Interventi a gamba tesa

Vinales lancia la caccia a Marquez, Rossi alla Decima


L’ossessione per la vittoria di Marquez, la rincorsa di Rossi all’agognato decimo titolo, la nuova sfida di Lorenzo in Ducati e la voglia di stupire di Vinales sono solo alcuni degli spunti che terranno gli appassionati della MotoGP incollati al divano.


A pochi giorni dal via (domenica in Qatar si inizierà a fare sul serio), l’uomo da battere resta sempre lui, Marc Marquez. Il pilota di punta della Honda, che si è aggiudicato tre degli ultimi quattro titoli mondiali di MotoGP, al dispetto di ogni considerazione, non può non godere dei favori del pronostico. Veloce, spietato, lucido e calcolatore il Marquez ammirato sin qui. Insomma, un pilota completo, mentalmente indistruttibile, che nella passata stagione ha messo in pista una costanza fuori dal comune (a podio in 12 delle 18 gare totali, con un solo zero all’attivo e ben 5 successi conquistati). Nei test invernali non ha brillato, è vero, ma neppure in quelli passati aveva fatto faville, anzi. Marc quest’anno si ritrova tra le mani una Honda dalla grande potenza, non sempre facile da gestire. Saprà lottare già in Qatar per la vittoria? Probabilmente sì, ma scommettiamo che se dovesse accorgersi di non avere margine, inizierebbe a correre di ‘testa’, come nel 2016, mettendo in saccoccia più punti possibili, aspettando momenti e circuiti più propizi.

Ma la vera incognita sulla strada di Marquez (e non solo) per il titolo iridato, si chiama Maverick Vinales. Il nuovo compagno di Rossi ha dominato i test pre-stagione (anche se la gara resta un’altra cosa), sorprendendo tutti per il naturale e immediato feeling i con la nuova M1. L’impressione è che lo spagnolo sia arrivato al posto giusto nel momento giusto. La Yamaha, infatti, pare essere la moto più versatile del gruppo e Maverick un pilota ‘pronto’ per il titolo. Il 22enne di Figueres è spavaldo, aggressivo e determinato al punto giusto, ma soprattutto ha talento da vendere, come dimostrano la vittoria e i tre podi ottenuti l’anno scorso in sella alla Suzuki, moto non certo al livello di Honda, Yamaha e Ducati. Le incognite? La tenuta sul bagnato e la non semplice convivenza con Valentino.

Rossi l’ha recentemente definito ancora più forte di Lorenzo.

vinales

Già, Valentino, 38 anni e ancora una voglia matta di stupire e inseguire quel decimo titolo che avrebbe meritato già due anni fa. Il Dottore, più che con l’età, dovrà fare i conti in primis con la freschezza e il talento del duo Marquez-Vinales , oltre che con la voglia di rivalsa di Lorenzo. Sulla carta Rossi ha tutto per sognare la Decima: un team collaudato, carisma, esperienza, scaltrezza e tenuta mentale. La pista, però, al momento ha detto che il pilota di Tavullia non ha ancora il giusto feeling con la nuova M1. Il telaio 2017 resta per il Dottore un’incognita da risolvere al più presto. E poi c’è l’ipotetica grana Vinales: tolto di mezzo Lorenzo, dall’altra parte del box si è materializzato un compagno più giovane e forte. Insomma, l’impressione è che Valentino, se vorrà lottare per il titolo fino all’ultima gara, dovrà andare ancora una volta oltre i propri limiti.

E poi c’è Jorge Lorenzo, fresco di trasferimento in Ducati. Il pilota maiorchino prosegue l’apprendistato sulla Desmosedici tra alti e bassi. L’obiettivo realistico della sua stagione, al momento, appare il seguente: portare la Rossa sul gradino più alto del podio in almeno un paio di gare. Il mondiale? Sarebbe un’impresa epica, superiore persino a quella compiuta da Stoner nel 2007. Di sicuro Lorenzo, con la sua costanza e facilità di messa a punto, potrebbe aiutare la Ducati a inserirsi tra la Honda e la Yamaha in più di un’occasione, mentre la Desmosedici potrebbe migliorare il rendimento del pilota spagnolo sul bagnato, da sempre suo tallone d’Achille.

Infine, ci sono gli outsider Pedrosa, Dovizioso e Iannone. Il pilota forlivese della Ducati, appare tra i tre, quello con le maggiori possibilità di andare a podio e, perché no, come accaduto l’anno scorso a Sepang, centrare persino il bersaglio grosso. Rispetto a Lorenzo ha il vantaggio di conoscere già pregi e difetti della Desmosedici e, se la sfiga che a lungo lo ha bersagliato nel 2016, quest’anno finalmente si scorderà di lui, potrebbe compiere un importante balzo verso il trio Marquez, Vinales, Rossi. A Dani Pedrosa, invece, sono sempre mancate quel pizzico di costanza e la giusta dose di cattiveria nei momenti cruciali per poter lottare a lungo con i migliori. Con Marquez in casa, poi, imporsi ad alti livelli diventerebbe arduo per chiunque, ma ‘Camomillo’ ha l’obbligo e le potenzialità per migliore lo score della passata stagione (un solo successo e due terzi posti). Da Andrea Iannone, invece, è lecito attendersi a luci e ombre. Dopo una stagione, quella scorsa, da protagonista in Ducati, seppur con troppi litigi e cadute, il pilota abruzzese ha scelto la Suzuki per completare quel percorso di maturità sportiva che in futuro gli consentirebbe di ambire a un posto nel team ufficiale di Yamaha o Honda. Finora, nei test, ha convinto a metà, ma i margini di crescita della nuova Suzuki sembrano interessanti.

Senza dimenticare l’incognita Belen…

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Marquez, Vinales, Rossi, Lorenzo, Dovizioso, Pedrosa e Iannone. Ecco la nostra griglia di partenza per la conquista del mondiale, mai come quest’anno aperto e imprevedibile.

di Lamberto Abbati


 

 

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