Interventi a gamba tesa

Abbiamo un problema


Oltre la linea c’è un mondo pallonaro che molti non conoscono. Oltre la linea ci sono i dirigenti, gli allenatori, gli osservatori, gli agenti, i faccendieri, i genitori e i tifosi. Oltre la linea gli interventi a gamba tesa non sono mai sanzionati. Oltre la linea la visuale è diversa. Oltre la linea ci sono storie da raccontare.


La notizia è di quelle acchiappaclick da condivisione. Ma anche di quelle che fanno discutere e indignare, non tutti ovvio, perché il pallonaro medio riuscirà a interpretarla come il segnale che sì, c’è sempre la speranza e che i sogni si avverino. O qualcosa di simile, insomma le solite stupidaggini che corredano le notizie finto-romantiche legate alle storie di calcio che invece nascondono le miserie di questo sport.

Succede infatti che da qualche giorno giri la notizia che il City, sì proprio il Manchester City,  abbia messo gli occhi su un talento incredibile dopo averlo visto in azione,  attenzione però, non in un campo di calcio ma direttamente da un video che una mamma orgogliosa ha girato nel giardino dietro casa e condiviso sul suo profilo Facebook.

Che storia simpatica eh?

Ed è proprio la signora, incredula, a dichiarare al giornale di Manchester che, dopo aver pubblicato il filmato, ha ricevuto una telefonata direttamente da uno scout del City.

I couldn’t believe it!

Subito infatti avrà pensato che si trattasse di uno scherzo, invece no! Tutto vero. Il suo piccolo presto avrà un incontro addirittura con i tecnici dell’Academy della squadra di Manchester. Il pargolo ovviamente non sta più nella pelle attendendo questo giorno come se fosse Natale. In più, a dare una nota di colore alla storia anzi a mettere un po’ di pepe sulla notizia visto che la rivalità sportiva in quel di Manchester non scherza per nulla, racconta anche che il bambino,  come tutta la famiglia, è tifoso dello United, ma che ora ha già cambiato bandiera.

Un momento! Che il fenomeno ha solo 3 anni lo abbiamo detto? No? Perché qui sta il punto, il presunto talento ha solo 3 anni, 36 mesi, 1100 giorni. Ecco, considerando l’età del calciatorino e dando per scontata la serietà (e l’etica mi verrebbe da aggiungere, ma non me la sento di metterlo fuori da una parentesi) di una società e dei suoi collaboratori, che una notizia di questo tipo non può stare in piedi. Non deve stare in piedi soprattutto, se si parla di un club di questo tipo.

E di bambini.

“I couldn’t believe it” dice la signora. Poi guardo il video.

“I can’t believe it” dico io.

E stessa cosa diciamo noi…

Ora, sforzandomi (e non poco) di credere che davvero il City dia incarico a un suo scout di visionare bimbi che si sono appena staccati da una tetta o posato il biberon, anche attraverso i social, la domanda è: lo scout avrà ancora un lavoro? No, perché se davvero dopo questa breve visione del filmato uno che di mestiere fa quello che dovrebbe intuire il talento, o lo scout che si è presentato alla mamma di Jaxson è un mago, oppure dubito che il signore in questione avrà una promozione.

22 secondi di un bimbo con la maglia del Barcellona (e cavoli piccolo Jaxon, deciditi però!) che tocca una palla arancione. Tocca nel senso che da due o tre colpi con il piede destro e poi fa girare la palla con una decina di tocchi di sinistro. Più o meno come la mia gatta quando gioca con me (scout del City interessa? Serve un video?). Il nulla. Ma ci fosse anche qualcosa di interessante da vedere non ci sarebbe comunque differenza.

Vorrei tanto spiegarvi di quanto sia semplicemente impossibile immaginare e predire il futuro sportivo di qualsiasi bambino di 3 anni alle prese con qualsiasi sport, in quanto a 6 anni potrebbe essere cambiato, a 8 pure, a 10 anche e a 12, con l’inizio dell’età della pubertà ancor di più, ma non lo faccio perché presumo lo sappiate già e comunque c’è qualcuno più titolato del sottoscritto che potrebbe spiegarlo meglio, ma di fatto è così. Impossibile giudicare. Assurdo pensare che qualcuno lo faccia credendoci veramente così come che qualcuno ci speri.

Il problema però, se da questa notizia vogliamo comunque provare a costruire qualcosa di positivo, è che è vero che purtroppo la ricerca dei baby calciatori è sempre più agguerrita così come la promozione da parte dei familiari. Osservatori, talent scout, procuratori da una parte, madri, padri, fratelli zii e zie dall’altra. In mezzo un video da far vedere o una partita da guardare. Guerre di zona tra società (il bimbo è una quota, non dimentichiamolo) con ogni tipo di promessa per arrivare prima al ragazzino da tesserare, e frenesia di parenti nel trovare al più presto una via per il successo che attraverso il pallone è di sicuro garantito. Sì, c’è ancora chi crede sia così.

Complici tutti gli altri, le società che mandano i loro uomini a fare questo tipo di lavoro, quelli che davvero si mettono a visionare i video dei bambini, quelli che invece invitano a fare i video per mettersi in mostra, quelli che ascoltano chi da’ questo tipo di suggerimento, quelli che si dimenticano che i bambini devono solo giocare e divertirsi e che per trasformare il gioco in professione occorre tempo, sacrificio e fortuna, ovvero cose che in un video non ci stanno di certo, i media che superficialmente parlano di “nuovo Messi” o “futuro Ronaldo” invece di ignorare questo assurdo teatrino e chi propone a destra e manca il figlio, nipote, fratello senza rendersi conto di quello che sta facendo.

Concludendo, partendo da una notizia che qui, oltre la linea, si pensa (e si spera) essere farlocca, vi spingiamo a non fermarvi al titolo con il quale quasi tutti hanno trattato questa notizia (senza vedere il video) ma ad andare un po’ più a fondo.Perché è evidente che (anche) su questo argomento abbiamo un problema.


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Luca Vargiu nato a Genova nel 1971 con due mesi di anticipo e nel giorno di Pasqua, ha iniziato fin da subito a disturbare i piani delle persone che la domenica pensano di stare tranquilli. Agente di calciatori non per passione ma per sfida, non campa grazie al pallone. Cresciuto in Gradinata Nord ama il calcio così tanto da odiarlo spesso, ha scritto di calcio in alcuni libri (Procuratore? No, grazie! - Oltre la linea – Contrasti, storie di calcio sospeso, Vincolo 108 e dintorni, Ancora oltre la linea) e minaccia di continuare a farlo.