telefono da richiamare #Keitàdefemme

2) Milinkovic Savic: passeggia per il campo a due all’ora saltando senza sforzi i giocatori della Roma che sembrano Aldo, Giovanni e Giacomo ne i bulgari. Fa tutto con una calma disarmante ma lo fa dannatamente bene. Come quando ruba il rame dallo spogliatoio della Roma a fine partita. #Lupin

3) Insigne: non segna e davanti non ha esattamente Scirea e Cabrini ma salta #lagente come Harry Potter le svolte etero della sua storia. Disegna traiettorie per le quali i giocatori dell’Inter minacciano più volte di abbandonare il campo. Una personalità e una bravura che non stupirei se diventasse capoclan a Scampia in Gomorra 3 #scugnizzo

Flop

1) Strootman: più zingaro di quelli del Lidl. Ruba un rigore che neanche Krasic negli anni d’oro. Potrebbe fare il corretto e dichiararlo ma poi vede De Rossi che si mantrugia l’uccello davanti alla panchina della Lazio #delicatissimo. Così continua la sua partita anonima e scorretta. Il silenzio degli innocenti #ahmaèlercio

Tuffo da voti altissimi per Kevin.

voti flop

2) Nagatomo: già è scarso come un involtino primavera preparato da un danese, in più il Napoli è la sua fottuta kriptonite. Pioli valuta entrambe le cose e lo schiera capitano al centro del modulo “palla a Naga e poi ci pensa lui”. E così è. Però tutti sono buoni a odiare Nagatomo io no, se mi porta un tiger roll a casa lo perdono.

3) Zapata: più irritante di un brufolo sul glande quando lei decide di concedersi dopo cena minimal al costo maximal di euro 300. Dorme come i messicani dell’estathè e non imposta neanche la sveglia per la fine della partita. #piccolaKendy
#iamJackMoody


 

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Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.