Interventi a gamba tesa

N.19


Il contrasto è un impedimento.

Il contrasto è un ostacolo lungo il cammino.

Il contrasto è uno scontro.


Contrasto n. 19

Al N.19 piace contare passi e secondi.

“Conto passi e secondi, lo faccio fin da quando ero un bambino, colpa di un gioco inventato da mio padre che portava a sfidarci nel misurare lo spazio e il tempo da un certo punto a un altro.”

In questa storia ci sono passi e ci sono secondi a separare il N.19 da un tiro dal dischetto. Non un tiro dagli undici metri qualunque però, questo è un calcio di rigore pesante, decisivo.

E forse storico.

“Se segno, tra meno di sessanta secondi finisco dritto dritto nella storia, se sbaglio lascio il compito di chiudere il discorso, e forse la gloria, a un mio compagno.”

Cosa passa nella testa di un giocatore che sta per battere un rigore di questo tipo? Ci avete mai pensato?

“Dovrei avere timore ed essere un po’ agitato, invece nessuna paura, sono tranquillo e determinato, non ho certo intenzione di farmi sfuggire un’occasione così ghiotta per diventare un eroe. Tra massimo un minuto voglio esultare, festeggiare la vittoria, urlare correndo verso i miei tifosi e aspettare di essere sommerso e stritolato dagli abbracci e dai corpi dei miei compagni.”

E cosa succede intorno a lui?

Perché in mezzo al campo ci sono i compagni.

“Passo al fianco di due compagni abbracciati, altri sono seduti con la testa china sulle gambe dal primo rigore battuto, uno mi da un buffetto sulla nuca, altri due mi incoraggiano urlando. Ognuno vive in modo diverso questi momento.”

Ma anche gli avversari.

“Gli sguardi degli avversari adesso sono tutti per me, loro un errore lo hanno commesso, noi no. Sono tranquillo, del resto è solo un calcio di rigore, no?” 

E il mister, quello che gli ha quasi imposto di tirare.

“Chissà per quale motivo il mister ha scelto me e se in questo momento è ancora convinto della sua decisione.” 

Oltre ai tifosi.

“Guardo il lato sinistro dello stadio e vedo bandiere che sventolano e gente che mi grida qualcosa.”

Nessuna paura. Il momento è delicato ma le motivazioni non mancano.

“Visto che devo per forza scrivere qualche riga di questa pagina di storia sportiva, meglio renderla indimentcabile abbattendo porta e portiere.”

Le certezze, la sicurezza e la tranquillità però diminuiscono man mano che i passi e i secondi si riducono avvicinandosi al dischetto.

“Mi fermo un attimo, alzo lo sguardo verso la porta, il portiere mi aspetta vicino al dischetto, forse vuole infastidirmi, distrarmi, innervosirmi.”

Fino a quando il silenzio diventa assordante e si sente solo una cosa.

“Il suono del fischio rimbomba in tutto lo stadio.”

Il contrasto del N.19 dura un minuto, e quello che accade in questi sessanta secondi nessuno lo ha mai raccontato.

Dopo il N.86, il N.23 e il giovane Senza numero un altro giocatore alle prese con un ostacolo differente, si aggiunge alla formazione di Contrasti.

Appuntamento al prossimo ostacolo da superare, quello di un piccolo N.1.

Contrasti definitiva


Contrasti è il nuovo progetto editoriale a scopo benefico di Luca Vargiu e di Sportellate che, andando a toccare argomenti delicati, alcuni ancora un tabù per il mondo del pallone, settimana dopo settimana, prenderà forma in questo spazio. Frammenti di storie, indizi, e numeri di maglia dietro ai quali ci sono piccoli e grandi protagonisti alle prese con un contrasto in grado di segnare nel bene e nel male – e forse anche definitivamente – la loro vita sportiva.


 

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Luca Vargiu nato a Genova nel 1971 con due mesi di anticipo e nel giorno di Pasqua, ha iniziato fin da subito a disturbare i piani delle persone che la domenica pensano di stare tranquilli. Agente di calciatori non per passione ma per sfida, non campa grazie al pallone. Cresciuto in Gradinata Nord ama il calcio così tanto da odiarlo spesso, ha scritto di calcio in alcuni libri (Procuratore? No, grazie! - Oltre la linea – Contrasti, storie di calcio sospeso, Vincolo 108 e dintorni, Ancora oltre la linea) e minaccia di continuare a farlo.