Interventi a gamba tesa

L’inutile necessità del calciomercato

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Capita a tutti di non riuscire a dormire la notte. E’ a quel punto che accendi qualsiasi dispositivo elettronico alla ricerca ossessiva di informazioni sul mercato della tua squadra preferita. Ma quali saranno le notizie che troverai? Ha un senso tutta questa attenzione al calciomercato? Forse no…


Le notti d’estate sono soffocanti, ma le notti di questa estate sono proprio invivibili. Torni a casa alle 19, neanche il tempo di mangiare, dopo una doccia gelata, che subito si fanno le 23. Sembra quasi che il dì, squagliato dal caldo tropicale, si dilati anche nelle ore che seguono il tramonto. Passi la sera con gli occhi spalancati a pensare “perché non ho comprato il climatizzatore?”, sudi e risudi, ti giri e ti rigiri nel letto quasi fossi tarantolato. Ed è allora che pensi a una simpatica similitudine: questo tuo affannare  ti ricorda il magico rotolare del divino Jonathan sul campo di Marassi.

E’ quasi magia Johnny…Come rotolava lui…

“Che giocatore! Chissà dov’è finito!” Con le poche forze che ti rimangono allunghi la mano sinistra a tastare il pavimento alla ricerca dello smartphone. Una googlata veloce ed ecco su Tranfermarkt l’informazione che cercavi. Non hai ancora il coraggio di guardare. Sai che Marotta è alla ricerca di un terzino, e anche se ultimamente sembra il re del mercato, la presentazione di Martinez (pagato 13 milioni e ancora sotto contratto) col capello appiccicato, in ciabatte e canottiera da muratore rumeno,  ti fa pensare al peggio. “Svincolato!” Puoi finalmente respirare.

Football memories: quando Martinez era un giocatore di calcio ed impazzava la “Malaka dance”.

Povero Johnny. Non c’è più l’Inter di una volta, sono finiti i tempi in cui Branca faceva bestemmiare il presidente Moratti con acquisti mirati e lungimiranti (vedi Carew, Rocchi, Schelotto…). Ora con Thohir sembra essere una nuova società. Ma quella nerazzurra resta sempre una squadra speciale.

Sotto controllo dell’Uefa per la violazione delle norme sul fair-play finanziario, non ha esitato a portare avanti una strategia di mercato che può essere definita “kamikaze”.  Sorprendere i concorrenti offrendo cifre piuttosto elevate ai principali obiettivi, pur non avendone la possibilità. Ha funzionato, soprattutto con Kondogbia, strappato al Milan lasciando spiazzato Galliani, che mai avrebbe previsto un tale gioco al massacro.

Mentre in seguito sarebbe dovuta iniziare la fase due: vendere tutti i giocatori che la società considera in esubero. Ed è proprio in questa fase che le conseguenze della follia si sono manifestate, i vari Nagatomo e Guarin rifiutano i trasferimenti e sul mercato finiscono i pochi buoni giocatori in rosa che hanno mercato, Shaqiri, Kovacic e Santon.

Pensi a Galliani, ai famosi ultimi giorni del “condor” e forse torna un po’ di fiducia sul futuro del Milan. Però, per com’è cominciato il mercato dei rossoneri, l’entusiasmo è a livelli minimi. Anticipato dalla telenovela sull’acquisto del Milan da parte di un fantomatico Mister Bee, che aiutato dai soldi del fondo Doyen avrebbe dovuto acquistare il 48% della società buttando 500 milioni nelle tasche della famiglia Berlusconi, il mercato milanista doveva essere la riedizione all’italiana del  devastante ingresso nel calcio dei petroldollari dello sceicco Mansour al Manchester City e del principe Al Thani al Psg.

E invece il protagonista è di nuovo Silvio Berlusconi, che con la sua Finivest pare abbia messo a disposizione di Galliani 120 milioni. Pronti gli annunci strabilianti: il Milan prende Ibrahimovic, Jackson Martinez e Kondogbia! Peccato che le mani del geometra non fossero più abituate a maneggiare una tale quantità di denaro.

Il primo istinto lo portava a guardare in Italia, a cercare occasioni a buon mercato, poi ricordatosi del denaro nel portafogli, butta 20 milioni per Bertolacci, 30 per Bacca e 8 per Luiz Adriano, con un saldo negativo di oltre 50… Secondo le voci ne rimarrebbero 70, con gli ultimi giorni del mercato che si avvicinano, chissà se ci sarà il colpaccio!

Sabatini ha trovato una panchina più comoda su cui dormire, però non ha perso il vizietto di offrire cicche di sigarette in cambio di due spicci (o Salah)

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E ti viene in mente  quel barbone trovato per strada dagli americani e con compassione posto a capo del mercato romanista, che si sfrega le mani all’idea di aver piazzato Bertolacci con una plusvalenza da 11,5 milioni. Sabatini, che insieme a Lotito e Igli Tare potrebbe vincere il premio immobilità del calciomercato (“Bisogna vìnce, non bisogna comprà!”), si è messo in testa di acquistare Dzeko e risolvere l’eterna diatriba creatasi attorno a Salah.

Sì perché anche questa è bella. Un giocatore in prestito biennale a una squadra (viola) al quale un’altra squadra (nerazzurra) propone un contratto senza parlare né con chi attualmente detiene il prestito né con la squadra proprietaria del cartellino (blue). Una furbata alimentata dallo stesso procuratore del ragazzo, a cui si aggiunge il mistero di un contratto bypassato da una scrittura privata.

Il primo pensiero è “ma questi son scemi!”. E a parlare di scemi non possono che venirti alla mente due sobri presidentissimi quali Aurelio De Laurentiis e Massimo Ferrero, in arte “er viperetta”. Del primo conosci la tircheria, ma non puoi che applaudire alla scelta di affidarsi a un allenatore intelligente come Sarri. Aggiungi pochi ma mirati acquisti come Valdifiori e Allan, e ti viene il dubbio che forse lo scemo sei tu, ad aver etichettato in questo modo due eccentrici personaggi. Poi però vedi la faccia da culo di Ferrero e vien meno ogni dubbio.

Ha affidato la panchina a una bandiera come Zenga, ha preso Fernando e infinocchiato l’Inter su Zukanovic, ma cerca di acquistare Cassano e Balotelli. Due che ti fanno fare il salto… nel fosso. Ti chiedi in effetti che ci faccia “er viperetta”  nel mondo del calcio e come possa mantenere una squadra come la Samp. In realtà sai che Garrone sta ancora finanziando i blucerchiati, un mistero anche per te. Che Garrone sia il terzo imbecille?

De Laurentiis sconvolto dal segreto di Ferrero: si può acquistare una squadra facendo pagare i Garrone…

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Al contempo c’è la faccia sveglia di Corvino che ti fa sognare in grande: “Quintero al Bologna!” “Ma è ufficiale?” “Sì, sì! Anzi, no scusa! Scherzavo… il Porto lo sta offrendo a mezzo mondo pur di non darlo ai rossoblù”. Vabbé, consoliamoci con i 25 giocatori in esubero da piazzare e con i 7,5 milioni già spesi (su un budget di 10) per prendere Rossettini, Rizzo, Brighi e Duncan. Anzi no, scusa! Scherzavo… Duncan è andato al Sassuolo, la Sampdoria l’ha dato alla prima squadra che si è presentata a mezzanotte pur di non darlo al Bologna!

In realtà, certo, ti stai rigirando come un pollo allo spiedo, ma la situazione non migliora. Alzi la mano destra. Stai per arrenderti? No, la riabbassi immediatamente per afferrare il telecomando della TV. Il primo canale che ferisce gli occhi affaticati è Sportitalia. Michele Criscitiello, il conduttore, inizia a colpire anche le orecchie. Le uniche parole che riesco a capire sono “…Lo Sai Che?…Pedullà…”

Le premesse sembrano affascinanti, sono 10 minuti che  ribadisce che ha una “bomba” da rivelare. Un timer appare sul teleschermo. Ecco, ci siamo! Sta snocciolando una serie di trattative in corso per le principali squadre, ma a un certo punto si ferma e annuncia la notiziona: “E’ ufficiale: Carlo Pinsoglio passa dalla Juventus al Livorno!”. Ah, capisco… E quindi? Quando arriva la bomba?
Realizzi che era proprio quella l’esclusiva da rivelare. Ti scappa una parola irripetibile e cambi subito canale.

Gazzetta Tv. Sì, questi sono seri. Non a caso inizia a parlare Carlo Laudisa, uno dei massimi esperti del calciomercato italiano. Peccato che non si capisca niente. Le telecamere costano e allora ci si collega su Skype. Come quando ti colleghi con la tua ragazza dall’altra parte dell’Italia e l’unica cosa che vedi è una striscia deformante orizzontale, un piede, mezzo braccio e una figura sfuocata che potrebbe benissimo essere il suo cane.

Il flusso si stabilizza e un omaccione inquietante, forse in pigiama, forse sul gabinetto e che magari in una mano ha ancora la coscia di pollo che stava addentando tra una pubblicità e l’altra, comincia a parlare con una voce metallica.

Carlo Laudisa, in collegamento da Porto Cesareo mentre sottolinea a Gazzetta Tv che si è appena divorato ben 10 rustici leccesi, alla faccia vostra!

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Rimane solo Sky. Calciomercato. A quest’ora c’è Di Marzio. Oddio! Anche lui con questa diavolo di raffica. Basta, vuoi spegnere il televisore. E’ un incubo, come quel ragazzo che su Twitter si proponeva a Sportellate dicendo che era un giornalista. “Ah, ottimo! E di cosa ti occupi?” “Solo calciomercato”. Ti erano cascate le braccia, come puoi definirti un giornalista se quel che fai è esclusivamente raccontare trattative tra giocatori e società.

In effetti questo è il punto. A cosa servono le trasmissioni e le notizie sul calciomercato. Perchè vuoi sapere che la Juventus ha offerto una ventina di milioni al Bayern per Goetze, quando magari di tutto ciò non se ne farà nulla?

L’approccio perfettamente razionale al calciomercato sarebbe aprire il giornale il 2 settembre e leggere esattamente chi ha acquistato chi e per quali cifre. Stop! Tutto il resto è inutile, al massimo potresti informarti giorno per giorno sulle trattative concluse.

Eppure è una necessità, un estrema necessità. Vuoi sentirti dire che Martinez e  Ibrahimovic possono passare al Milan, vuoi che il giornalista diventi narratore e con le sue banali indiscrezioni ti faccia sognare, cantando lievemente quella dolce ninna nanna, chiamata raffica di calciomercato.Prima di addormentarti raggiungi l’illuminazione. Sai che tutte queste notizie sono perfettamente inutili, ma come la parrucchiera con il gossip di Novella 2000, ne hai assolutamente bisogno. Fisicamente. Una malattia. Come ogni estate senti l’inutile necessità del calciomercato.


 

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Alberto Paternò, Rimini. Nato nel vecchio millennio, in un'afosa giornata di luglio. Partorito tra ombrelloni e lettini della riviera romagnola, sfoga subito la rabbia per la venuta al mondo calciando ossessivamente Super Tele e Super Santos. Da quel giorno sopporta stoicamente l'esistenza, sguazzando nei campi melmosi della periferia riminese e sognando di diventare un giorno il nuovo Pessotto. Co-fondatore di Sportellate.it