Interventi a gamba tesa

Senza numero


Il contrasto è un impedimento.

Il contrasto è un ostacolo lungo il cammino.

Il contrasto è uno scontro.


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C’è stato il N.86 con i suoi dubbi lontano da casa e poi il duro contrasto che mette in serio pericolo la carriera del N.23, ma avete mai pensato di vedere una partita di calcio da una diversa angolazione? Con gli occhi di un altro protagonista? Magari quelli di un ragazzino che sta giocando una partita in oratorio.

“Una gara indiavolata, sette contro sette, chi perde paga la pizza e pure la coca cola, anche se già buona parte del gruppo beve la birra.”

Un ragazzino che tra un calcione e l’altro, una sfida con l’amico rivale sempre troppo “avanti” rispetto a tutti gli altri, all’improvviso capisce quale sarà il suo spazio da conquistare all’interno di un terreno di gioco.

“La discussione è animata, parecchio animata, come sempre. Mentre uno gesticola mimando il fallo, l’altro spintona palla in mano e tutti urlano. In mezzo a questo caos mi rendo conto che mi piacerebbe essere quello che decide se questa entrata è da calcio di rigore o meno e zittire questi esaltati con dei cartellini gialli e rossi. Schiaffati su quel muso urlante, alzati sopra la fronte.” 

Quindici anni e la consapevolezza di dover affrontare un percorso lungo, complicato e pieno di ostacoli tra i pregiudizi e la sfiducia degli altri protagonisti in campo e della gente fuori.

“Mi accorgo subito degli sguardi dei coetanei giocatori e degli adulti nel vedere entrare un ragazzino come me.”

Grinta, carattere e determinazione. La piccola carriera prende forma, gli interlocutori in campo cambiano perché il giovane senza numero non sbaglia un colpo sotto gli occhi di chi decide quando è il momento di salire di categoria.

“Io, ancora minorenne mi ritroverò ad arbitrare gente adulta e non solo ragazzi più grandi di me, uomini dell’età di mio padre, trentacinquenni veterani della categoria, scafati maniscalchi del pallone. Qui le botte sono più frequenti e le risse pure, il lavoro per un direttore di gara è parecchio complicato e anche la sua sicurezza non è che sia così garantita.”

Senza numero è un ragazzino ma dagli spalti viene considerato e trattato per quello che rappresenta (un arbitro) e non per quello che è (un ragazzo che sta diventando arbitro). Nessuno sconto per lui, che conosce così le prime uscite dal campo scortato dalla polizia.

“So che presto o tardi qualcosa capiterà anche a me, lo dice la statistica.”

Poi c’è il campo con gli adulti che pensano di poter gestire un ragazzino col fischietto tra le mani come vogliono. Sbagliando però.

“Oltre un limite li caccio fuori dal campo, escono sbraitando, puniti da un ragazzino poi è pure peggio. Non nego un certo piacere nel vederli uscire così, annotare ogni singolo insulto da scrivere sul referto a fine gara e poi immaginare quante giornate di squalifica riusciranno a guadagnarsi.”

Un padre sempre presente che da forza.

“Mentre corro, fischio, decreto rigori, annullo gol, espello, affronto a muso duro adulti in panchina e distribuisco cartellini gialli lui c’è.”

Una mamma in ansia.

“Mamma mi ha già detto che prenderà dieci gocce di Xanax per stare tranquilla, nel suo famoso ottimismo mi vede già aggredito da genitori maneschi in discesa dalla tribuna. Per lei oggi sarà una lunga e dura giornata, la prima di tante.”

E gare sempre più complicate.

“L’appello è carico di tensione, pazzesco come una gara di questo tipo riesca a creare questa atmosfera così tesa. Sarà una direzione dura, lo so.”

Forse ostacoli troppo grandi per lui.

“Vedo gli sguardi dei giocatori che mi scrutano, so perfettamente che in modo diverso ognuno sta facendo qualche pensiero su di me e sulla mia età. Probabilmente qualcuno, il più navigato della categoria, starà anche pensando a come mettermi in difficoltà e trarne un vantaggio.”

Il contrasto per questo protagonista senza numero si ripete gara dopo gara mentre la sua carriera  prende forma.

Resisterà?

Contrasti torna la prossima settimana con una nuova anticipazione e vi da appuntamento ad Aprile in libreria.

Restate in contatto!

Contrasti definitiva

 


Contrasti è il nuovo progetto editoriale a scopo benefico di Luca Vargiu e di Sportellate che, andando a toccare argomenti delicati, alcuni ancora un tabù per il mondo del pallone, settimana dopo settimana, prenderà forma in questo spazio. Frammenti di storie, indizi, e numeri di maglia dietro ai quali ci sono piccoli e grandi protagonisti alle prese con un contrasto in grado di segnare nel bene e nel male – e forse anche definitivamente – la loro vita sportiva.


 

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Luca Vargiu nato a Genova nel 1971 con due mesi di anticipo e nel giorno di Pasqua, ha iniziato fin da subito a disturbare i piani delle persone che la domenica pensano di stare tranquilli. Agente di calciatori non per passione ma per sfida, non campa grazie al pallone. Cresciuto in Gradinata Nord ama il calcio così tanto da odiarlo spesso, ha scritto di calcio in alcuni libri (Procuratore? No, grazie! - Oltre la linea – Contrasti, storie di calcio sospeso, Vincolo 108 e dintorni, Ancora oltre la linea) e minaccia di continuare a farlo.