Interventi a gamba tesa

N.8


Il contrasto è un impedimento.

Il contrasto è un ostacolo lungo il cammino.

Il contrasto è uno scontro.


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“A parole lo sport dovrebbe aiutare a superare qualsiasi pregiudizio, essere inclusivo e annullare le differenze. Bella cazzata!”

Il N.8 lo sa che non è così, ma ha deciso.

“Sarò, il primo calciatore italiano a dichiarare di essere omosessuale, dovrei sentire il peso e la responsabilità di quello che sto per fare o pensare alle conseguenze?” 

In un mondo dove regna il giudizio preconfezionato e l’omosessualità viene percepita in modo diverso se si parla di maschi o femmine però il passo non è certo semplice.

“La difficoltà a parlare di calcio e omosessualità è enorme, soprattutto se si tratta di maschi. La cosa buffa invece è che nel calcio femminile è tutto il contrario, lì sembra un miracolo pensare di trovare una donna che non sia lesbica. Ora, oltre ad essere assurdo, non dovrebbe sembrare strano? Invece la percezione è questa: le donne che giocano a calcio sono lesbiche i maschi che giocano a calcio sono etero. Punto. E il fatto che per tutti vada bene così indica quanta strada ci sia ancora da fare.”

Il N.8 non vuole dare l’esempio, essere un eroe, il paladino dei diritti dei calciatori omosessuali o aprire una strada. E’ solo stanco di fingere di essere quello che non è.

“Lo faccio per me. Perché non ho più voglia di nascondermi. Sono egoista, lo ammetto. Ma non me ne frega nulla. Sono solo stanco di dover mentire o inventarmi scuse per sembrare di non essere quello che sono.”

L’ultimo passo di un percorso per nulla semplice, che il mondo pallonaro  attratto più dal pettegolezzo nemmeno prende in considerazione.

“E invece sono un calciatore e sono stato un adolescente che ha dovuto imparare a conoscersi e ad accettarsi e a gestire la propria vita a casa, a scuola e in campo. Soprattutto in campo, all’interno dello spogliatoio, che è l’anima di un gruppo ma è – sembra debba esserlo per contratto – il regno dei maschi veri.”

E poi? Riuscirà a fare finta di nulla? Avrà il sostegno dei compagni? Di una Federazione imbarazzata (e imbarazzante)?

“Non ricordo di aver mai sentito un membro della federazione esprimersi in modo non imbarazzato sull’argomento e nemmeno di aver visto la federazione stessa fare davvero qualcosa di concreto, parlare in modo serio e consapevole per iniziare a togliere i pregiudizi legati al calcio e l’omosessualità, anzi è capitato l’opposto.”

Forse il contrasto del N.18 è più complicato di quanto si possa immaginare e la colpa non è certo sua.

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Contrasti è in arrivo molto presto.

Contrasti definitiva


Contrasti è il nuovo progetto editoriale a scopo benefico di Luca Vargiu e di Sportellate che, andando a toccare argomenti delicati, alcuni ancora un tabù per il mondo del pallone, settimana dopo settimana, prenderà forma in questo spazio. Frammenti di storie, indizi, e numeri di maglia dietro ai quali ci sono piccoli e grandi protagonisti alle prese con un contrasto in grado di segnare nel bene e nel male – e forse anche definitivamente – la loro vita sportiva.


 

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Luca Vargiu nato a Genova nel 1971 con due mesi di anticipo e nel giorno di Pasqua, ha iniziato fin da subito a disturbare i piani delle persone che la domenica pensano di stare tranquilli. Agente di calciatori non per passione ma per sfida, non campa grazie al pallone. Cresciuto in Gradinata Nord ama il calcio così tanto da odiarlo spesso, ha scritto di calcio in alcuni libri (Procuratore? No, grazie! - Oltre la linea – Contrasti, storie di calcio sospeso, Vincolo 108 e dintorni, Ancora oltre la linea) e minaccia di continuare a farlo.